giovedì 29 Luglio 2021 - 14:24
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Uffici postali, contro la chiusura i sindaci umbri scendono in piazza

PERUGIA – Auspicano un “cambio di passo immediato” da parte di Poste italiane e chiedono con forza “la riapertura a pieno regime degli uffici postali di tutti i comuni umbri e il prolungamento degli orari per evitare le lunghe code”, con particolare attenzione ai territori marginali e alle aree interne, i sindaci umbri che mercoledì mattina in piazza Matteotti, a Perugia, hanno dato vita a una mobilitazione promossa dall’Anci regionale. Una trentina quelli presenti, con fascia tricolore indossata.

Riduzione  “Dopo un anno e mezzo di pandemia ci troviamo oggi uffici postali con orari ridotti e file fuori dalle sedi e tutto questo è inaccettabile” ha detto il presidente di Anci Umbria Michele Toniaccini, sindaco di Deruta. “Con questo presidio partecipato dalla gran parte dei sindaci umbri – ha precisato Toniaccini – vogliamo dare voce soprattutto ai nostri cittadini, che lamentano la chiusura degli uffici postali e hanno rilevato criticità e disagi. E a proposito delle lunghe file che si creano fuori dalle sedi il nostro obiettivo è tutelare anche la salute delle persone”.  Anci Umbria ha quindi ritenuto opportuno intraprendere questa azione corale, come è stato poi sottolineato dal presidente.

Penalizzati Tra i comuni umbri più penalizzati – è stato spiegato – ci sono quelli dove c’è alta concentrazione di popolazione anziana o dove ci sono scarsi collegamenti internet e di trasporti. “A maggior ragione dobbiamo tutelare anche queste comunità” ha dichiarato il coordinatore dei piccoli comuni di Anci Umbria Federico Gori, sindaco di Montecchio. “Sono i territori marginali – ha proseguito -, le aree interne e i piccoli comuni che necessitano di maggiore attenzione, per mantenere vivo quello che in alcuni casi è uno dei pochi servizi rimasti attivi”.

Replica Poste, dal canto suo. ha replicato osservando che fin dall’inizio della pandemia ha garantito il servizio su tutto il territorio nazionale, “nel rispetto della tutela della salute del proprio personale e dei cittadini, con un numero omogeneo di uffici postali aperti in proporzione agli abitanti di ciascun comune. Nessun ufficio postale è mai stato chiuso, per garantire la continuità del servizio; è stato mantenuto un dialogo costante con le amministrazioni comunali e l’Anci Umbria per un’informazione continua e vicina al territorio. A oggi – spiega Poste – la rete umbra conta l’86% degli uffici perugini attivi e operativi con l’orario pre-Covid, mentre su Terni la percentuale sale al 98%”.

Pd e Lega I consiglieri regionali Pd chiedono al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, “il rispetto di quanto stabilito dal garante delle comunicazioni in merito al divieto di chiusura degli uffici postali nelle aree svantaggiate. Inoltre – scrivono – il garante chiede di favorire una concertazione tra la direzione di Poste e le amministrazioni locali, al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio umbro”. Con i sindaci si schiera anche il consigliere regionale della Lega Valerio Mancini: “La manifestazione – dice – è la dimostrazione di quanto il problema della privazione dei servizi essenziali sia avvertito dalle nostre comunità e di quanto sia miope non comprendere che le comunità, soprattutto quelle più piccole, non possono rinunciare a sportelli bancari e uffici postali e che questo rappresenta un incentivo alla desertificazione sociale ed economica delle nostre terre”.

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