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Umbria Mobilità, sono stati inviati dalla Corte dei Conti 45 inviti a dedurre

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Umbria Mobilità, sono stati inviati dalla Corte dei Conti 45 inviti a dedurre

Redazione
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PERUGIA – Inviati da parte delle Corte dei Conti 45 inviti a dedurre nei confronti di politici, amministratori, dirigenti e tecnici ipotizzando un danno erariale di quasi 45 milioni di euro legato alla partecipata Umbria mobilità. A riportare la notizia è stato il Il Messaggero. Secondo il quotidiano, nel mirino della magistratura contabile ci sono i finanziamenti erogati negli anni dai soci pubblici Regione e Provincia a Um, per 17 milioni di euro, l’aumento di capitale sociale (cinque milioni dall’amministrazione regionale) e un prestito di 3 milioni e 600 mila euro erogato da quella provinciale. Tutti soldi che – secondo la procura della Corte dei conti – sono stati stanziati “per sopperire alle gravi carenze gestionali, senza alcuna utile prospettiva futura e solo per fornire liquidità aggiuntiva alla società per permetterne la
sopravvivenza”.  Gli inviti a dedurre hanno raggiunto, oltre a Marini, diversi assessori delle ultime due giunte (a eccezione di Luca Barberini), membri del cda di Umbria mobilità (quello scaduto nel 2012 e il consiglio 2012-2014), dirigenti istruttori e alcuni dei consiglieri provinciali della legislatura 2009-2014.

L’intervento della Regione A stretto giro di posta arriva la replica della Regione. Va innanzitutto sottolineato che tale iniziativa sarà l’occasione per chiarire e distinguere definitivamente le responsabilità – ove vengano accertate – tra quanti, con la loro condotta, avrebbero contribuito a portare il sistema del trasporto pubblico locale regionale in una situazione di criticità finanziaria. Dunque, è auspicio della Regione Umbria che ciò avvenga al più presto, riservandosi ogni azione tesa al perseguimento delle eventuali responsabilità che dovessero emergere dall’indagine della Procura della Corte dei Conti.
Obiettivo unico e primario della Giunta regionale è stato sempre quello di agire responsabilmente nell’interesse della comunità regionale per tutelare il pubblico interesse rappresentato dal sistema trasportistico regionale che non è mai stato interrotto, oltre che mettere in atto tutte le iniziative tese a salvaguardare il patrimonio dei soci della società.
Si precisa poi che, da un punto di vista tecnico, la decisione di aumento di capitale della società effettuata dalla Regione Umbria era conforme sia alle norme nazionali che regionali.
Così come la stessa anticipazione di 17 milioni di euro, sempre a vantaggio della società Umbria Mobilità, è stata decisa con legge regionale approvata dall’Assemblea legislativa, e dunque la Giunta regionale si è limitata a dare attuazione al dispositivo di legge, che peraltro è risultata conforme alle verifiche sia da parte del Ministero dell’Economia e Finanze sia da parte della Corte costituzionale.

Vale la pena ricordare che tali misure hanno consentito di salvare il posto di lavoro e il salario a più di mille lavoratori e di garantire un diritto ed un servizio pubblico primario ed essenziale, quale è quello del trasporto pubblico locale, anche in forza del fatto che tutti gli altri soci pubblici non hanno effettuato alcun aumento di capitale che pure avevano formalmente approvato e condiviso.
Inteso che in questi anni, inoltre, è stato effettuato un significativo lavoro di risanamento economico dell’azienda, con l’azzeramento di quasi tutte le garanzie e l’abbattimento significativo dell’indebitamento.
Nei prossimi mesi, altresì, l’attività di risanamento e razionalizzazione continuerà con l’attuazione del protocollo con Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana che prevede un deciso ammodernamento della infrastruttura ed il passaggio della rete ex FCU al servizio ferroviario nazionale.
Infine, dopo la recente nomina del dottor Ferruccio Bufaloni quale amministratore unico di Umbria Mobilità, verrà predisposto un piano per la restituzione della parte residua del “prestito” alla Regione, e l’avvio dei procedimenti per attivare le azioni per il recupero dei crediti che l’azienda vanta nei confronti del sistema di trasporto pubblico dell’Amministrazione comunale di Roma”.

