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Treofan, niente vertice ed investimenti, i sindacati: “Ora subito al Mise”

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Treofan, niente vertice ed investimenti, i sindacati: “Ora subito al Mise”

Redazione economia
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TERNI – Situazione testa alla Treofan, l’azienda chimica passata di mano il 25 ottobre scorso al gruppo dalla società Jindal attraverso la cessione della totalità delle quote azionarie da parte della società finanziaria Management & Capitali, ad un prezzo irrisorio rispetto al valore reale della società e dei suoi asset produttivi.

 La struttura Europea di gestione societaria risultante a seguito dell’acquisizione – è stato spiegato  in un incontro a Confindustria– prevede sun’autonoma struttura societaria di Treofan nella quale si integrano riferimenti Jindal e che vede dipendere direttamente dall’amministratore delegato la gestione degli stabilimenti europei senza figure intermedie se non per i siti produttivi tedeschi e italiani.

Vertice Stato di agitazione ed assemblea, perchè è saltato il vertice previsto per stamani al Mise. L’incontro non ci sarà, almeno non prima della fine di gennaio. Ed in più Treofan, che in Italia ha anche un impianto a Battipaglia, ha anche congelato gli investimenti previsti su Terni ovvero un nuovo Metallizzatore e per Battipaglia (una nuova Laccatrice), investimento già approvato in un protocollo firmato al Mise con la Regione Campania, che ha ottenuto finanziamenti importanti e che ha già terminato la fase di progettazione ed era in attesa solo della realizzazione.

Treofan ha comunicato che l’acquisizione è stata una sorta di integrazione fra due società concorrenti che ora ne formano una forte, ma che questo porterà ad una razionalizzazione delle produzioni, ritenute eccessive e rispetto al mercato. Inoltre, stante la situazione di incertezza sugli ordini 2019 dove non c’è una definitiva visione e copertura degli attuali livelli produttivi non è possibile fare previsioni e di conseguenza tutti gli investimenti e le programmazioni sono interrotte in attesa di un quadro più chiaro.

Sindacati in fermento. Il rinvio del vertice è stato stigmatizzato dai sindacati con una nota: “‘Il Gruppo Jindal si trova in una situazione di evidente criticità causata dal mercato estremamente competitivo sui prezzi, caratterizzato da una significativa sovraccapacità produttiva. Il nostro piano industriale ancora in fase di approfondimento prevede che lo stabilimento di Terni riprenda l’attività produttiva dopo le feste natalizie, lo stabilimento di Battipaglia presenta criticità maggiori in ragione sia di problemi contingenti sia in mancanza di ordini evadibili in maniera profittevole sia strutturali.  Queste affermazioni da parte dei due presidenti dei CdA Jindal e Treofan preoccupano oltremodo i lavoratori . Peraltro una parte del CdA di Treofan si è dimesso. Comportamento decisamente negativo., In disprezzo delle più elementari regole delle relazioni industriali, a meno di 24 ore dall’incontro, il gruppo Jindal disdice e rinvia l’appuntamento dichiarando di non essere pronto prima della fine di gennaio 2019, lasciando per un periodo insopportabilmente lungo nell’indeterminatezza le maestranze Treofan. Al momento non ci sono certezze sulle attività produttive, soprattutto per le prospettive dello stabilimento di Battipaglia per il quale non ci sono date calendarizzate sulla ripresa delle attività produttive. A ciò va aggiunto che le dichiarazioni della società acquirente Jindal, riaprono nuovi interrogativi rispetto alle motivazioni che hanno giustificato l’operazione che sembra dettata dalla volontà di eliminare un concorrente scomodo; se così fosse, l’Italia rischierebbe di pagare un prezzo alto in termini di occupazione e di presenza sul mercato. E visto che durante il percorso che ha portato alla cessione, la trattativa si è svolta con la presenza di un altro attore, è lecito chiedersi se ciò avrebbe comportato una maggiore garanzia per la produzione e per la concorrenza nel nostro Paese. Intervenga il governo. Vista questa drammatica situazione di grande indeterminatezza, richiediamo al Mise  che si adoperi per riconvocare urgentemente la dirigenza Jindal, anche durante le imminenti festività natalizie, per avere al più presto certezze sul piano industriale con l’obiettivo del mantenimento dei siti produttivi di Battipaglia e Terni e della attuale occupazione impiegata. Inoltre è necessario che venga comunicata una data certa sulla ripresa delle attività dello stabilimento di Battipaglia. In mancanza di tali risposte si continuerà con lo stato di agitazione e iniziative di lotta che saranno caratterizzate a livello locale”.

Sindaco in fabbrica. Stamattina, i lavoratori hanno ricevuto la visita del sindaco Leonardo Latini.  I lavoratori hanno espresso al sindaco la preoccupazione per la fase d’incertezza che l’azienda sta vivendo dopo l’acquisto da parte di Jindal e dopo le dimissioni di una parte del Cda. Preoccupazioni e incertezze aumentate a seguito della disdetta da parte della proprietà dell’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali al Mise.
Il sindaco, condividendo le preoccupazioni e le valutazioni dei lavoratori, si è impegnato a chiedere immediatamente un intervento della Regione Umbria per una sollecita riconvocazione del tavolo al Mise che possa aver luogo prima del termine generico indicato dall’azienda e dunque già nei prossimi giorni, o subito all’inizio del nuovo anno con l’obiettivo di far chiarezza sulla situazione.

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