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Ultima legione, accertamenti anche a Terni sul gruppo neofascista e antisemita

TERNI – C’è anche Terni fra le città dove è stato compiuto il blitz dall’autorità nazionale antiterrorismo contro Ultima Legione, il movimento neonazista ed antisemita travestito da partito politico di estrema destra. Il procuratore nazionale Cafiero De Raho, ha parlato di una “organizzazione di estrema destra, violenta e che intendeva ricostituire il partito fascista con manifestazioni antidemocratiche, incitazione alla discriminazione e alla violenza, propagando la negazione della Shoah”. Tutto questo, all’interno di un “percorso di particolare pericolosità” in cui si parlava “di eliminare l’ebreo dal mondo”.

Le città coinvolte. Le Digos delle varie città, insieme con la Polizia Postale, otto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e della procura nazionale antiterrorismo hanno effettuato venticinque perquisizioni in diciotto città italiane: oltre a Terni anche Milano, Como, Chieti, Verona, La Spezia, Genova, Pescara, Macerata, Piacenza, Modena, Vicenza, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza, Venezia.

Traini. Secondo gli investigatori, l’obiettivo del gruppo sarebbe stato quello di reclutare militanti per mettere in piedi una struttura politica di ispirazione fascista ma non è escluso che volessero compiere anche azioni violente. Gli investigatori hanno passato in rassegna dichiarazioni e documenti diffusi su piattaforme ome whatsapp e telegram oltre che su facebook e sul social network russo vkontakte, famoso perché privo di qualsiasi forma di censura interna e rifugio dell’estrema destra.

Una delle chat attraverso le quali sarebbe avvenuto lo scambio di messaggi e informazioni incriminate si chiamerebbe “boia chi molla”. È qui che gli agenti scovano un messaggio attribuito ad uno degli esponenti di spicco di Ultima legione, che vive in Liguria e modera, tra l’altro, i gruppi Whatsapp di Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, in cui l’uomo fa riferimento all’assalto di matrice razzista compiuto da Luca Traini che il 3 febbraio 2018 a Macerata esplose numerosi colpi di pistola nel centro cittadino da una vettura in movimento, una Alfa Romeo 147 nera, ferendo sei extracomunitari.  Secondo questo esponente, Traini  ha fallito nel suo intento “perché non ha eliminato nessuno” e “avrebbe certamente fatto meglio lasciandoli tutti a terra”.

Le altre accuse. Dall’attività investigativa è emerso come alcuni appartenenti, definendosi apertamente “fascisti”, denigrino esplicitamente i valori della Resistenza e della Costituzione con epiteti dispregiativi.

La violenza viene in più occasioni esaltata quale metodo di lotta politica, con l’aperta finalità di cavalcare il dissenso, anche propugnando, in diverse circostanze, il ricorso alle armi, con frasi pubblicate in chat del tipo:” Le armi si trovano… si trovano. “Ho sempre gli anelli alle dita e il manganello dietro ora ho pure un machete.”

La propaganda razzista e l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali, nazionali, etnici e religiosi è consistita nella pubblicazione, sulle varie chat e sul web, di dichiarazioni e meme improntati, in particolare, alla negazione della Shoah ed all’esaltazione delle leggi razziali. L‘odio è stato indirizzato, oltreché contro il popolo ebraico, anche contro persone di diversa etnia di provenienza, contro gli islamici, ed anche in senso omofobo.

L’alto valore simbolico del linguaggio utilizzato e dei richiami al nazi-fascismo, sono spesso tesi al parallelismo tra l’epoca imperiale, che mette in rilievo la grandezza nazionale, ed il contesto attuale, del quale vengono evidenziati gli aspetti negativi che avrebbero portato la recessione economica, la disoccupazione e la violenza, ricondotte perlopiù ai processi migratori e, da ultimo, anche all’emergenza pandemica Covid-19, vista in chiave complottista e negazionista.

Significativa è l’affermazione di un appartenente al movimento che commenta i filmati ritraenti i mezzi dall’Esercito Italiano utilizzati a Brescia per il trasporto delle bare dei deceduti a causa del Coronavirus per essere sottoposti a cremazione. Con cinismo, è stato associato l’utilizzo dei forni crematori ad un giusto mezzo, con chiaro

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