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Varianti Covid, l’Umbria resta arancione, zone rosse locali: “Limitazioni all’ospedale di Perugia”

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Varianti Covid, l’Umbria resta arancione, zone rosse locali: “Limitazioni all’ospedale di Perugia”

Redazione
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Un momento della conferenza stampa

PERUGIA – Non ci sarà la zona rossa in tutta la Regione, ma solo perchè il contagio in Umbria è divisa in due fra le due province di Perugia e Terni, ma verranno istituite zone rosse locali. Questo è quanto è emerso venerdì nel corse della conferenza stampa a cui erano presenti oltre alla presidente della Regione Donatella Tesei;  Gianni Rezza, direttore della prevenzione al ministero della Sanità, l’assessore alla sanità Luca Coletto; il direttore generale della sanità Claudio Dario ed il commissario Covid D’Angelo.

Donatella Tesei: “Da quando abbiamo adottato con i sindaci le iniziative da intraprendere questo ci consente di mantenere alta la linea della precauzione, ma purtroppo dovremo prendere altre precauzione. I dati ci confermano un tasso di incidenza alta soprattutto fra i giovani e questo conferma che la chiusura delle scuole era un provvedimento da prendere. Abbiamo due varianti in contemporanea, quella brasiliana e quella inglese, molto veloci nella diffusione e quindi vanno subito contenute. Rimaniamo in zona arancione perchè c’è un bilanciamento fra Terni e Perugia”.

Nuovi provvedimenti. La presidente aggiunge: “Prenderemo dei provvedimento zonali che sono quelli previsti per le zone rosse, per creare una specie di cordone sanitario, sono quelle previste dal Dpcm del 14 gennaio scorso”. Ci sarà una ordinanza entro lunedì che definirà esattamente le zone.

Gianni Rezza

Gianni Rezza. Il professor Gianni Rezza in collegamento: “Il fatto di aver identificato queste varianti è molto utile per tutta Italia, non solo per l’Umbria. I primi due campioni sono risultati positivi nei controlli di routine sui campioni inviati. La variante brasiliana può ridurre parzialmente l’effetto della risposta vaccinale, senza annullarla. Questa è presente soprattutto nei cluster ospedalieri, almeno finora e questo vuol dire che isolando i contatti bene si riesce a contenerlo. L’altra inglese si caratterizza da maggiore trasmissibilità ma risponde bene al vaccino: è importante agire prontamente. Le Regioni possono subito stabilire zone rosse in modo chirurgico”

Claudio Dario. “Sono 18 i casi di variante inglese, 12 di variante brasiliana e 3 mutazioni, su altri dovremo ripetere la lettura per alcune difficoltà. Le varianti sono distribuite nei cluster ospedalieri (la brasiliana) e l’altra nell’area Bastia-Perugia-Trasimeno. Ho segnalato anche i casi nella vicina Toscana, vista la vicinanza al confine. Non siamo gli unici che hanno riscontrato aumenti nella zona dell’infanzia, sta succedendo anche in Campania. Il nostro lavoro ci ha consentito di guadagnare una settimana rispetto ai tempi normali: Nelle rsa procederemo ad ulteriori sequenziamento, abbiamo inviato i campioni all’istituto zooprofilattico di Teramo. Vedremo quali interventi fare sull’ospedale di Perugia: per un paio di settimane ci saranno rinvii, inibizioni di assistenza e limitare gli accessi per limitare ed eradicare i clusters. Raddoppieremo i test di controllo sui dipendenti”.

D’Angelo: “Il vaccino rappresenta lo strumento assoluto di prevenzione e noi dovremo andare avanti nel nostro piano di intervento, assicurando progressivamente la riduzione della circolazione del virus”. Questo il quadro.l battaglia al virus per l’Umbria continua.

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