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Verini sparge zucchero filato e presenta la squadra ma un pezzo di Pd si chiama fuori e punta su Anna Ascani

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Verini sparge zucchero filato e presenta la squadra ma un pezzo di Pd si chiama fuori e punta su Anna Ascani

Pinocchio
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I sedici della squadra del commissario Verini

PERUGIA – Zucchero filato a piene mani e parole d’ordine martellanti a coprire la realtà di un partito più che mai diviso. Walter Verini ci prova, da scaltro comunicatore, a impostare una narrazione che in qualche modo ribalti la dura realtà. E allora via con la mistica che riecheggia il veltronismo dei tempi d’oro: partito aperto, decidere insieme; puntare sulle idee e non sulle risse interne; cambiare idee e metodi; rialziamo la testa la nostra non è una storia criminale; nuova pagina per l’Umbria; alternativi a noi stessi. Sabato mattina, nella sede un po’ spoglia del Pd regionale, va in scena il racconto dell’altro Pd quello del commissario regionale che ad un certo punto dopo chili di zucchero filato piazza anche qualche chiodo: “Chi vuole litigare lo faccia fuori dal Pd”.

Criteri Parole pesanti rivolte di fatto ai 104 membri dell’assemblea regionale che attraverso una lettera avevano chiesto l’indizione di un congresso regionale e le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Non si farà nulla perché Verini, chiamano in causa i padri nobili Gentiloni e Zingaretti, manda a dire che gli organismi eletti sono decaduti e ora di fatto decide lui e la squadra che è vicino a lui. Gli altri? Restino dove vogliono. I criteri per decidere le candidature? Tutti insieme. Insomma, un pezzo di partito da una parte un pezzo da tutt’altra e lo si capisce bene quando a proposito della ricandidatura dei consiglieri regionali uscenti Verini vola altissimo e dice che “non bisogna rottamare le persone ma le idee che ci hanno portato al disastro”.

Scelte L’impressione è che tolti gli uscenti Fabio Paparelli e Giacomo Leonelli su tutti gli altri si valuterà su non meglio precisati criteri. E da qui alle elezioni regionali che si fa? Anche qui spunta fuori la mistica veltroniana che punta “sull’ascolto della società regionale per ascoltare idee e proposte”. Insomma a luglio, invece che sotto l’ombrellone, il Pd a trazione veriniana ascolterà la società regionale e poi a fine luglio una grande convention programmatica per proporre agli umbri le idee-cardine di questa fase di ascolto. Sabato prossimo si parte con l’assemblea dei segretari di circolo e poi verrà insediata una simil-Direzione di cui faranno parte sindaci, segretari e alcuni nomi della vecchia Direzioni, scelti da Verini, come i professori Luca Ferrucci e Luca Gammaitoni.

La squadra La squadra che affiancherà Verini in questo lavoro è un mix di vecchie glorie e giovani volpi ma con un particolare che li accomuna: nessuno di loro fa capo all’area di Giampiero Bocci o Catiuscia Marini e tantomeno sono in quota Anna Ascani. Insomma, sono un pezzo di partito che da minoranza che era si ritrova maggioranza con la benedizione dell’asse sempre più stretto tra Walter Verini e Marina Sereni e con l’aggiunta dell’ex senatrice Valeria Cardinali. Più qualche sindaco. Questi i prescelti che Verini assicura che non si candideranno a nulla: Paolo Bagarini, Claudia Bastianelli, Daniele Benedetti, Christian Bigini, Ramona Fucinai, Daniele Gentili, Francesco Giacopetti. Marko Hromis, Mattia Nannurelli, Cristina Papa, Andrea Pensi, Carlo Rossini, Marina Sorci, Pierluigi Spinelli, Mohan Testi e Francesca Vagniluca. Quanto all’altro Pd Verini preferisce sorvolare anche se chiamato a rispondere dai giornalisti sulla convention nazionale in programma ad Assisi voluta dal tandem Ascani-Giochetti, risponde così tra i sorrisi dei presenti: “Una riunione di corrente. Tutto bene – dice – dove si discute di idee e politica ma io le discussioni le farei nel Pd, senza intercapedini e luoghi dove io mi vedo coi miei”. Segno tangibile, che al di là dello zucchero filato, le tensioni restano e da qui alle elezioni regionali in autunno faranno capolino diverse volte.  L’identikit del candidato presidente e il metodo per sceglierlo? “Io non farò il notaio – ha sottolineato Verini – , ma non sarà una mia decisione univoca. Voglio che sia una cosa condivisa nel segno del rinnovamento e della discontinuità programmatica”. Avanti tutta. 

L’altro Pd  Ma ormai una cosa è chiara: un pezzo di partito si è chiamato fuori dalla conduzione veriniana, quel pezzo di partito che indipendentemente da come andranno le elezioni regionali tornerà a chiedere un congresso regionale. Un pezzo di partito con storie e percorsi molto diversi tra loro che oggi si ritrova vicino ad Anna Ascani. La battaglia è solo rimandata.

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