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Treofan, nuovo incontro al Mise per scongiurare i tagli. Si fa avanti LegaCoop

Economia ed Imprese Terni

Treofan, nuovo incontro al Mise per scongiurare i tagli. Si fa avanti LegaCoop

Redazione
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ROMA – Il 28 dicembre,  su richiesta delle Segreterie Nazionali di Filctem, Femca, Uiltec si è svolto da remoto l’incontro con il Mise alla presenza della Sottosegretaria Alessandra Todde, la quale si è attivata prontamente per fare il punto sulla vertenza Treofan di Terni.
La riunione si è aperta con un riassunto sulle iniziative messe in atto in questo ultimo periodo dal Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, si è cercato di accertare attraverso l’Agenzia delle Dogane per eventuali abusi commessi da Treofan per merci provenienti dalla U.E con dichiarazioni non conformi alla legge.

A seguire, il Mise ha parlato dell’azione di moral suasion,  che attraverso un’informazione dettagliata verso i maggiori clienti li porti a conoscere i comportamenti dell’azionista Jindal, non conformi a regole dettate dalle modalità di buone relazioni comportamentali nei confronti dei Lavoratori, delle Istituzioni e del Sindacato. Questa azione ha comportato una riduzione di ordini da parte dei clienti abituali del gruppo Treofan/Jindal.

Il ministero dell’Università e ricerca ha poi effettuato una verifica dei finanziamenti pubblici ti pubblici e del loro corretto utilizzo, come ad esempio l’erogazione del finanziamento di circa 1 milione di euro nel quale tra le clausole rientrava l’impegno di mantenere le attività per 5 anni: sono state attivate le procedure per il rientro del finanziamento. Per il finanziamento ricevuto dalla Regione Puglia si stanno facendo ulteriori verifiche per il suo corretto utilizzo soprattutto in relazione allo spostamento di ordini dallo stabilimento di Terni ad altri siti produttivi del gruppo Jindal.

Sindacati. I sindacati hanno sottolineato che è stata consegnata al liquidatore una memoria che evidenziava come l’attivazione della procedura di liquidazione sia illegittima e non suffragata da elementi oggettivi che ne identifichi la correttezza giuridica. A tal proposito durante quella riunione le Segreterie Nazionali, le strutture Territoriali e le Rsu hanno richiesto al Liquidatore di ritirare la procedura di licenziamento e attivare gli strumenti di ammortizzatori sociali conservativi (CIGS). Solo grazie all’attivazione di questo strumento si consentirebbe di avere un tempo maggiore per costruire una proposta imprenditoriale che possa consentire una continuità produttiva.

Legacoop. La novità è che LegaCoop che si è detta disponibile a dar vita ad un progetto di continuità produttiva dello stabilimento, continuando nella stesso settore attuale oppure in ambiti simili compatibili con la produzione esistente. La notizia  è un spiraglio di speranza tra i lavoratori che vedono nel 6 gennaio prossimo la data ultima per cercare di salvare il polo chimico ternano dalla messa in liquidazione da parte di Jindal.

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