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Vendita Novelli, flop al Mise: due fratelli della proprietà non firmano, Torquato sì. I lavoratori fanno un presidio sotto casa dei non firmatari

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Vendita Novelli, flop al Mise: due fratelli della proprietà non firmano, Torquato sì. I lavoratori fanno un presidio sotto casa dei non firmatari

Andrea Giuli
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Una manifestazione degli operai della Novelli

TERNI – Il giorno della verità per le sorti dello storico gruppo alimentare umbro, Novelli-Nuova Panem, finisce più o meno a stracci.

Summit concluso con un flop Nel pomeriggio di lunedì infatti, il summit ministeriale finisce sostanzialmente in un buco. Ad un certo punto, infatti, una parte del pacchetto di maggioranza della famiglia Novelli – quella incarnata dal patriarca Torquato, circa il 32% – si era detta disposta a firmare l’accordo di vendita dell’intero gruppo all’importante azienda calabrese, Fattorie Greco. Il problemino è che gli altri due fratelli, detentori di altre quote maggioritarie, e i loro legali hanno di fatto lasciato il tavolo, affermando la loro intenzione di non firmare, spiegando di voler visionare altre, non meglio specificate offerte di interesse (si parla di un fondo canadese), di cui però lo stesso Mise sembra non sapere nulla. Dunque, tutto da rifare. O quasi.

Presidio sotto casa dei non firmatari A questo punto, le parti (ma gli stessi Greco parrebbero assai irritati) torneranno a vedersi in riunione ristretta al Mise, il prossimo primo dicembre. Certo, stante così le cose, la strada appare un vicolo angusto. Intanto, qualche centinaio di lavoratori che erano in presidio sotto il Mise, si stanno dirigendo, piuttosto incacchiati, nei pressi delle dimore spoletine dei membri della famiglia Novelli che (al momento) non sono disposti a firmare la cessione ai Greco.

Summit iniziato Dopo le tensioni, le accelerazioni e le frenate, i presidi sindacali, in un clima piuttosto surreale, della settimana scorsa, è da poco cominciato stamane, presso il ministero dello Sviluppo economico, quello che si annuncia come il summit (l’ennesimo) decisivo per sbrogliare l’intricata matassa della vertenza. Circa 300 lavoratori della Novelli sono da poco arrivati con il bus da Terni e dagli altri siti umbri dell’azienda sotto la sede del ministero di via Molise per manifestare e dare man forte ai rappresentanti sindacali che sono in sala riunioni con i rappresentanti ministeriali, i sindaci di Terni e Amelia, e i rappresentanti dell’attuale famiglia proprietaria. I lavoratori intonano cori del tipo “Metti la firma, Novelli metti la firma…”.image

Prime indiscrezioni dalla riunione Al summit sono presenti anche i rappresentanti delle Fattorie Greco, l’importante società calabrese che ha presentato un’offerta di acquisto dell’intero gruppo umbro e che avrebbe ricevuto i pareri positivi del Mise. Secondo quanto trapela in questi minuti dalla sala della riunione, alcuni rappresentanti legali della famiglia Novelli vorrebbero chiedere un paio di settimane di tempo ancora per analizzare le manifestazioni d’interesse di non meglio specificate aziende straniere (si parla di un fondo d’investimento nord-americano). Verosimile, dunque, l’irritazione da parte degli esponenti della società calabrese, possibile acquirente. Tanto che, ad un certo punto, i Greco hanno abbandonato il tavolo, per poi rientrare. L’incontro continua, tra una pausa e l’altra, un colpo di scena e l’altro.

