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Vendita Novelli, l’attuale proprietà conferma: cessione non realizzata, niente stipendi

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Vendita Novelli, l’attuale proprietà conferma: cessione non realizzata, niente stipendi

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Tre passo avanti, dieci indietro. Accelerazioni e frenate. Dubbi e tatticismi. Offerte che vanno e che vengono. Confusione.

Niente firma Almeno questo sembra essere il quadro attuale che emerge, in merito alle sorti della annosa e travagliata vertenza Novelli, dopo il non-incontro fissato per stamani presso lo studio di un notaio di Roma che doveva servire, di fatto, a perfezionare l’atto di cessione del Gruppo umbro, con tutte le firme del caso.

La conferma dell’azienda “Il cda rende noto – si legge in una nota aziendale arrivata nella serata di mercoledì – che l’operazione di cessione delle quote societarie del Gruppo Novelli srl, illustrata nel corso dell’ultimo incontro con le parti sociali tenutosi presso il Mise e programmata, con il consenso dei tre soci di maggioranza, per la data odierna, non si è ancora, ad oggi, realizzata. Nelle more dell’indicazione da parte dei soci in ordine alle proprie decisioni circa l’operazione prospettata, in assenza delle risorse finanziarie che ne sarebbero derivate, i pagamenti delle spettanze del personale dipendente (per la quota residua ancora dovuta e per gli importi maturandi), non potranno, allo stato delle cose, essere effettuati”.

Acquirenti possibili Ebbene, da quanto risulta, nessuno dei soci della famiglia che detiene la proprietà del Gruppo Novelli si sarebbe presentato dal notaio, facendo così saltare (almeno per il momento) l’atto, la firma e la vendita. L’acquirente in pole position (al prezzo simboli.o di 1 euro) sarebbero le Fattorie Greco, una importante azienda calabrese attiva nel settore della produzione olearia e vinicola, ma pure nella sanità, insieme ad un’altra azienda – sempre calabrese e collegata strettamente a Greco -, la Phoenix. Ambedue, sembra, con un capitale sociale complessivo di 12.500 euro ed ambedue piuttosto stizzite della ‘diserzione’ notarile dei Novelli. Non solo. Sul tavolo del Mise, dell’advisor e del presidente del cosiddetto cda tecnico, per la verità, vi sarebbero (e non) da oggi) anche altre offerte di grossi e noti gruppi nazionali del settore che però – a quanto pare – non avrebbero incontrato i favori dei tecnici del ministero, per una serie di ragioni, a cominciare da quello di non offrire garanzie sufficienti sulla tenuta e continuità del gruppo da acquisire e dei livelli occupazionali. Sempre secondo quanto si apprende informalmente, coloro che stamane erano presenti dal notaio non pare abbiano fornito molte spiegazioni di dettaglio sulla fase in corso. Alcuni avvocati della famiglia Novelli chiederanno un confronto in prefettura con le parti in causa per squadernare tutte le carte del caso, quelle dei soggetti in pole-position e quelle dei soggetti per ora in secondo piano. Garanzie di varia natura, insomma. Sta di fatto che la vicenda pare proprio complicarsi. Anche perché, nonostante il Mise abbia dato già un sostanziale via libera all’operazione con Fattorie Greco, da più parti sembrano emergere delle perplessità rispetto proprio agli aquirenti calabresi di cui sopra. image

Stipendi ancora sospesi Sta di fatto che i circa 500 lavoratori del Gruppi che ha sedi in Umbria e Lombardia stanno continuando a vivere ore di angoscia, con stipendi ancora non pagati. E le incertezze al momento crescono. Per domani, giovedì, i sindacati hanno proclamato tre ore di assemblea, con presidio a Terni. Alle 12.30 circa una delegazione di sindacalisti e lavoratori sarà ricevuta in prefettura, alla presenza anche dei rappresentanti istituzionali.

I sindacati “Quanto sta accadendo in queste ore – scrivono in una nota congiunta i sindacati di categoria – relativamente al destino di Gruppo Novelli – Nuova Panem ha dell’incredibile. Dopo quattro anni di concordato preventivo e gravosi sacrifici fatti dai lavoratori e dalle lavoratrici al fine di salvaguardare l’occupazione e il destino dell’azienda, lo scorso venerdì 18 novembre – presso il Ministero dello Sviluppo Economico – i sindacati di categoria e le rappresentanze di tutti i siti, sono state informate di un’offerta depositata per l’acquisto dell’intero Gruppo. Questa offerta potrebbe ridare prospettiva e futuro ad un’azienda che nella passata gestione (famiglia Novelli) aveva accumulato circa 120 Milioni di debiti ed nel 2012 era prossima al fallimento. L’offerta è stata definita dai funzionari ministeriali, dopo appurate verifiche, solida sia dal punto di vista industriale che finanziario, pertanto dopo anni di sacrifici sembrava intravedersi uno spiraglio per la risoluzione della vertenza. Sembrava mancasse solo la definizione di qualche dettaglio procedurale per apporre le firme per la cessione delle quote in sede notarile e ripartire con un nuovo progetto industriale volto allo sviluppo produttivo e all’occupazione. Nonostante ciò in queste ore siamo stati informati dai funzionari del Mise che alcuni soci della famiglia Novelli hanno ritrattato la disponibilità a cedere le proprie quote, ed altri, sono indisponibili a cedere una quota di minoranza (circa 1,5%), senza però esercitare il diritto di prelazione previsto dalle norme. Ci chiediamo a questo punto: esiste in questo paese un barlume di senso di responsabilità sociale? Possibile che gli stessi che hanno prodotto milioni e milioni di debiti oggi tengano ancora in ostaggio il destino di centinaia di lavoratori e lavoratrici? Lanciamo infine un ulteriore appello alle istituzioni (Ministero dello Sviluppo Economico e tutti i rappresentanti degli enti locali che a vario titolo hanno partecipato ai tavoli della vertenza) al fine di richiamare chi ha detenuto in questi anni le quote ad un atteggiamento di responsabilità e di pronta risoluzione della vicenda che tiene sulle spine centinaia di famiglie. I lavoratori e le lavoratrici del Gruppo Novelli – Nuova Panem sono esasperati e non ne possono più di vivere in questo contesto di precarietà e incertezza”.

Mise e Regione Il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni Umbria e Lazio in un comunicato congiunto “esprimono grande preoccupazione per il futuro del Gruppo Novelli, importante realtà imprenditoriale dell’agroalimentare italiano proprietaria dei marchi Ovito (uova), Interpan, Pan Famiglia (pane) e Cantina Novelli (vino), presente in Umbria, Lazio e Lombardia con 500 addetti. La famiglia Novelli, proprietaria del capitale azionario, non presentandosi oggi all’appuntamento con il notaio per la cessione delle quote, sta mettendo a rischio in queste ore una importante operazione di cessione che garantirebbe il rilancio di tutte le linee di attività aziendale mettendo in sicurezza la salvaguardia dei posti di lavoro. Le istituzioni richiamano i soci Novelli alle loro responsabilità affinché non ostacolino la conclusione delle operazioni di cessione nel più breve tempo possibile”

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