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Vendita Novelli, stallo continuo: lavoratori e sindacati verso lo sciopero ad oltranza

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Vendita Novelli, stallo continuo: lavoratori e sindacati verso lo sciopero ad oltranza

Andrea Giuli
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La protesta dei lavoratori della Novelli

TERNI – Apparentemente nulla si muove in questi giorni per sbloccare l’impantanata situazione riguardante la vendita del gruppo Novelli. Una parte, ormai minoritaria, della famiglia sembra resistere nella sua volontà di non cedere la storica azienda alimentare umbra all’acquirente calabrese Fattorie Greco, disposto ad attendere fino al 31 dicembre prossimo. Si è in attesa di un nuovo incontro al Mise, mentre per venerdì prossimo dovrebbe maturare, secondo gli impegni presi, l’erogazione di un ulteriore acconto ai lavoratori degli stipendi regressi.

Sciopero ad oltranza In realtà, però, la situazione si conferma complicata e intricata. Anzi, in un vero e proprio pantano che non accenna a risolversi. I lavoratori si sono riuniti in assemblea il 14 dicembre, insieme ai sindacati, ed hanno in una nota minacciato lo sciopero ad oltranza, a partire da lunedì prossimo 19 dicembre, qualora “non arriveranno le firme sull’atto di vendita della società da parte dei dei soci di maggioranza e ulteriori pagamenti delle spettanze, con un presidio davanti alla Regione a Perugia dalle 10.30 alle 12.30 e martedì un presidio permanente davanti alla prefettura di Terni”. In questa stessa nota, siglata dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil, si parla anche di “farse vergognose della famiglia”, di “poca chiarezza sul percorso da parte del cd” e di “continue prese in giro”, con un monito all’azienda di “rispettare scrupolosamente le norme vigenti e il contratto nazionale di lavoro” circa i comandati allo sciopero.

Flai-Cgil Sulla vicenda si fa sentire la Flai-Cgil Umbria: “Riteniamo le dichiarazioni della famiglia Novelli abbastanza preoccupanti – dichiara il segretario regionale Michele Greco -, la situazione è cristallizzata in un stadio di assoluta pericolosità per il futuro delle maestranze e per le prospettive di ripartenza del gruppo intero. La viva preoccupazione dei Novelli per il territorio e per i dipendenti mal si concilia con gli stipendi più che dimezzati e con i siti del gruppo completamente affossati, nella più totale incertezza sul futuro. Con 500 euro al mese negli ultimi 4 mesi quale dignità possono avere nello svolgere tutti i giorni il proprio lavoro, senza aver mai messo a rischio la continuità del prodotto e degli ordini? Basta con i giochini, basta ai rilanci giornalieri, si sta giocando sulla pelle delle famiglie. Noi non tifiamo per nessun imprenditore, ma di certo siamo pronti a lottare per difendere una speranza di successo e di salvaguardia delle oltre 300 famiglie umbre. Rispetto alle insinuazioni e ai dubbi sollevati sul possibile acquirente, questi andrebbero chiariti in sede istituzionale, davanti al Mise, o portati alle autorità competenti. Le nostre informazioni di certo non hanno il timbro della certificazione, ma ci spingono ad approfondire la proposta. La famiglia Novelli passi dalle dichiarazione ai fatti, ci spieghi come pagare gli stipendi per intero per far vivere un Natale dignitoso ai figli dei dipendenti. Oppure passi la mano e dia una nuova speranza alle sorti del gruppo”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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