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Umbertide, questione moschea. Magdi Allam: “Occorre un referendum popolare”

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Umbertide, questione moschea. Magdi Allam: “Occorre un referendum popolare”

Redazione politica
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Moschea in costruzione, i lavori

UMBERTIDE – “Occorre indire un referendum popolare e democratico nel comune di Umbertide, gli abitanti di questa cittadina non devono avere paura di gridare ‘no’ alla moschea”. Esordisce cosi Magdi Cristiano Allam il cui inciso ha innescato un lungo e giustificato applauso da parte del pubblico. L’incontro, quello di venerdì scorso, è stato organizzato dal gruppo consiliare Lega Nord Umbria, presso il centro socio culturale San Francesco di Umbertide, al quale ha partecipato il noto giornalista Magdi Cristiano Allam, come ospite d’onore del consigliere regionale Lega Nord Valerio Mancini, di Vittorio Galmacci referente comunale del Carrocio ad Umbertide, oltre che di Virginio Caparvi vice segretario nazionale Lega Nord Umbria , Luca Briziarelli responsabile aree tematiche Lega Nord Umbria, Manuel Petruccioli amministratore nazionale Lega Nord Umbria, Devid Maggiora Lega Nord Terni (che ha portato i saluti del capogruppo regionale Emanuele Fiorini impegnato in un altro appuntamento istituzionale), dell’intero gruppo comunale di Umbertide Cambia, del consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi e del consigliere regionale Lega Nord Toscana, Marco Casucci.

Nel suo intervento Magdi Allam, oltre ad aver focalizzato l’attenzione sulla necessità di un referendum popolare, ha poi precisato che “le moschee non sono solo un luogo di culto, bensì di indottrinamento ideologico e punto di riferimento dei musulmani. Per 56 anni ho aderito a questa religione e per questo posso dire di conoscere bene l’islam. Le moschee offrono assistenze di vario tipo ai bisognosi, ma sono altresì pericolose poiché creano ‘ghetti’ non più frequentati da italiani, soprattutto nelle ore serali. E’ necessario e fondamentale tenerle sotto controllo. Non è un caso che in politica, a sinistra, al centro e a destra, nessuno voglia una moschea nel proprio territorio poiché esse contribuiscono ad abbassare il valore degli immobili, il prestigio del singolo comune o città e soprattutto provocano una giustificata fuga di residenti italiani. In molto casi – ha concluso Allam – la costruzione di moschee è finanziata da contributi provenienti dal Qatar ed è possibile considerarla una roccaforte che si rinforza grazie a nuovi arrivi e a nascite musulmane. Occorre porre un argine al dialogare delle moschee e quindi dei musulmani, altrimenti ci saranno problemi”.

“La mia battaglia in consiglio regionale – ha spiegato il consigliere regionale Mancini – continuerà a spada tratta, per me la moratoria e la consultazione popolare sono indispensabili. Non è tardi, ancora qualcosa si può fare, la moschea non è stata aperta e se l’amministrazione volesse c’è ancora tempo per rimediare. Gran parte della popolazione di Umbertide, questa sera, ha dato una risposta chiara al sindaco, la moschea non la vuole e soprattutto necessita di ascolto: si faccia una modifica al regolamento e che si indìca subito un referendum popolare. Questo il guanto di sfida che, stasera, ho gettato ai consiglieri comunali presenti e che rilancerò a breve. Mi preme ringraziare il collega, vice presidente del consiglio regionale dell’Umbria, Marco Vinicio Guasticchi, gli esponenti di Umbertide Cambia con i quali, al di là delle diverse posizioni politiche, ho potuto contribure all’operazione verità, confermando che quella in Via Madonna del Moro è una moschea e non un centro culturale. Essendo un dibattito pubblico – conclude Mancini – fa specie l’assenza di altri consiglieri di opposizione di centro destra e del Movimento 5 stelle che evidentemente devono ancora chiarirsi le idee”.

“Vista l’enorme affluenza di questa sera – ha precisato Vittorio Galmacci – la posizione degli umbertidesi sulla questione della moschea non è più un quesito, ma una certezza. Da cittadino, sono certo che questa costruzione stravolgerà la nostra vita e la nostra quotidianità, ci metterà in serio pericolo. I musulmani aumenteranno le nascite dei loro figli, come ordinato anche da Erdogan, mentre per gli italiani ciò è impensabile visto i mancati sostentamenti da parte di uno Stato che riversa la sue attenzioni e i suoi sussidi verso gli stranieri. Ormai l’Eurabia è a un passo, come aveva preannunciato Oriana Fallaci. Dobbiamo svegliarci prima che sia troppo tardi”.

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