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Violenza di genere, Umbria in testa alla classifica: 3000 casi in 17 anni

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Violenza di genere, Umbria in testa alla classifica: 3000 casi in 17 anni

Redazione
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TERNI – Dall’Umbria un forte ‘no’ alla violenza di genere, e in particolare contro le donne, proprio nella giornata dell’8 marzo. Una decisa presa di posizione ribadita durante il convegno “Prospettive del sistema per arginare la violenza di genere, l’esperienza umbra”, organizzato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Perugia, Gemma Bracco, e dall’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori (AIAF), nella sala consiliare del palazzo provinciale.

I dati I dati comunicati in apertura dei lavori dall’avvocato Anna Maria Pacciarini per quanto riguarda il femminicidio sono allarmanti: dal 2000 al 2017 si sono verificati 3000 casi di donne uccise per mano di un uomo. Nel 2016 si è registrato un aumento dei fatti del 4,5%. Ogni anno circa 150 vittime, senza considerare altri episodi di violenza ‘meno grave’. L’Umbria con il 7,8%, rapporto fra il numero di donne che perdono la vita e la popolazione, detiene il primato in questa triste classifica, seguita da Calabria e Campania.

Ecco allora, che, proprio dall’Umbria parte un segnale positivo per opporsi alla violenza: la firma nel gennaio scorso di un Protocollo tra la Regione Umbria e quaranta soggetti coinvolti, a vario titolo, nella rete antiviolenza – tra i quali le Prefetture, le Questure, i Tribunali, le Forze dell’Ordine, le Aziende sanitarie, i Comuni, le Associazioni – per dare vita a una rete regionale e realizzare un sistema di contrasto alla violenza di genere.

Leggi A definire il protocollo uno strumento prezioso che mette l’accento sulla necessità di lavorare tutti insieme per la crescita della società è stata la Consigliera provinciale di parità. “E’ importante fare rete per contrastare la violenza – ha detto la Bracco – ma fondamentale è far rispettare le leggi che sono state fatte. Per arginare i drammatici fatti che, purtroppo, sempre di più interessano la nostra società è necessario modificare la mentalità e agire sulla sensibilità delle persone, perché la violenza di genere è un fenomeno culturale e sociale”.

Protocollo Sulla stessa linea la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha sottolineato la necessità di attuare il protocollo creando percorsi efficaci che aiutino a superare questi fenomeni. All’ampio momento di riflessione hanno partecipato anche il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, e la presidente del comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Perugia, Cristina Castellano. La giornata è stata approfondita con interventi sul tema a cura di vari esperti in materia.

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