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Un bunker antisismico come rifugio dei tesori recuperati sotto le macerie

Cronaca e Attualità Foligno Spoleto

Un bunker antisismico come rifugio dei tesori recuperati sotto le macerie

Redazione
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Recupero opere a Norcia

SPOLETO – Il deposito dei tesori artistici della Valnerina è un capannone. Un bunker antisismico costruito dalla Regione circa 10 anni fa proprio come rifugio temporaneo in caso di terremoto. Oggi è diventata la cassaforte – segreta, come il luogo dove è situato – nel quale i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale e Vigili del Fuoco stanno stipando tutto quello che viene in questi giorni salvato dalle macerie del sisma. Il quotidiano Repubblica stamattina pubblica sulla sua versione on line un viaggio all’interno del rifugio, che fino alla scossa del 24 agosto era usato come archivio e che invece adesso protegge i tesori che si spera un giorno possano tornare nei luoghi dove si trovavano.

Scaffali di metallo che proteggono 800 anni di storia. Dentro, c’è di tutto: le tele del sedicesimo secolo, le croci d’argento, le statue della Madonna, gli altari, i tabernacoli, i rosoni. Tutto archiviato, ciascun bene  con una scheda, con la data del salvataggio, il luogo del prelievo, lo stato di conservazione. Fra i tesori custoditi ci sono l’Incoronazione della Vergine dipinta da Jacopo Siculo nel 1541: salvata il 5 novembre dalla chiesa di San Francesco di Norcia, ancora in buono stato;  la Crocefissione dipinta da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, alta quattro metri, datata 1606: salvata il 7 novembre dall’Abbazia di Sant’Eutizio,  che ha uno squarcio sulla tela; i due rosoni della chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia: salvati il 18 novembre, con 40 pietre da ricomporre; il crocefisso lineo del XV secolo appeso nella cattedrale di Santa Maria Argentea di Norcia: salvato il 10 novembre e  spezzato in cinque parti, “da restaurare con urgenza”. E ancora: tre sculture della chiesa di Santa Maria Assunta di Castelluccio, poi un crocifisso di legno, poi due campane dell’oratorio di Norcia, portate dopo la prima scossa, preso il bassorilievo della Madonna Bianca di Ancarano, a Norcia, realizzata dal fiorentino Francesco di Simone Ferrucci. In tutto 960 ggetti, da 37 siti umbri diversi: 35 chiese, il museo della chirurgia di Preci e  il museo civico della Castellina di Norcia.

Il tutto tenuto con un  sistema di areazione che garantisce una temperatura costante di 20 gradi, e un tasso di umidità del 55 per cento, ideale per conservare il legno antico. E una sala apposita “il pronto soccorso”, dove i tesori vengono visionati, per valutare lo stato di conservazione. Reperti tenuti con cura e amore, nella speranza che tornino presto a splendere.

 

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