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Treofan, dopo il fallimento dei negoziati fabbrica occupata: “Valutare l’esproprio”

Economia ed Imprese

Treofan, dopo il fallimento dei negoziati fabbrica occupata: “Valutare l’esproprio”

Redazione economia
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TERNI – Il giorno dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di mediazione, l’area che si respira fra gli operai della Treofan è ancora più mesta e allo sconforto si mescola la rabbia per una situazione che non ha ormai più margini di soluzione. La Jindal proprietaria del sito ha detto no alla vendita, anche a fronte di manifestazioni di interesse palesi e preferito la cessione, mettendo quindi sul lastrico 147 famiglie. La manifestazione di lunedì sera allo stadio, nel corso di Ternana-Casertana, non ha avuto la giusta eco da parte dei media nazionali e questo rende ancora più forte la rabbia per l’ennesimo pezzo di economia ternana che se va.

I sindacati hanno ritenuto irricevibile la proposta di Jindal ed hanno chiesto un nuovo piano industriale per salvare il polo chimico ternano dalla messa in liquidazione stabilita da Jindal. La quale oltre a confermare l’intenzione di chiudere, ha avanzato ulteriori pretese come la richiesta di portare via gli impianti dello stabilimento da subito. Alla notizia della fumata nera del tavolo, i lavoratori si sono organizzati per l’occupazione del sito produttivo. Oggi è previsto un vertice in Regione prima del decisivo tavolo istituzionale convocato al Mise domani tra la multinazionale e i sindacati per mettere in campo tutte le possibili strategie a tutela dei lavoratori.

Latini in fabbrica. Il sindaco Leonardo Latini martedì mattina si è recato in fabbrica insieme all’assessore Stefano Fatale, per incontrare i lavoratori: “Tutte le azioni messe in campo non hanno sortito effetto perché loro giocano in un altro campo con altre regole», ha spiegato il sindaco ed il riferimento alla multinazionale è chiaro. Fra i lavoratori la rabbia è forte soprattutto in relazione al silenzio delle istituzioni: “Non possono fregarsene così delle istituzioni di Governo ed enti locali, siamo lo zimbello dell’Europa”, ha detto qualcuno.

Esproprio. Dalle opposizioni arriva una proposta: “Solidarietà assoluta alle lavoratrici e ai lavoratori della Treofan. Il sindaco prenda provvedimenti. Come opposizioni – dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunale di Senso Civico, Pd, Movimento Cinque Stelle e Terni Immagina sono pronte a sostenere qualsiasi iniziativa, anche l’esproprio”. Parole forti ma che danno il senso della situazione ormai al limite. “Come ternani – scrivono – siamo stanchi di chi considera la nostra città una terra di conquista per le sue attività predatorie. Come ternani – chiediamo a gran voce che chi è stato eletto sindaco della città vada oltre le visite di cortesia e qualche passerella.  I lavoratori del territorio non sono parenti malati da andare ogni tanto a consolare, fra una messa e l’altra.  Le manifestazioni di lotta non sono processioni a cui partecipare battendosi il petto. Oggi è in gioco non solo il presente di 147 famiglie ternane, ma il futuro stesso della produzione ternana e dell’intera città. Chi è stato chiamato a guidarla ha il dovere di essere presente ai tavoli delle trattative, attivarsi personalmente per il coinvolgimento di privati interessati, battere forte i suoi pugni ed esporsi minacciando e se necessario utilizzando davvero ogni potere che la legge gli attribuisce per difendere l’interesse pubblico, anche l’esproprio. I ternani non hanno paura e hanno bisogno di essere guidati da chi non ne ha. Le opposizioni sono pronte a sostenere ogni azione forte del sindaco”

Ugl chimici. Interviene Ugl chimici, col vicesegretario nazionale Eliseo Fiorin: “Siamo sbalorditi dall’atteggiamento della società indiana che, di fatto, chiude il sito ternano tenendo per sé le commesse. Tutto ciò è inqualificabile. Per questo motivo sosterremo i lavoratori nella lotta e li affiancheremo legalmente per le azioni che vorranno intraprendere. Domani informeremo il Mise di quanto accaduto e gli stessi lavoratori che si riuniranno in assemblea”.

Confcommercio. Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni dice la sua: “La scellerata decisione di chiusura da parte della multinazionale indiana Jindal – crea un’ulteriore ferita nel tessuto economico del nostro territorio. La dignità delle persone va tutelata e salvaguardata, nel mantenimento e nella tenuta di un territorio che da sempre vede nel lavoro la propria espressione di comunità. La cancellazione di questa fabbrica impoverisce tutti, procurando in filiera danni anche ad altri settori economico – produttivi. Non vi può essere commercio e terziario senza le attività primarie. Al momento non vi è nessuna ipotesi di reindustrializzazione del sito produttivo, segnando in tal senso la proprietà, la cancellazione di una azienda sacrificata su becere logiche di mercato, non già perché non profittevole. Rifiutiamo questo modo corsaro di intendere l’economia ed i rapporti con i lavoratori ai quali va la nostra massima solidarietà e vicinanza in questa vertenza che è dell’intera città di Terni. Per questi motivi siamo al fianco dei nostri concittadini, padri di famiglia, in questo difficile e complicato momento”.

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