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Treofan verso la dismissione: Jindal stacca le utenze al sito di Terni

Terni Extra

Treofan verso la dismissione: Jindal stacca le utenze al sito di Terni

Redazione economia
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Lavoratori della Treofan

TERNI – Sempre più vicino il giorno della chiusura per il sito ternano della Treofan. La multinazionale Jindal ha infatti deciso di avviare un piano di ristrutturazione nel quale il sito umbro non dovrebbe rientrare. L’indizio è  la notizia che l’azienda sta procedendo alla disdetta dei contratti in scadenza coi fornitori, con le società che hanno in appalto mensa e pulizie ed anche con le società distributrici di energia elettrica e gas.

Sindacati I sindacati avevano capito l’aria che tirava nell’ultimo incontro con l’ad Manfred Kaufmann, definendolo “senza alcuna certezza nella realizzazione di investimenti nè elementi  di prospettiva di mantenimento e sviluppo del sito. I volumi di produzione proposti non prevedono alcuna attività fino alla fine del mese e nessun volume è previsto al momento per il mese di novembre, mentre in questi giorni continua il trasferimento di ordini di prodotti dello stabilimento di Terni verso gli altri del gruppo Jindal; nessun impegno alla richiesta di ulteriori periodi di ammortizzatori sociali scaduti nei giorni scorsi”. Kaufmann aveva annunciato proprio la ristrutturazione ed ora davvero l’appuntamento di giovedì al Mise col sottosegretario Todde si configura come l’ultimo disperato tentativo di salvare un polo chimico che perde i pezzi

Lega I parlamentari della Lega, che avevano organizzato davanti al piazzale di ingresso una conferenza stampa poi annullata per via delle comunicazione del presidente Conte sul Dpcm Covid hanno espresso la loro posizione in una nota:  “La volontà della società indiana di lasciare la nostra città è molto chiara  ma la politica a tutti i livelli deve fare la sua parte per evitare la chiusura. L’esecutivo nazionale, irresponsabilmente, continua ad essere spettatore passivo degli eventi, aspettando un epilogo che sembra inevitabile, mettendo in mano a Jindal il sudore ed i sacrifici di centinaia di famiglie- I lavoratori ternani vanno tutelati- prosegue la nota- ed è urgente che il Mise ponga in essere iniziative concrete che costringano la proprietà a tornare sui suoi passi, a rispettare i dipendenti e a porre sul piatto un piano industriale credibile, valutando le opzioni alternative al disimpegno, che possano poi garantire una ripresa della produzione ed una rivalutazione dell’intero polo chimico ternano. Una chiusura, in termini di sviluppo, occupazione e peso industriale, sarebbe deleteria per tutti, non solo per i lavoratori dell’azienda, e per molti di quelli delle imprese che vi operano a supporto, ma anche per il tessuto economico della nostra provincia”.

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