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Umbria, sono 2951 i rifugiati ospitati: “Scarsa collaborazione dei Comuni”

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Umbria, sono 2951 i rifugiati ospitati: “Scarsa collaborazione dei Comuni”

Emanuele Lombardini
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PERUGIA – L’Umbria ospita una cifra minima dei rifugiati presenti sul suolo regionale: il 2% che corrisponde a 2951 rifugiati, che in questo 2016 hanno portato ad una spesa di 18 milioni. Oggi a Palazzo Cesaroni si è riunita la prima commissione regionale proprio su questo tema, allargata ai due prefetti, Raffaele Cannizzaro e Angela Pagliuca. Dall’incontro è emerso che il modello utilizzato è quello dell’accoglienza diffusa, con però ancora pochi comuni coinvolti.

Cannizzaro. Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) coinvolge solo cinque comuni: Foligno (39 unità), Marsciano (32), Perugia (65), Spoleto (35) e Panicale (9 minori). Lo ha affermato il prefetto di Perugia Cannizzaro che poi ha snocciolato i dati. Sono 2214 i rifugiati, dei quali 71 inseriti nel progetto Sprar: “Rispetto all’anno scorso ci sono circa mille persone in più. Entro la fine dell’anno, se continua questo trend, potremmo avere altre 200 persone e le previsioni per il 2017 ci portano a pensare ad un aumento ulteriore, probabilmente simile a quello che c’è stato quest’anno. Per questo la spesa, che nel 2015 è stati di 8,5 milioni, nel 2016 è arrivata a 13 milioni di euro – ha detto – Mentre negli anni passati avevamo immigrati che quando arrivavano si sottraevano al fotosegnalamento, ora vengono quasi tutti fotosegnalati. E, vista la difficoltà a raggiungere gli altri Paesi europei, quasi tutti coloro che arrivano poi rimangono da noi. Per questo la situazione del riconoscimento dello status si sta facendo molto complessa. La Commissione per il riconoscimento di rifugiato politico ha tempi di attesa intorno a tre mesi ma con i ricorsi si arriva oltre l’anno. Su oltre duemila domande provenienti da territorio regionale ne ha accolte più di 500 e ce ne sono circa 900 ancora da esaminare. Gli immigrati regolari in Umbria sono circa il 10-11 per cento dei residenti, un dato in linea con quello nazionale. I rifugiati sono circa lo 0,34 per cento della popolazione.

Pagliuca. “Ad oggi in provincia di Terni – ha detto il Prefetto di Terni Angela Pagliuca – sono presenti 547 migranti a cui aggiungere 190 che sono nello Sprar. La spesa nel 2015 è stata di 3,2 milioni di euro e nel 2016 di 5 milioni di euro. Le nazionalità presenti sono le stesse della provincia di Perugia. Fino ad ora non ci sono stati grandi problemi, stiamo controllando la situazione. Il fenomeno comunque va gestito, per questo chiediamo anche il vostro aiuto per dare un esatto quadro informativo, per far conoscere in maniera esatta alla cittadinanza il fenomeno”

I Comuni non collaborano. Quello che emerge, da una parte e dall’altra è che i comuni non collaborano: “Nella distribuzione provinciale – ha spiegato Cannizzaro –  Perugia si fa carico di oltre la metà dell’intera presenza: al momento sono presenti 1.140 migranti e sono 30 su 59 i comuni che oggi ospitano gli stranieri. A fine giugno ho convocato un incontro con i comuni presso cui non risultava nessun ospite: si sono presentati solo quattro sindaci. Questo crea qualche problema. Noi abbiamo tre stranieri ogni mille abitanti, se fossero equamente distribuiti in tutti i comuni che possono accoglierli potremmo arrivare a numeri ancora migliori. Per la grande maggioranza i rifugiati sono uomini (abbiamo solo 21 nuclei familiari) e provengono principalmente dalla Nigeria, dal Gambia, dal Senegal, dal Mali, dal Bangladesh, dall’Afghanistan. I siriani, gli eritrei e i somali sono i soli che continuano a non sottoporsi all’identificazione e puntano ad andare via”. Non meno difficile la situazione nel ternano: “Ci sono resistenze territoriali – spiega Pagliuca – e molti comuni non fanno accoglienza, solo 16 su 33, e per questo ho chiesto sostegno all’Anci per sollecitare anche gli altri. Allo Sprar hanno aderito 7 comuni”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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