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Ucraina, in Umbria primi profughi. Latini e Romizi alle comunità: “Vicini al vostro dolore”

Mentre le città hanno accolto i primi profughi, le comunità residenti si sono ritrovate per pregare e manifestare, alla presenza dei due sindaci

PERUGI/TERNI – Perugia e Terni, come tutta l’Umbria hanno accolto in questi giorni il primo gruppo di profughi, principalmente donne e bambini, in fuga dall’Ucraina in guerra dopo l’aggressione della Russia. Le due caritas diocesane si sono mosse in questo senso e sono state parte attiva della prima accoglienza, coi direttori don Marco Briziarelli e fra Stefano Tondelli in prima fila.

I due sindaci e le comunità

Ma altrettanto forte è stato l’abbraccio delle due città alle comunità residenti. Quella ternana si è ritrovata nel pomeriggio di giovedì davanti a Palazzo Spada su iniziativa del titolare di un noto ristorante ucraino. Il sindaco Leonardo Latini ha si è presentato al presidio ed ha detto: “Io sono nato e continuo a risiedere in una parte in un certo senso ‘fortunata’ del mondo, spero che noi abbiamo fatto anche la vostra fortuna. Quello che ci accomuna è una voglia di arrivare prima possibile alla pace, credo che sia l’unico obiettivo che dobbiamo avere ma non so se tutti gli interlocutori di questa fase lo abbiano ben presente, questo concetto. Come sindaco e come amministrazione ci mettiamo a disposizione con quelle che sono le nostre strutture per cercare di esservi di aiuto”.

A Perugia il primo cittadino Andrea Romizi  ha partecipato, nel pomeriggio di mercoledì 2 marzo, ad un solenne momento di preghiera presso la chiesa della Madonna della Grazie in via Caprera su invito del sacerdote don Vasyl Hushuvatyy cappellano della comunità cattolica ucraina di rito bizantino. Presenti anche l’Arcivescovo della diocesi di Perugia-Città della Pieve Cardinale Gualtiero Bassetti ed il direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli.

Romizia spiegato come quello che stiamo vivendo sia un “tempo sospeso”. Questo è quanto si legge guardando negli occhi, negli sguardi e sui volti dei cittadini ucraini, perché dall’inizio della guerra si è spento qualcosa in ciascuno di loro. “Perugia vi abbraccia tutti perché, come detto dal Cardinal Bassetti, l’Ucraina ora è anche la nostra terra”.

“Tuttavia pur nel dolore e nello sgomento – ha spiegato il sindaco – nessuno vuole arrendersi alla violenza ed alla rassegnazione; al contrario si vuole continuare a lavorare, come fatto fin dall’inizio del conflitto, per aiutare la popolazione ucraina e far sì che questa sconfitta dell’umanità, ossia la guerra, possa essere fermata quanto prima.Oggi ho voluto fortemente partecipare a questo incontro per rappresentare a ciascuno di voi la vicinanza del popolo perugino che mai come in questo momento ha deciso di stringersi con forza ad un popolo sofferente: accogliamo convintamente l’invito di Papa Francesco di prendere parte alla giornata del digiuno, certi che tutti insieme saremo in grado di fare molto”.

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