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Università, il rettore Oliviero: “Mai fermati, adesso guardiamo al futuro”

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Università, il rettore Oliviero: “Mai fermati, adesso guardiamo al futuro”

Redazione
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Il rettore Maurizio Oliviero
Il rettore Maurizio Oliviero

PERUGIA – “E’ stato un anno difficile ma questo Ateneo non si è mai fermato, ha continuato a lavorare, non abbiamo mai smesso e mai interrotto un solo giorno la nostra attività. Lo abbiamo fatto con determinazione, con convinzione e senso di responsabilità”: a sottolinearlo è stato martedì mattina il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero, in occasione della cerimonia di auguri di fine anno, proposta in streaming.

Governance Presenti il pro tettore, Fausto Elisei, i delegati rettorali e i direttori dei 14 Dipartimenti dell’Ateneo. “Questo che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno molto complicato – ha detto Oliviero – che credo nella storia della nostra vita ci segnerà profondamente. Quando circa un anno fa la nuova governance si è insediata avevamo messo immediatamente tra i nostri obiettivi in agenda delle nuove strategie di rilancio per il nostro Ateneo. Non vi nascondo che solo dopo tre mesi ci siamo dovuti misurare con una realtà a cui non eravamo preparati. Una situazione inedita, nessuno aveva contezza della gravità della situazione che ci si stava presentando, eravamo disorientati perché non avevamo linee guida, protocolli di riferimento, non immaginavamo l’impatto di tutto quello che stava per accadere”.

Il rettore ha parlato di “momenti difficili” in cui si è cercato di lavorare “innanzitutto per la messa in sicurezza della salute dell’intera comunità” per poi porsi “il problema di come non interrompere le attività ordinarie dell’ Ateneo”. “Siamo riusciti in pochissimi giorni – ha aggiunto – a ridurre al minimo il disagio dei nostri studenti. Il lavoro che abbiamo svolto ci ha permesso fin da subito di reagire, di non rincorrere la pandemia ma provare ad anticipare gli eventi che si sarebbero potuti determinare. Passare da una attività didattica e di ricerca in presenza a una a distanza, vedere nei nostri dipartimenti le aule vuote, è stata una immagina che ci segnerà sicuramente per tutta la vita”.

La pandemia La pandemia non ha fermato però i progetti e le sfide che l’Università degli Studi di Perugia si era prefissa. “E’ stato l’anno in cui nonostante la pandemia – ha ricordato il rettore – siamo riusciti a riunire la famiglia dell’area medica. Un percorso che ci ha dato da subito la possibilità di incrementare il numero degli studenti ai nostri corsi di laurea in medicina, di far crescere e incrementare in maniera significativa il numero degli specializzandi, che sono una grande risorsa. E’ stato un anno importante in cui abbiamo fatto un lavoro straordinario sulla didattica e un lavoro importantissimo sull’orientamento, raggiungendo i nostri giovani nelle loro case per spiegare loro quanto di importante si fa nel nostro Ateneo. Abbiamo fatto un lavoro straordinario sulla ricerca, dando corso a una nuova visione del modo di farla nel nostro Ateneo”.

Immatricolazioni Soddisfazione poi è stata espressa per “la risposta straordinaria, in termini di immatricolazioni”, ad oggi registrata con “quasi 10 mila neo immatricolati iscritti” e per i dati sulle magistrali dovremo aspettare fino alla fine di marzo. “Per il futuro, immaginando di ripartire in una regione classificata come gialla – ha spiegato Maurizio Oliviero – abbiamo fatto un lavoro straordinario per garantire per tutto il prossimo anno sicuramente le attività a distanza per chi dovrà usufruirne e, a chi vorrà, sarà garantita, fino a quando saremo classificati in giallo, l’attività didattica e gli esami in presenza”.

Esempio Il rettore ha parlato anche di un “Ateneo che ha saputo rispondere all’emergenza e che è riuscito a dare risposte al territorio”. Ricordando come “nel mese di aprile, quando in Italia mancavano i reagenti, questi sono stati sintetizzati nei nostri laboratori”. “Per fare un altro esempio – ha aggiunto – quando il nostro sistema sanitario regionale, come quello nazionale, era andato in crisi sul tracciamento, abbiamo messo a disposizione, con la collaborazione degli studenti, dei tirocinanti dei corsi di laurea in medicina. In poco più di due settimane grazie al lavoro svolto dai nostri giovani, oggi si traccia la positività della stessa giornata. Se questa regione non è arrivata alla classificazione di regione rossa è stato anche grazie alla capacità di reazione che i nostri studenti hanno messo a disposizione. Questo – ha concluso Oliviero – è il senso di università che noi siamo anche in grado di esprimere”.

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