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Todi, Umbria dei Territori avverte: “No a Fora, serve nuovo modello di regione”

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Todi, Umbria dei Territori avverte: “No a Fora, serve nuovo modello di regione”

Redazione politica
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TODI – Insieme per un nuovo modello di Regione, che parta dalle proposte dei territori, valorizzandoli e metta da parte il centralismo che ha caratterizzato le ultime gestioni. La sfida di Umbria dei Territori è stata lanciata ieri all’Europalace di Todi, dove venti liste civiche dell’Umbria si sono riunite sotto la direzione del coordinatore Floriano Pizzichini e del sindaco di Todi, Stefania Proietti. C’è l’Umbria che vuole una svolta, nel segno di una discontinuità e con una proposta alternativa per non lasciare la regione nelle mani della Lega.Il candidato, un uomo di sintesi fra le varie anime, non c’è ancora, perchè sul piatto c’è il programma, prima dei nomi. Di sicuro non sarà Fora, a cui Umbria dei Territori dice no.

Progetto importante A tirare le fila anche l’associazione Cittadini Liberi con Marco Sciarrini neo coordinatore territoriale dell’associazione, ma gli spettatori più o meno interessati sono tanti e diversi: ci sono i socialisti, c’è un area liberale che gravita attorno a +Europa (con la coordinatrice perugina Elona Gaxha, anche se il presidente dell’assemblea nazionale Tabacci in un’Ansa aveva espresso parere positivo su Fora), ci sono socialisti, rifondatori, pezzi di Pd (e il movimento di Gozi, Cittadini), ci sono sindaci come Stirati e Bacchetta, è arrivato pubblicamente e con una nota anche l’endorsement di Umbria Verde (non a caso la green economy è uno dei punti chiave), si guarda ai forzisti più liberali ma anche al mondo cattolico. C’è il consigliere comunale di Orvieto Franco Barbabella, quello di Umbertide Gianni Codovini, il segretario della Cisl Ulderico Sbarra. E c’è anche Sergio Santini, coordinatore del ‘Movimento delle Idee e del Fare’, il cantiere civico che gravitava attorno a Fora ma del quale poi non sono state gradite le ‘fughe’.

Idee nuove Ma Umbria dei Territori è molto di più che un insieme di persone e movimenti: “E’un progetto per una visione comune e diversa della regione”, ribadiscono come nelle ultime uscite.  “Umbria dei Territori è da oggi una realtà politica regionale – hanno detto dal palco-. Nata dall’esigenza di unire le esperienze civiche territoriali dell’Umbria, ha raccolto in questi mesi numerose adesioni, interpretando il forte sentimento di cambiamento presente fra i cittadini umbri, in una logica che ridia voce e forza ai territori, alle realtà locali, con un modello che costruisca dal basso e attraverso la partecipazione, idee e contenuti e rappresentanze. Certamente è necessario un rinnovamento della classe dirigente della regione, anche alla luce dei fatti più recenti, ma questo non può che passare prima di tutto da un nuovo modello di governo,s che superi gli steccati e riparta dal basso, passando ad un policentrismo che è in grado di valorizzare ciascuna realtà territoriale”.

Sindaci Un ruolo importante l’avranno i sindaci. “Sono un modello perchè si impegnano a rispettare il proprio mandato elettorale, i propri cittadini ed il proprio territorio, sino al compimento del mandato. Un esempio, questo, sul quale costruire una nuova classe dirigente che non utilizza i territori come trampolino di lancio, ma che li rispetta dando loro forza e centralità nel quadro regionale”.

E non manca una stoccata agli attuali vertici regionali: “Hanno anticipato la data delle elezioni per impedire di organizzarci, ma noi eravamo già in movimento”, dicono. La sfida è partita, l’intenzione è quella di giocare un ruolo per niente marginale.