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Umbria Mobilità, la Corte dei Conti: “La Regione ha agito in maniera corretta”

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Umbria Mobilità, la Corte dei Conti: “La Regione ha agito in maniera corretta”

Redazione
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PERUGIA – Nella gestione di Umbria Tpl e mobilità “non possono essere mosse censure” all’ operato degli amministratori pubblici. Lo ha sostenuto la Corte dei conti che ha “dichiarato il proprio difetto di giurisdizione” in relazione alla citazione in giudizio che era stata avanzata dalla procura contabile nei confronti degli ex vertici, tra cui Giovanni Moriconi, presidente del cda dalla costituzione fino al novembre del 2012, e consiglieri di amministrazione della società e dei rappresentanti degli organi politici regionali, la presidente umbra Catiuscia Marini e diversi passati e attuali assessori.

Agito nei canoni Per la Corte – emerge dalla sentenza – gli amministratori pubblici “hanno agito pur sempre all’ interno di quei canoni di ragionevolezza e di non abnormità che rendono insindacabili le scelte”. Secondo il collegio, inoltre, “la procura regionale non ha dimostrato l’ esistenza di una appropriazione o una distrazione dalla finalità pubblicistica da parte degli organi evocati in giudizio”.

Correttezza dell’operato La procura regionale aveva chiesto che i convenuti in giudizio fossero condannati a pagare poco più di 44 mila euro per presunti episodi di mala gestio che avrebbero determinato sprechi di risorse pubbliche. Tutti i convenuti in giudizio hanno sempre sostenuto la correttezza del proprio comportamento.

Sentenza  “Una sentenza coraggiosa – commenta l’avvocato Laura Modena, che ha difeso Delia Adriani e Stefano Mazzoni, membri dell’ultimo cda – che non si limita a dire ‘non me ne posso occupare’, dichiarando il difetto di giurisdizione, ma nella parte motiva dice chiaro e tondo che i soldi erogati a UM (compreso il famigerato contributo manutenzione) sono stati spesi bene e per i fini pubblici a cui erano destinati. La Corte non solo non ha rinvenuto profili di illiceità nella gestione del pubblico denaro, ma ha anche riconosciuto la bontà della scelta di tenere in piedi UM come proposto dagli organi sociali degli ultimi due cda, essendo in gioco un servizio pubblico essenziale (il trasporto pubblico locale) e posti di lavoro che il management dell’azienda ha salvaguardato in modo del tutto corretto. Anche il contributo di manutenzione è stato utilizzato in modo corrispondente alle sue finalità”.

Il Pd  “Con il prestito a Umbria Mobilità le istituzioni provinciale e regionale hanno salvato il trasporto pubblico in Umbria, un servizio essenziale e che garantisce la tutela di diritti fondamentali». Così, in una nota, la reggenza del Pd Umbria. «Con la sentenza di oggi – prosegue -, la Corte dei Conti porta finalmente un elemento di chiarezza in una vicenda complessa e se da un lato rende ragione delle scelte e dell’operato degli amministratori pubblici coinvolti, dall’altro lascia un velo di amarezza per gli strascichi dei tanti, troppi, atteggiamenti giustizialisti e forcaioli che in più di un’occasione hanno superato i limiti del buon senso”.

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