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Vendita Novelli, la famiglia proprietaria smentisce il cda tecnico

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Vendita Novelli, la famiglia proprietaria smentisce il cda tecnico

Andrea Giuli
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La protesta degli operai davanti ai cancelli della Novelli

TERNI –  Con 500 lavoratori del gruppo imprenditoriale che stanno da tempo sfogliando la margherita della loro sorte lavorativa e con un possibile, unico acquirente in attesa (forse non ancora per molto), sembra proprio consumarsi una battaglia di dichiarazioni, comunicati, tatticismi e allusioni tutta interna allo stesso Gruppo Novelli e tra la stessa famiglia proprietaria dello storico gruppo alimentare e il cosiddetto cda tecnico che in questi ultimi anni ha cercato di gestire la crisi del Gruppo. E’ assai probabile che la famiglia proprietaria attuale (o parte di essa) abbia le sue ragioni per quella che però viene definita dai più una posizione perlomeno attendista e dilatoria, ma l’effetto di pericoloso stallo della situazione e’ l’effetto attuale che ne deriva.

La famiglia Novelli smentisce Musaio E, infatti, nelle ultime ore, dalla famiglia Novelli, a firma di Torquato, Ferdinando ed Enzo, arriva l’ennesimo comunicato in replica alle dichiarazioni di giovedì del presidente del cda tecnico, professor Musaio. E suona tanto come una sorta di smentita: “In risposta alle parole del presidente del CdA professor Musaio, la famiglia intende ribadire che non ha ricevuto alcuna informazione riguardo alle prospettive che il nuovo acquirente offrirebbe. In ordine, poi, alla carenza di interesse rispetto al contenuto del piano industriale da parte della famiglia, se ciò può avere una qualche valenza sotto il profilo strettamente formale, non ce l’ha sotto quello della coscienza e del senso di responsabilità. Infine ci corre l’obbligo di rilevare che il compito del CdA da quattro anni a questa parte, in vigenza di un concordato preventivo, non era esattamente quello di portare sull’orlo del baratro il gruppo, ma, piuttosto, di sfruttare gli strumenti offerti dallo stesso concordato per risanare e rilanciare l’attività. Assistiamo, tuttavia, ad un coro unanime di voci il cui solo scopo è quello di cavalcare i timori dei lavoratori che sappiamo benissimo quanto abbiano sofferto lavorandoci ogni giorno, tutt’ora, fianco a fianco”.

Appuntamenti decisivi Nel pomeriggio di venerdì (oggi) dovrebbe esserci un ‘contatto’ tra il prefetto Pagliuca e la famiglia Novelli, lunedì 28 la convocazione ufficiale al Mise di tutte le parti in causa, con tanto di manifestazione di sindacati e dipendenti sotto il ministero di via Molise. C’è da sperare che, in occasione del summit ministeriale, le carte saranno definitivamente sul tavolo.

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