Maggioranza “Le scelte compiute in merito ad Umbria Mobilità sono state motivate dalla tutela degli interessi dell’azienda, dalla salvaguardia dei suoi livelli occupazionali e dal rispetto del diritto dei cittadini umbri ad avere garantito un servizio di trasporto pubblico in tutta la regione. Questi sono stati gli unici obiettivi perseguiti nell’azione amministrativa della Regione Umbria”. Lo dichiarano Gianfranco Chiacchieroni (capogruppo del Partito democratico), Silvano Rometti (capogruppo SeR) e Attilio Solinas (capogruppo Misto – Mdp) spiegando che i gruppi consiliari di maggioranza hanno “aderito alla iniziativa di istituzione della Commissione di inchiesta su Umbria Mobilità perché non hanno nulla da nascondere. Anzi vorremmo approfondire tutti gli aspetti e le problematiche che sono state evidenziate”. Chiacchieroni, Rometti e Solinas, nel condividere la dichiarazione rilasciata dalla presidente della Giunta, Catiuscia Marini, spiegano di volersi “mettere al lavoro per far funzionare la Commissione di inchiesta e per dare così ulteriori risposte ai cittadini in termini di servizi e di informazioni sull’azienda e sulle criticità riscontrate”.

Lega “L’elenco delle persone chiamate a rispondere alla Corte dei Conti per il danno di 45 milioni di euro legati alla vicenda Umbria Mobilità certifica le responsabilità politiche del Pd sullo stato del trasporto pubblico umbro”. Lo affermano i consiglieri Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini (Lega Nord), secondo cui “la Corte dei Conti conferma ciò che la Lega denuncia da più di due anni: i fondi erogati da Regione e Provincia sono serviti esclusivamente per sopperire alle gravi carenze gestionali senza alcuna utile prospettiva futura e solo per fornire liquidità aggiuntiva alla società per permetterne la sopravvivenza”. Mancini e Fiorini sottolineano che “la sinistra, ininterrottamente al Governo di questa Regione da quasi 50 anni, non ha mai saputo immaginare un reale e sostenibile sviluppo dell’Umbria, condannandola all’assistenzialismo e all’isolamento. Questa cronica condizione si è ulteriormente aggravata negli anni della presidenza Marini che, di fronte alle nuove sfide di un mondo sempre più veloce ed esigente, non solo non ha assicurato all’Umbria lo sviluppo dell’aeroporto San Francesco e il collegamento con l’alta velocità, ma ha addirittura mandato in malora quel poco di buono che c’era”.

Movimento 5 Stelle “La notizia dell’inchiesta esplosiva della Corte dei Conti sul disastro finanziario di Umbria Mobilità, che vedrebbe coinvolti 45 tra politici e dirigenti (che si affianca a quella della Procura di Perugia) apre scenari completamente nuovi e imprevedibili”. Così il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle) secondo la quale “questo, forse, spiega il fortissimo nervosismo della maggioranza verso la Commissione d’inchiesta da noi istituita con le firme di tutta l’opposizione”. “Dopo il voto – ricorda -, seguirono telefonate ‘concitate’ della presidente ad ogni membro della maggioranza, ed ora vuole cambiare le regole sulle Commissioni d’inchiesta. Solo pochi giorni fa, la presidente Marini, mi dava del ‘villan che dorme’ quando chiedevo chiarimenti, dati alla mano, circa l’impiego di milioni di euro di ‘risorse pubbliche’ da parte di Umbria Mobilità. Una distruzione della cosa pubblica sotto gli occhi di tutti, che cittadini e dipendenti pagano ogni giorno, da anni”. “Dissi alla presidente Marini, dopo che mi aveva offeso, che avrei chiesto scusa se avessi avuto torto, anche se avevo i documenti sotto mano. Ora – conclude Carbonari – credo sia giusto che lo faccia lei. Nel frattempo, faremo tutto il possibile affinché la Commissione d’inchiesta, nell’ambito delle proprie competenze, faccia piena luce su tutte le responsabilità politiche e amministrative del presente e del passato di questo disastro, di cui l’Umbria è vittima, facendo tutti i nomi di chi ne è responsabile”.

Maggioranza provinciale 2009-2014  “Rispetto a quanto riportato dalla stampa locale in questi giorni è doveroso precisare che allo stato attuale a nessuno di noi è stato notificato alcun atto dalla parte della Procura della Corte dei Conti”, così in una nota i consiglieri di maggioranza della Provincia di Perugia nella consiliatura 2009-2014. “Se dovesse essere oggetto dell’attenzione della Procura della Corte dei Conti il prestito votato dalla maggioranza consiliare in Consiglio provinciale nel 2013 – proseguono gli ex consiglieri -, è utile ribadire che quella delibera fu proposta dalla Giunta provinciale e corredata da parere tecnico e contabile favorevole da parte della struttura della Provincia. Questa prevedeva il prestito di natura onerosa (con la restituzione con interesse all’ente pubblico erogante e con ulteriori garanzie finanziarie per lo stesso) in favore della società partecipata dalla Provincia e l’approvazione della medesima, successiva comunque all’avvenuta presentazione di un piano di ristrutturazione e rilancio dell’azienda, fu finalizzata unicamente alla tutela dei posti di lavoro e alla salvaguardia dell’esercizio ordinario dl trasporto pubblico della regione. Attendiamo fiduciosi l’esito di eventuale verifica da parte degli enti preposti”.

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