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Treofan, speranze dal tavolo al Mise: due progetti per la reindustrializzazione

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto all'azienda la proroga per sottoscrivere i verbali di conciliazione, in virtù del prolungamento degli ammortizzatori sociali.

TERNI – Si è svolto ieri l’incontro convocato dal Mise, alla presenza della Vice Ministro Alessandra Todde, per fare il punto sulla situazione dello stabilimento di Terni, che fa seguito a quello tenutosi a luglio scorso. Durante l’incontro, ancora interlocutorio, sono stati confermati alcuni elementi già emersi per vie non ufficiali nei mesi scorsi rispetto alla prospettiva di reindustrializzazione ed altri nuovi soprattutto sul versante degli ammortizzatori sociali.

Ammortizzatori sociali

In virtù della riconferma dell’area di crisi complessa per il territorio ternano-narnese, sarà possibile per la Regione UMBRIA attingere alle risorse per l’erogazione della CIGS  in deroga, anche in continuità con l’attuale strumento già concesso a fronte della chiusura aziendale da parte di Jindal, in scadenza il prossimo mese di febbraio 2022, per ulteriori 12 mesi. Tutto ciò è possibile in virtù di una analisi complessa degli strumenti normativi messa in campo dalla Regione Umbria con i vertici del Ministero del lavoro e del Mise, tesa a garantire comunque una copertura finanziaria in attesa che si delineino i presupposti per la partenza di un piano di reindustrializzazione, che avrà sicuramente tempi non allineati alla CIGS in essere. Come Segreterie nazionali in questi ultimi mesi, vista la dilatazione dei tempi per l’elaborazione del piano di rilancio del sito, abbiamo sollecitato le Parti istituzionali a trovare congrui strumenti a sostenere i Lavoratori e le loro famiglie del territorio per tutto il tempo necessario.

Successivamente all’approvazione della cabina di regia del Mise di un processo di reindustrializzazione, sarà possibile attingere ad ulteriori risorse per gestire la fase di implementazione progettuale dei nuovi soggetti, ad accompagnare i tempi necessari alla realizzazione degli investimenti ed alla necessaria formazione delle maestranze.

Nuovi strumenti

Allo strumento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in Deroga, si va ad aggiungere, in modo complementare ed accessorio,  un provvedimento attivato dal Liquidatore in sinergia con il progetto della Regione UMBRIA denominato Re-work,  che prevede un’assistenza gratuita  ai  lavoratori che accetteranno volontariamente,   attraverso un percorso di formazione (tirocini professionalizzanti) finalizzato  alla ricerca e reintroduzione nel processo produttivo, stipulato con una agenzia di ricollocazione, che ha l’obbligo di soluzione certa per almeno il 25% degli aderenti.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto all’azienda la proroga per sottoscrivere i verbali di conciliazione, in virtù del prolungamento degli ammortizzatori sociali.

Reindustrializzazione

Il liquidatore e Arca Partners (Advisor nominato dallo stesso Liquidatore) hanno dichiarato di lavorare su due attuali progetti speculari tra loro, sui quali si sta lavorando. Il primo progetto vede l’impegno della Novamont, verso un percorso di trasformazione sulla filiera della sostenibilità, in linea con i dettami della “transizione industriale ecologica”. Non sono stati forniti dettagli economici ed occupazionali dell’operazione, che è al vaglio di Invitalia, soggetto di finanziamento economico del Mise.

Polo chimico

Il progetto della Novamont, si auspica che inneschi il meccanismo dell’evoluzione del polo chimico ternano verso una filiera di specializzazione nei biomateriali, progetti che sono al vaglio del Ministero della Transizione Ecologica, filiera che dovrebbe fungere da volano per attrarre ulteriori investimenti in linea con le vocazioni e le scelte strategiche territoriali, che beneficerebbero delle risorse previste dai piani nazionali e regionali di ripresa e resilienza. Vi è anche un altro possibile progetto in campo, in linea con quello di Novamont, sul quale al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli per un vincolo di segretezza nella trattativa di approfondimento in corso. Il liquidatore ha anche confermato che vi sono state altre manifestazioni di interesse, che sono state però valutate non congrue, per capacità di investimento e sicuramente meno interessanti in prospettiva di quelle in corso.

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