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Terni, vertenza Treofan, dall’assemblea arriva una richiesta all’azienda: “Futuro incerto, salvaguardare maestranze ed eccellenze”

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Terni, vertenza Treofan, dall’assemblea arriva una richiesta all’azienda: “Futuro incerto, salvaguardare maestranze ed eccellenze”

Emanuele Lombardini
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TERNI –L’assemblea all’interno dello stabilimento Treofan, alla presenza delle segreterie nazionali  e e regionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltucs Uil è lunga, lunghissima: alle 16, l’orario previsto per l’incontro con la stampa, non esce nessuno e si va avanti ad oltranza. Anche alle 17, quando i segretari regionali si presentano, i lavori sono ancora in corso.

L’aria che tira non è buona. Il tavolo al Mise è stato nuovamente rinviato: ne era stato fissato uno il 10 marzo, data in cui si chiude la procedura di licenziamento collettivo per il sito di Battipaglia, ma se ne riparlerà invece non prima di metà mese.

Con due richieste specifiche: la prima è quella della presenza fisica della multinazionale indiana, l’ultima volta presente in videoconferenza, l’altra – più pressante – è quella di chiarezza: “Non possiamo accontentarci di un piano industriale riassunto per titoli e nemmeno di rassicurazioni generiche, perchp 1,5 milioni di investimento fino al 2021 sono davvero niente”, Marianna Formica (Filctem Cgil), Fabrizio Framarini (Femca Cisl) e Luca Massarelli (Uiltec Uil)

Ad ovest niente di nuovo. I sindacati puntano tutto sul sito ternano, anche perchè è lì che si realizzano  – soprattutto nel settore della laccatura –  alcune produzioni di eccellenza che il gruppo Jindal non ha in nessun altro stabilimento se non in parte in quello a Virton, in Belgio

“Chiederemo ufficialmente all’azienda di fare chiarezza su tutto e lo faremo con una lettera – dicono le parti sindacali – perché i dati che ci sono stati forniti certificano una situazione che se da un lato preserva per almeno altri due anni lo stabilimento, non prevede alcuna crescita: 1,5 milioni di euro l’anno fino al 2021 non bastano nemmeno per la manutenzione ordinaria. E sulla produzione? Non abbiamo certezze nemmeno su questo fronte, per esempio su cosa inserire fra le ‘comodities’ e quali nelle ‘specialities’ ed è nostro dovere salvaguardare le competenze acquisite negli anni, valorizzare le maestranze e salvaguardare il prodotto”.

Monopolio. Riemerge un dato, che si era palesato chiaramente al momento del passaggio di proprietà del gruppo Treofan Italy alla multinazionale indiana per una cifra irrisoria, ovvero appena 500.000 euro: “Il nostro sospetto – proseguono i sindacati – è che questa sia stata una mossa volta unicamente ad eliminare altri competitor, per avere mano libera sul mercato, agendo di fatto in regime di monopolio, secondo le loro condizioni. Oggi dobbiamo valorizzare quello che c’è qui e chi lo produce, anche tenendo conto di come vorrà muoversi l’azienda in un mercato che dovrà giocoforza fare i conti con la situazione internazionale. Vogliamo assolutamente che Treofan resti qui, ma anche garanzie”.

“Se non ci saranno date quelle risposte che chiediamo- concludono i sindacati – torneremo in assemblea e progetteremo nuove mosse”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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