CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Truffe agli anziani, la Polizia lancia un appello: “Chiamateci, non vi lasceremo soli”

Cronaca e Attualità

Truffe agli anziani, la Polizia lancia un appello: “Chiamateci, non vi lasceremo soli”

Redazione
Condividi

Nella foto una tentata truffa ai danni di un'anziana signora

PERUGIA – Prosegue senza sosta l’impegno della Polizia di Stato contro il fenomeno delle truffe agli anziani attraverso la campagna “Non siete soli #chiamatecisempre”. 

Spot  L’iniziativa si concretizza in due spot ideati da Gianni Ippoliti, con la collaborazione degli attori Fabiana Latini e Giovanni Platania. Il primo dei due spot è stato lanciato attraverso il profilo Facebook della Polizia di Stato ed è visibile all’indirizzo http://www.poliziadistato.tv/c_HIMswIWe7q , mentre l’altro uscirà il 14 novembre. Nei trailers vengono mostrate le truffe più ricorrenti come, ad esempio, quelle tra le mura domestiche in cui i malfattori si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine o per tecnici del gas. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini ad essere cauti quando alla porta si presenta uno sconosciuto. Il messaggio che viene lanciato è semplice e preciso: abbiate maggiore prudenza e chiamate la Polizia.

Truffe in aumento, lo dicono i dati  Sono purtroppo tanti gli episodi in cui i cittadini “over 65” vengono avvicinati e raggirati. I casi registrati, infatti, a livello nazionale, mostrano un aumento del 19% nel primo semestre del 2016 rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. Questo anche grazie alle campagne di sensibilizzazione portate avanti dalla Polizia che hanno prodotto due effetti positivi: il primo che gli anziani adesso sono sempre più informati riguardo ai raggiri di cui possono rimanere vittime e, sempre più spesso, riescono loro stessi a sventare le truffe; il secondo consiste in un’accresciuta consapevolezza del fenomeno da parte dei cittadini che adesso hanno una maggiore capacità di reazione e denunciano questi reati, riducendo il sommerso e rendendo possibili le azioni repressive.
In tutti questi casi, come dice Gianni Ippoliti “Non siete soli…#chiamatecisempre”

Nel territorio perugino  La campagna assume un valore ancora più importante nel territorio perugino ove il fenomeno è quanto mai attuale e radicato. E’ recentissima la denuncia di una nuova modalità di furto con raggiro perpetrata nei giorni scorsi nel parcheggio di un supermercato di Corciano. Un individuo ha fermato un ignaro automobilista che, appena salito sulla propria auto, si stava allontanando; a quel punto ha chiesto se erano sue le chiavi (ma vanno bene anche occhiali, ombrelli e oggetti personali in genere) che erano a terra accanto alla vettura. Il malcapitato si è fermato ed è sceso dall’auto per verificare e si è reso conto che l’oggetto in questione non gli apparteneva; così facendo ha lasciato campo libero al complice del malfattore che, repentinamente, ha sottratto la borsa lasciata nel veicolo. In genere il raggiro è insospettabile e l’azione fulminea tanto che la vittima potrebbe rendersene conto solo successivamente, ad esempio all’arrivo a casa quando, cercando la borsa o gli occhiali da sole, non li trovi.

