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Ci sono troppi voucher invece dei rimborsi spesa, il Codacons lancia l’allarme anche in Umbria

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Ci sono troppi voucher invece dei rimborsi spesa, il Codacons lancia l’allarme anche in Umbria

Redazione
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L'interno di una palestra
L'interno di una palestra

PERUGIA – “Chi non intende accettare i voucher può chiedere la restituzione di quanto pagato”. Lo dice il presidente Carlo Rienzi del Codacons che anche per l’Umbria ha attivato l’iniziativa a tutela dei consumatori che «a causa dell’emergenza coronavirus, si sono visti annullare concerti, spettacoli, viaggi e vacanze, o che non hanno potuto usufruire di servizi già acquistati come palestre e piscine”.

Nel particolare In particolare, l’associazione sostiene che sono “numerosi anche in Umbria i consumatori che ci hanno scritto denunciando come agenzie di viaggio, palestre, compagnie aeree, ecc. offrano loro un voucher da utilizzare entro un anno come indennizzo per la cancellazione di partenze o per abbonamenti non usufruiti”. Lo strumento del buono «è stato previsto dal governo, attraverso il decreto Cura italia e il decreto Rilancio come forma di rimborso nel settore del turismo, degli spettacoli e dello sport». L’opzione viene “contestata dal Codacons ed entrata nel mirino della Commissione Europea, che ha sottolineato come il voucher come unica possibilità di indennizzo leda i diritti dei consumatori”, motivo per cui il Codacons mette dal 3 giugno a disposizione sul proprio sito web (https://codacons.it/coronavirus-diritti/ ) i moduli attraverso i quali gli utenti dell’Umbria che non intendono accettare i voucher possono chiedere la restituzione di quanto pagato a compagnie aeree, agenzie di viaggio, tour operator, palestre, piscine, organizzatori di concerti e spettacoli, asili nido, ecc., e un servizio telefonico di consulenza e assistenza nelle richieste da inoltrare alle società, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17 al numero 89349966.