I sindacati “Si è tenuto oggi presso il Mise – si legge in una nota unitaria dei sindacati – il tavolo della cabina di regia del Gruppo Novelli-Nuova Panem, alla presenza dei sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, delle rappresentanze di tutti i siti del Gruppo, dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte e della proprietà. Contestualmente sotto al Ministero centinaia di lavoratori, provenienti dai diversi siti, hanno manifestato, chiedendo una immediata e positiva soluzione alla vertenza. Il tavolo era stato convocato per verificare la disponibilità, da parte della famiglia Novelli, di sottoscrivere l’offerta per la cessione del Gruppo, condizione fondamentale per rilanciare lo sviluppo e difendere l’occupazione. Nonostante le diverse iniziative messe in campo nelle ultime settimane per evitare un probabile fallimento, che sarebbe dannoso prima di tutto per i 500 dipendenti e le rispettive famiglie, i legali della famiglia Novelli hanno confermato la loro indisponibilità. Una scelta irresponsabile, perfino vergognosa, alla luce dei tanti sforzi e sacrifici fatti in questi anni per garantire continuità produttiva ad un Gruppo che tuttora ha circa 120 milioni di debiti. Ancora più grave il no della famiglia che non ha fornito alcuna motivazione a tale scellerata scelta e non ha presentato alcuna soluzione alternativa, a partire dalla ricapitalizzazione necessaria per pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori e le forniture necessarie per garantire la produzione. Chi oggi ha dato un ennesimo schiaffo ai lavoratori ed al futuro stesso dell’azienda, deve mettere mano al portafogli. Per questi motivi la lotta e la mobilitazione dei lavoratori andrà avanti fino ad una positiva soluzione della vertenza che dovrà sbloccarsi nelle prossime ore, visto che il Cda ha più volte dichiarato di non aver la liquidità necessaria per portare avanti l’azienda e pagare gli stipendi. Già oggi pomeriggio sono previste iniziative di protesta e domani mattina si terranno assemblee in tutti i siti per valutare come articolare le iniziative sindacali, a partire dalla proclamazione di un pacchetto di ore di sciopero. Chiediamo alle istituzioni nazionali e territoriali di mettere in campo tutte le iniziative utili per richiamare la famiglia Novelli alle proprie responsabilità. I lavoratori e le lavoratrici restano compatti e determinati a mettere in campo tutto quanto è necessario per difendere il proprio lavoro. Il futuro di Gruppo Novelli-Nuova Panem si deciderà nelle prossime ore, se la proprietà non dovesse accettare l’offerta sarà ritenuta da tutti l’unica e vera responsabile di un fallimento che potrebbe ancora ad oggi essere evitato”.

Nota Mise, Regioni e sindaci “Il ministero dello Sviluppo economico, la Regione Lazio, la Regione Lombardia e la Regione Umbria, unitamente al Comune di Amelia, al Comune di Spoleto e al Comune di Terni – si legge in una nota – esprimono sconcerto e preoccupazione per gli esiti dell’incontro odierno svoltosi presso il Mise sulla vicenda Novelli. Nel corso dell’incontro è stata presentata l’offerta vincolante da parte della società “Igreco” sull’intero perimetro che garantisce la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e che tiene conto di tutte le esigenze che in questi anni hanno manifestato le Istituzioni centrali e locali e le rappresentanze dei lavoratori. Questa offerta, che l’attuale consiglio di amministrazione ha rappresentato come l’unica che presenta i requisiti necessari a garantire non solo la continuità aziendale ma anche la valorizzazione di tutti gli asset attraverso consistenti investimenti, è stata al momento accolta solo da uno dei tre soci di maggioranza del Gruppo, Torquato Novelli, mentre gli altri azionisti l’hanno rigettata senza alcuna motivazione né proponendo alternative. Le Istituzioni esprimono pertanto profonda preoccupazione rispetto agli scenari che ne conseguono e alle gravi ripercussioni di ordine pubblico, sociale e sanitario che tale scelta può comportare. Invitano la proprietà ad assumersi tutte le responsabilità in odine agli obiettivi di salvaguardia dell’azienda e dei posti di lavoro, che le Istituzioni stesse continueranno a perseguire con determinazione”.

Seguono aggiornamenti

 

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Andrea Giuli
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