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Umbria a trenta Comuni? A fine marzo dibattito con istituzioni e studiosi

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Umbria a trenta Comuni? A fine marzo dibattito con istituzioni e studiosi

Redazione
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L'assessore regionale, Antonio Bartolini

PERUGIA – La Cna ha lanciato il dibattito sulla possibilità che l’Umbria passi da 92 passi 30 Comuni, con un risparmio in termini di denaro e lungaggini burocratiche. Ora per non far cadere nel vuoto la proposta l’assessore regionale alle riforme, Antonio Bartolini, ha convocato per il 29 marzo a Perugia, a Villa Umbra. Confronto a tutto campo con i rappresentanti delle associazioni di categoria, sindaci e amministratori delle province. «La Regione – dice Bartolini – per mia iniziativa ha inteso dedicare la più viva attenzione alla condivisione del percorso di riordino territoriale già avviato, nella convinzione che debba partire ‘dal basso’. Visto l’interesse che il tema suscita, colgo l’occasione per comunicare che al confronto con tutti gli amministratori locali, tenutosi in questi mesi, seguirà ora il coinvolgimento delle organizzazioni economiche e sociali dell’Umbria, il cui apporto e le cui valutazioni possono fornire ulteriori, significativi elementi».

Criteri A proposito dello studio Cna Bartolini dice che «manifesta un interesse per le tematiche del riordino territoriale che merita attenzione. Ma i criteri squisitamente quantitativi, che possono risultare utili nel contesto della pluralità di elementi da considerare non vanno disgiunti dalle considerazioni di identità e di autonomia dei territori. In questo senso, certamente non può essere trascurato il richiamo dell’Anci Umbria a evitare fusioni ‘a freddo’, ma cogliendo e sostenendo quei casi in cui vanno emergendo ipotesi in questa direzione, come ad esempio nei Comuni di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo». «Questo dibattito – aggiunge – evidenzia l’importanza del tema del riordino territoriale del nostro territorio, in relazione all’esigenza di conseguire nuovi livelli di adeguatezza e di funzionalità, per dare migliori servizi ai cittadini e alle comunità locali. Tramite eventuali fusioni, forse, ma anzitutto diffondendo e rafforzando una rete di forme di collaborazione e di associazione tra enti locali, o razionalizzando i diversi livelli di settore che costituiscono la complessa geografia amministrativa del territorio umbro».

Elaborazione In fase di elaborazione poi c’è un Rapporto sullo stato dei governi locali nell’Umbria, realizzato da un gruppo di studiosi coordinati dal professor Luciano Vandelli, esperto in materia, con la partecipazione dei dirigenti e degli esperti della Regione, di Villa Umbra e dell’Aur, che metterà insieme i risultati del percorso di condivisione sul riordino territoriale, accompagnati da un’ampia serie di dati, grafici e mappe. Vandelli sarà presente il 29 e oltre a lui ci saranno il presidente dell’Anci Umbria Francesco De Rebotti e Federico Gori, coordinatore Anci Umbria piccoli comuni, il presidente del Consiglio delle autonomie Locali Andrea Romizi e il presidente dell’Unione delle Province Umbria Nando Mismetti.

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