CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Tv locali: preoccupazione per il futuro di Trg, Teleterni in liquidazione

Cronaca e Attualità Alta Umbria

Tv locali: preoccupazione per il futuro di Trg, Teleterni in liquidazione

Redazione
Condividi

Una trasmissione di Tele radio Gubbio

PERUGIA – L’Associazione stampa umbra e la Slc Cgil esprimono «forte preoccupazione a seguito dell’incontro avuto stamani con l’azienda e la direzione responsabile di Tele radio Gubbio sulle prospettive future dell’emittente televisiva in vista della scadenza a fine anno del Contratto di solidarietà».

Riduzione «L’ipotesi di una consistente riduzione del numero dei dipendenti messa sul tavolo dalla proprietà – sostengono Asu e Cgil – è inaccettabile tanto più in assenza di un piano di rilancio e di azioni concrete per garantire una adeguata attività editoriale della televisione e della emittente radiofonica. Inoltre un taglio dell’organico alla vigilia dell’approvazione dei decreti attuativi della Legge nazionale sull’editoria e della legge regionale in materia appare una scelta quantomeno incomprensibile e ingiustificata». Asu e Slc Cgil auspicano che «l’azienda riconsideri le proprie posizioni con ulteriori approfondimenti alla luce del confronto odierno con le rappresentanze dei lavoratori». Nei prossimi giorni Asu e Slc Cgil valuteranno «tutte le azioni da intraprendere per scongiurare possibili licenziamenti ed il ridimensionamento di una emittente che riveste un ruolo importante nel panorama dell’informazione regionale».

TeleTerni in liquidazione Anche nel Ternano la crisi picchia forte: la storica tv Teleterni infatti è stata posta in liquidazione, con la conseguente perdita di 12 posti di lavoro tra tecnici, giornalisti e addetti alla segreteria. Nell’ultimo anno e mezzo circa lo storico canale locale, che tra l’altro risulta la seconda emittente tv locale italiana dopo l’accensione della capofila Tele Biella, si era trasformato in Umbria Uno. Un passaggio di proprietà che evidentemente non è andato a buon fine: nei giorni scorsi infatti per l’azienda è stato formalmente aperto lo stato di ‘scioglimento e liquidazione’. Con tutto quello che ne consegue non solo per la perdita della programmazione televisiva riguardo al settore delle news, garanzia sia di un patrimonio ‘storico’ cittadino ma anche di un pluralismo d’informazione che a questo punto viene sempre meno in città, ma anche per i dipendenti stessi. Insomma, un altro pezzo di informazione regionale che scompare. Senza dimenticare la chiusura del Giornale dell’Umbria avvenuta circa un anno fa. E anche in questo caso a rimetterci sono stati in primo luogo i lavoratori.