Modalità di azione dei malfattori  Questo è una modalità di azione, ma la casistica in materia di truffe è quanto mai varia. Gli autori sono truffatori o ladri ma si presentano con l’aspetto pulito e professionale di incaricati di società di gestione di luce e gas ovvero con il fare socievole e cortese di onesti cittadini per non dire di buoni samaritani.  Agiscono in modo subdolo, sorprendendo la buona fede delle loro vittime. Ma lo scopo è sempre e solo uno, il raggiro. Agiscono utilizzando stratagemmi comportamentali finalizzati a distrarre la vittima per poi mettere a segno il colpo. Possono colpire nei parcheggi dei centri commerciali e, mostrandovi oggetti a terra appositamente posizionati in precedenza, distrarvi chiedendovi se vi appartengano per spingervi a scendere dall’auto e allontanarvi quel tanto che basta per rubarvi la borsa o altri effetti personali dall’abitacolo. Oppure fermarvi per strada con richieste insistenti di elemosina e, cercando il contatto fisico, sottrarvi catenine, orologi, etc.… Possono bussare alla porta e spacciarsi per incaricati di società varie, dell’ufficio postale o impiegati della banca che devono informarvi di errori nei conteggi delle bollette o del vostro conto corrente con l’unico scopo di introdursi nell’abitazione e, distraendovi, sottrarvi beni personali. Ancora, possono far leva sui rapporti personali e famigliari, millantando conoscenze con parenti e amici che si troverebbero in difficoltà per farsi consegnare ingenti somme di denaro. In ognuno di questi casi, qualunque sia lo schema del copione, il risultato è sempre lo stesso e la vittima si trova “ripulita” dei propri averi e del proprio danaro.
I più colpiti sono gli over 65, ma essere giovani non mette di certo al sicuro. Ciò che non bisogna sottovalutare è l’insidiosità delle situazioni nelle quali i raggiri vengono realizzati, poiché se è pur vero che le persone anziane risultano più vulnerabili, spesso per le condizioni di solitudine nelle quali vivono, in realtà ognuno, indipendentemente dall’età, è un potenziale bersaglio.

Come proteggersi  Ma proteggersi non è impossibile, è sufficiente prestare attenzione ad alcune indicazioni di base. Innanzitutto, non aprire la porta di casa a sconosciuti, anche laddove si presentino in abiti da lavoro o divise, asserendo di essere operai o impiegati di aziende di energia elettrica, gas o altro e verificare sempre con una telefonata da chi siano stati mandati gli operai che bussano alla porta. In ogni caso, ricordare sempre che nessun ente manda personale per il prelievo porta a porta di danaro da riscuotere a qualunque titolo.
Se si presenta qualcuno che si spaccia per Vigile, Poliziotto o Carabiniere dicendo che è appena stato commesso un furto ed esibisce vostri oggetti personali, come foto o soprammobili, chiedendovi di controllare nel luogo in cui custodite i soldi e i gioielli, non lasciarli entrare in casa e contattare il numero di emergenza. Non fermarsi per strada per dare ascolto a chi offre facili guadagni o a chi chiede di poter controllare le banconote o titoli di credito per verificarne l’autenticità ovvero a chi chiede del danaro da dare a parenti o amici che si troverebbero in difficoltà o avrebbero subito incidenti. Comunque, in ognuna delle situazioni sospette, contattare immediatamente il numero di emergenza e, laddove il raggiro dovesse invece essere giunto a compimento, fare denuncia: le informazioni potranno comunque essere utili ai fini di indagine per incastrare gli impostori. Un discorso parzialmente diverso meritano, invece, le cosiddette “truffe online”, realizzate utilizzando le potenzialità della rete internet. Riguardano, per la quasi totalità dei casi, sottrazioni di danaro ottenute o clonando titoli di credito come carte di credito o carte prepagate utilizzate per fare acquisti in rete, oppure ottenendo da parte dei truffati disposizioni di danaro come corrispettivo di merce che non viene, di fatto, mai recapitata all’acquirente. Spesso la “bontà ed affidabilità” del negozio online o della piattaforma telematica che gestisce l’acquisto o il pagamento non sono sufficienti a scongiurare i rischi, poiché in un numero non indifferente di casi l’insidia risiede proprio nella gestione della trattativa di compravendita. I rischi possono essere eliminati evitando qualunque pagamento online ovvero pretendendo sempre la verifica dal vivo dei beni che si vogliono acquistare, soprattutto nel caso di prodotti con un valore ingente.  Laddove sia indispensabile acquistare in rete, è opportuno che la transazione venga fatta utilizzando carte prepagate fornite di una limitata disponibilità di danaro in modo che, in caso di clonazioni o truffe, il danno sia limitato alla somma caricata sul titolo di credito.
Per queste tipologie di condotte criminose risulta di indefettibile utilità la denuncia che consente l’attivazione anche dei settori della Polizia specializzati, come la Polizia Postale, al fine di rintracciare a livello telematico e perseguire il reo.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere