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Vendita Novelli, spunta la lettera dei canadesi ma un altro membro della famiglia proprietaria annuncia la firma con i Greco. Resta lo sciopero

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Vendita Novelli, spunta la lettera dei canadesi ma un altro membro della famiglia proprietaria annuncia la firma con i Greco. Resta lo sciopero

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – La sabbia nella clessidra sta per esaurire il suo giro. E tira pure un vento gelido, bestiale. La lunga e intricata vertenza che coinvolge lo storico gruppo alimentare umbro, Novelli-Nuova Panem, e le recenti vicende della sua tentata vendita, stanno venendo al pettine. Il fantasma del fallimento appare dietro l’angolo. In ballo, un’azienda importante, con un mercato (e 120 milioni di debito) e 500 posti di lavoro.

Cede anche Ferdinando Nella tarda serata di martedì, filtra dal Mise la notizia ufficiosa che, dopo Torquato (che aveva positivamente sciolto il nodo già al tavolo ministeriale di lunedì), anche l’altro fratello, Ferdinando Novelli, sarebbe disposto a firmare l’offerta delle Fattorie Greco. A questo punto, resta di fatto ancora l’indisponibilità del terzo fratello (titolare di un 32% della società) a chiude la trattativa con gli acquirenti calabresi, ma adesso si trova in minoranza. Forse la vicenda è vicina ad una svolta reale.

il sindacato alza il tiro Durante le assemblee con i lavoratori di martedì è stato deliberato un primo calendario di scioperi: domani, mercoledì, 4 ore di sciopero del sito di Spoleto con corteo sotto l’ormai celeberrima abitazione di uno dei fratelli Novelli. Giovedì, sciopero generale di 8 ore di tutti i siti umbri con manifestazione a Spoleto città, a partire dalla stazione.

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La lettera del fondo canadese Dundee Sarea

I lavoratori invocano il vescovo Dopo il summit-flop di ieri al Mise, con la (momentanea?) bocciatura, ad opera di una parte significativa dell’attuale famiglia proprietaria, dell’offerta di acquisto dell’intero gruppo formulata dall’azienda calabrese Fattorie Greco, la costernazione di istituzioni, sindacati e lavoratori che hanno inscenato manifestazioni e presidi sotto la dimora spoletina di alcuni dei fratelli Novelli, la vicenda complessiva pare precipitare verso il precipizio. Il tempo, infatti, per raddrizzare la barca è pochissimo. I Greco, dopo il ‘buco’ ministeriale di ieri, sarebbero assai irritati e disposti a non attendere all’infinito. Al momento è l’unica offerta sul tavolo, con tanto di investimenti, e vagliata come positiva dal ministero stesso. In  queste ore, i lavoratori si stanno riunendo nelle assemblee presso i siti di Terni, Amelia e Spoleto e continueranno fino a stasera. In giornata si dirigeranno ancora verso la casa dei Novelli, a Spoleto (è stato chiesto per oggi e per i prossimi 2 giorni il relativo permesso alle forze dell’ordine). Non solo. I sindacati fanno sapere che tutte le questure locali delle città interessate sono state pre-allertate. Gli stessi lavoratori, con un moto spontaneo, hanno chiesto l’intervento del vescovo di Spoleto. Alla fine delle assemblee si vaglieranno tutte le modalità più adeguate per aumentare la pressione sui soggetti che hanno la palla in mano delle decisioni finali: anzitutto la famiglia Novelli. Ma anche i vari advisor, il cda tecnico del gruppo umbro, le istituzioni, lo stesso Mise. Il tutto, in attesa che la vicenda si sbrogli positivamente in tempi strettissimi. Magari anche attraverso il paventato aggiornamento dell’incontro previsto al Mise, in riunione ristretta, per il prossimo primo dicembre.

L'assemblea dei lavoratori Novelli

L’assemblea dei lavoratori Novelli

La lettera dei canadesi Nella confusione, nei tatticismi e nei possibili non-detti di questa tribolatissima fase della vertenza, spunta anche la lettera, datata 28 novembre 2016 e – a quanto pare – neppure la prima all’indirizzo di Advisor e ministero, del fondo private equity canadese Dundee Sarea che chiede a chi di dovere (l’advisor Vitale & Co) tutta la documentazione sulla questione Novelli, utile a presentare in tempi congrui una manifestazione d’interesse non vincolante per acquisire l’intera azienda umbra e, semmai, sciogliere le riserve ‘nel più breve tempo possibile’. Di questo interessamento del fondo canadese è stata data generale notizia ieri, durante l’incontro al Mise. Solo che, in questa stessa missiva, il managing partner della Dundee Sarea, Sam Ramadori, parla di ‘intercorsi colloqui e rapporti epistolari rimasti inevasi’.

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Andrea Giuli
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