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Vendita Ast, ecco il ‘timing’: almeno altri due anni. Bentivogli: “Aprire confronto su piano industriale”

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Vendita Ast, ecco il ‘timing’: almeno altri due anni. Bentivogli: “Aprire confronto su piano industriale”

Redazione economia
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TERNI – L’operazione vendita dell’Ast va avanti piano. Un passo significativo è stato fatto nei giorni scorsi con lo scorporo della sezione Industrials (Ascensori, Automotive, carrelli elevatori) da Materials, che ormai comprende quasi esclusivamente l’asset ternano. E appare sempre più chiaro che sarà quasi certamente solo questa sezione quella che sarà venduta. Le preoccupazioni sui tempi entro i quali ciò avverrà però sono presenti ed è per questo che Massimiliano Burelli, ad di Ast ha incontrato a Roma i sindacati, annunciando altri due anni di proroga del piano industriale in scadenza il prossimo 4 dicembre “proseguendo – si legge nella nota dei sindacati -nel processo di trasformazione in corso ai fini di migliorare efficienza e produttività aziendale Insomma, non un nuovo piano industriale – come si attendeva – ma una prosecuzione di quello che comunque ha riportato in utile in azienda dopo otto anni di pesanti passivi”.

Le segreterie provinciali dei metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic, Usb, Uglm e  Fismic, esprimono preoccupazione sui futuri impegni e strategie industriali dopo le dichiarazioni della multinazionale tedesca circa la non strategicità del sito di Terni. “In merito alla proroga del piano industriale – proseguono – auspichiamo che contenga non soltanto elementi di consolidamento dello stato attuale ma anche prospettive di sviluppo,  in merito a volumi, investimenti, occupazione missione delle ex società; controllate e aspetti ambientali”.

Bentivogli. Intrerviene sulla vicenda anche Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl: “Dalla discussione – dice – è emerso un quadro sulle situazione economica dello stabilimento umbro che per quanto riguarda l’anno fiscale 2014-2018 ha raggiunto i 191 milioni di euro, 21  milioni di euro in più rispetto a quanto sottoscritto nell’accordo sindacale del 2014”.

Durante l’incontro sono emerse preoccupazioni rispetto alla  politica dei dazi che sta mettendo in campo Trump. In particolare sul settore siderurgico,  gli us hanno imposto un 25% in più sulle importazioni, mentre sull’alluminio il 10%. Una situazione che apre scenari incerti  rispetto al futuro delle esportazioni  e  delle produzioni non solo primarie ma anche di tutto il sistema nazionale ed europeo.  Alla situazione legata ai dazi, si aggiunge, per quanto riguarda l’Italia, un costo dell’energia ancora troppo elevato, rispetto ai paesi concorreni. E’ necessario  quindi su questo fronte che il governo mantenga e anzi rafforzi con ulteriori risorse  il piano di strategia energetica nazionale messo in campo dal precedente governo. Il rischio è che se dovesse venire meno questo sostegno si renderebbe difficile il mantenimento dei livelli occupazionali di Ast”. Appuntamento al 29 ottobre per discutere del piano industriale e sul contratto integrativo in scadenza il 3 dicembre.

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