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Umbria mobilità, sindacati sulle barricate: “Troppe promesse non mantenute”

Politica

Umbria mobilità, sindacati sulle barricate: “Troppe promesse non mantenute”

Redazione economia
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Un bus di Umbria Mobilità

PERUGIA – «Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Autoferrotranvieri e Orsa, alla luce del mancato riscontro da parte sia della Società, sia degli Enti proprietari (Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune e Provincia di Terni, alcuni comuni del ternano e Comune di Spoleto), rispetto alle procedure di raffreddamento avviate con nota del 18 luglio 2016, successivamente reiterate con nota del 7 settembre 2016, si vedono costrette a proseguire con l’iniziativa avviata», è quanto si rende noto attraverso una nota sindacale unitaria.

Attacco I sindacati parlano di situazione debitoria preoccupante e di mancate garanzie su impegni assunti: «L’oggetto della vertenza – spiegano i sindacati – riguarda, in primo luogo, il futuro della società, la quale continua ad essere schiacciata dai debiti, che non consentono, tra le altre cose, di garantire gli interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) di cui necessiterebbe, con urgenza, la linea ferroviaria regionale (ex Fcu). A tale proposito, l’ipotesi di cedere la gestione della linea a Rfi (gruppo Ferrovie dello stato italiane), condivisa a suo tempo dalle organizzazioni sindacali, sconta le difficoltà legate: al mancato coinvolgimento, da parte della Regione, delle organizzazioni sindacali nel confronto in atto con Rfi, all’incertezza rispetto ai tempi, al numero dei dipendenti interessati, alle modalità del loro eventuale passaggio e al mantenimento dei diritti acquisiti, alle garanzie offerte al personale destinato a rimanere in Umbria Tpl e Mobilità e, più in generale, al futuro della stessa azienda».

Limite superato La nota sindacale continua con la denuncia di carenza di organico e di orari di lavoro al limite con conseguente rischio sulla sicurezza: «Inoltre, all’azienda è stato posto, con forza, il problema dell’organico del personale addetto alla circolazione dei treni (Dco), ridotto oramai ai minimi termini nonostante le numerose richieste di ripristino del turn over fatte in questi anni dalle organizzazioni sindacali, con il personale che si vede costretto ad operare da solo, con un decadimento dei livelli di sicurezza del servizio, e con turni di lavoro al limite del rispetto delle leggi in materia di orario di lavoro. Infine, rimangono disattesi gli impegni assunti dall’azienda rispetto all’apprezzamento, mediante la corresponsione di un premio di risultato, dei livelli di produttività e delle economie conseguiti con il contributo di tutti i dipendenti».

Sciopero Pertanto, le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Autoferrotranvieri e Orsa si vedono costrette a proseguire la vertenza, chiedendo l’effettuazione del tentativo obbligatorio di conciliazione presso il prefetto di Perugia, alla presenza sia della dirigenza aziendale, sia degli Enti proprietari dell’azienda. Qualora in sede prefettizia non si dovesse registrare un sostanziale cambio di passo e non vengano date tutte le opportune garanzie, le organizzazioni sindacali si vedranno costrette ad intraprendere le opportune forme di mobilitazione del personale, compreso lo sciopero, riservandosi anche di adire l’Ispettorato del lavoro per verificare la legittimità dei turni del personale capostazione/addetto al Dco. L’azienda, che, si ricorda, è di proprietà della comunità umbra, e tutti i suoi dipendenti meritano una maggiore attenzione da parte della proprietà e, francamente, meritano anche un salto di qualità di tutti gli organismi dirigenziali».

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