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Umbria Jazz Winter, a gonfie vele: oltre 4.500 paganti in cinque giorni

Ad Orvieto si è conclusa un’edizione comunque di successo anche se ha dovuto fare i conti con cancellazioni, ridimensionamenti e costrizioni imposte dalla pandemia

ORVIETO – “Un grazie a tutti (addetti ai lavori, artisti, pubblico), che hanno reso possibile che tutto si svolgesse nella massima sicurezza”. Questo in sintesi il bilancio della 28esima edizione di Umbria Jazz Winter. Avrebbe dovuto essere l’edizione del ritorno alla normalità, ma purtroppo anche questa edizione del festival ha dovuto fare i conti con cancellazioni, ridimensionamenti e costrizioni imposte dalla pandemia, con il pubblico che non ha potuto vivere al meglio la magica atmosfera che solitamente caratterizza il fine anno a Orvieto. I risultati – comunicato dal festival – sono stati comunque positivi: oltre 4.500 paganti per gli eventi in programma al Teatro Mancinelli, al Museo Emilio Greco, alla Sala Expo di Palazzo del Popolo e al Palazzo dei Sette.

Il giusto mix

“Orvieto è tornata ad essere, dopo lo stop forzato dello scorso anno, la vetrina invernale dell’Umbria – sottolineano da Umbria Jazz – con quel mix di cultura, spettacolo, e turismo che rappresenta un tassello imprescindibile dell’identità regionale. A conferma del grande richiamo della manifestazione i dati degli alberghi del territorio del territorio hanno registrato un’ottima affluenza nei giorni del festival. È d’obbligo ringraziare le Istituzioni, gli sponsor e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante evento”. L’appuntamento con la musica del festival è ora per Umbria Jazz 22, a Perugia dall’8 al 17 luglio. L’edizione, si spera finalmente, del ritorno alla tanto attesa normalità.

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