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Uil Umbria, Molinari rieletto segretario generale: “MIgliorare la capacità di ascolto”

Con lui, riconfermata anche la segreteria eletta dal Consiglio regionale confederale lo scorso novembre: Chiara Porrozzi, Nicola Brauzzi, Fabio Benedetti e Mirko Ghiandoni. Tesoriere Sergio Lombardi

PERUGIA –  Maurizio Molinari è stato confermato segretario generale di Uil Umbria durante il 18esimo congresso regionale del sindacato, dal titolo ‘Persone insieme nel Terzo millennio’, che si è svolto mercoledì 15 giugno all’hotel Giò di Perugia. Con lui, riconfermata anche la segreteria eletta dal Consiglio regionale confederale lo scorso novembre: Chiara Porrozzi, Nicola Brauzzi, Fabio Benedetti e Mirko Ghiandoni. Tesoriere Sergio Lombardi. Al congresso è intervenuto anche il segretario generale nazionale di Uil Pierpaolo Bombardieri. Tra gli ospiti Vincenzo Sgalla e Angelo Manzotti, segretari regionali rispettivamente di Cgil e Cisl dell’Umbria, Maurizio Oliviero, rettore dell’Università degli studi di Perugia, Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, gli assessori regionali Michele Fioroni ed Enrico Melasecche, e l’assessore comunale di Perugia Luca Merli. Tante le sfide che aspettano il sindacato, a sostegno e a fianco dei lavoratori, in un quadro internazionale che ha inevitabilmente ripercussioni anche sul territorio.

Le parole di Molinari

“La crisi economica globale causata dalla pandemia e le vicende drammatiche della guerra – ha dichiarato il segretario Molinari – hanno indotto danni gravissimi a livello sociale ed economico. L’Umbria si trova in condizioni di estrema vulnerabilità. Registriamo il forte calo del potere d’acquisto dei salari e della durata dei rapporti di lavoro. Sono in rapido aumento le fasce di povertà. L’Umbria vede l’aumento del 20 per cento delle morti sul lavoro: non si investe sulla sicurezza e non si fa leva sulla qualità. È indispensabile un tavolo di lavoro permanente con imprenditori, sindacati, professionisti e istituzioni per dare vita a un progetto volto a raggiungere l’obiettivo zero morti bianche. Più fatti e meno promesse, più controllo e più consapevolezze. Nei confronti delle istituzioni dobbiamo aumentare la capacità di ascolto e di proposta”. Molinari ha quindi fatto un quadro della situazione e presentato proposte politiche nei vari comparti regionali, istruzione e formazione, sanità, viabilità, infrastrutture e turismo. “La coesione organizzativa – ha aggiunto Molinari – è la spinta promotrice di ogni cambiamento. Di quel cambiamento di cui il sindacato deve farsi promotore nei confronti degli attori economici e sociali che intende coinvolgere e, soprattutto, nei riguardi degli iscritti e della cittadinanza di cui ha a cuore le sorti. Per il sindacato è giunto il momento di un salto di qualità definitivo favorito da standard di elevata professionalità e di qualificati interventi nell’ambito sociale ed economico di cui siamo partecipi e ciò con il contributo di tutti”.

Le parole di Bombardieri

“La Uil – ha affermato Bombardieri – si sta ponendo da tempo la questione delle diseguaglianze: la pandemia, prima, e la guerra, poi, hanno acuito le distanze. Noi pensiamo che le risorse del Pnrr debbano, innanzitutto, essere utilizzate per risolvere questo problema, sulla base di un cronoprogramma e di un quadro chiaro delle ricadute occupazionali. Questo, ovviamente, vale anche per l’Umbria. C’è bisogno di una politica di sostenibilità sociale che sia in grado di far fronte alle problematiche poste da una crescente povertà. I dati Istat odierni mettono in evidenza diseguaglianze di genere, età e territorio. Dunque, bisogna aiutare chi resta indietro e, contestualmente, occorre anche accelerare sugli investimenti infrastrutturali che creano lavoro. Peraltro, noi sosteniamo che la gestione dell’economia debba essere commisurata alle esigenze sociali delle persone: al congresso del sindacato americano, al quale ho partecipato, questa posizione è stata rimarcata dai sindacati ospiti di tutti i continenti. Lo stesso presidente degli Usa Joe Biden è intervenuto in quella sede affermando che l’economia non deve pensare solo alla finanza, ma anche al lavoro e al benessere sociale. In questo quadro, noi continuiamo a chiedere che si possano emettere bond europei per mettere in campo un ulteriore piano Sure per la transizione energetica e per rispondere alle conseguenze economiche e sociali della pandemia e della guerra”.

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