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Umbria dei territori, Pizzichini portavoce: “Dialogo a sinistra, se c’è discontinuità”

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Umbria dei territori, Pizzichini portavoce: “Dialogo a sinistra, se c’è discontinuità”

Redazione politica
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TODI – Il consigliere comunale di Todi, Floriano Pizzichini è stato nominato coordinatore de l’Umbria dei Territori, la costituente dei civici che sta prendendo forma, aggregando sempre più realtà sul territorio regionale e che si pone come seria alternativa ai due poli in vista delle regionali.

A settembre la costituente, intanto è in fase didi definizione un coordinamento – “provvisorio e aperto” – che renderà immediatamente operativo il progetto nato da “Cantiere Civico”. Pizzichini è stato indicato quale portavoce del progetto “al fine di garantire l’unità del percorso, evitando equivoci e commistioni con altri soggetti”.

Dialogo si, ma… “In una politica regionale sempre più in crisi – spiega Pizzichini a nome dell’Umbria dei territori – le realtà territoriali (soprattutto comunali) hanno tanto il diritto di compartecipare alle decisioni che le riguardano, quanto il dovere di elaborare strategie e progetti in settori fondamentali come quelli della gestione dei rifiuti, della sanità, dei servizi sociali, delle infrastrutture, delle politiche culturali e turistiche,  che ai fini del superamento della crisi economica, possono sviluppare anche nuove forme di occupazione, oltre che il miglioramento dei servizi. Lavoro e occupazione continuano ad essere la priorità in una regione i cui dati economici non sono affatto positivi. Siamo convinti che crescita e sviluppo passino dai territori: il governo regionale coordina, progetta in compartecipazione, programma sulla base delle scelte territoriali. Uno schema da integrare in una Regione aperta che dialoghi  con le regioni confinanti su progetti comuni”.

Discontinuità. “Umbria dei Territori – prosegue – è nata per marcare una netta discontinuità con il passato, nella consapevolezza che sia necessario uscire da un sistema fallimentare, ma anche nella convinzione che non basta cambiare il colore politico di chi governa, se non si ha la capacità di ripensare strutturalmente il sistema politico-istituzionale. È evidente la responsabilità di chi ha governato, ma anche di chi, in questi anni, avrebbe dovuto dar vita ad un’opposizione forte, concreta e realmente alternativa. Ad oggi non vediamo proposte volte al cambiamento, ma esclusivamente battaglie di posizionamento, fatte per lo più di personalismi, che hanno riflessi interni ai partiti e alle coalizioni, senza prospettive utili per la comunità regionale. È necessario rovesciare questo sistema regionale irrigidito, centralista, inadeguato; a tal fine un dialogo è possibile solo con chi si pone nell’ottica di una vera discontinuità. L’Umbria chiede una nuova classe dirigente, espressione della volontà e delle capacità diffuse, non di gruppi ristretti“.

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