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Treofan, c’è un’offerta di Hgm per l’acquisto: Jindal favorevole, sindacati in attesa

Sul tavolo del liquidatore della società di proprietà del gruppo indiano Jindal è giunto un accordo per la cessione al gruppo Hgm, che prevede di avviare le attività industriali nel corso del 2023

TERNI – Cautela è la parola d’ordine per adesso, che circola fra maestranze e sindacati, ma un primo timido spiraglio si intravede per la Treofan. Sul tavolo del liquidatore della società di proprietà del gruppo indiano Jindal è giunto un accordo per la cessione al gruppo Hgm, che prevede di avviare le attività industriali nel corso del 2023, con una prospettiva occupazionale a regime di circa 100 addetti. Jindal avrebbe accettato la proposta di Hgm ed i dipendenti attendono riscontri visto che a febbraio 2023 scadrà la cassa integrazione.

La società

La holding Hgm si occupa in primis di produzione, commercio, installazione e riparazione di apparecchiature, di prodotti e di sistemi impieganti tecnologie elettroniche, informatiche e di telecomunicazioni nei settori applicativi delle reti radiomobili nonché reti fisse; realizzazione di postazioni per l’installazione di antenne per le telecomunicazioni di qualunque genere, comprese quelle relative alla telefonia cellulare» e «progettazione, sviluppo, costruzione, manutenzione e riparazione di impianti tecnologici, di telecomunicazione di qualunque tipo, di impianti fotovoltaici ed impianti termico-solari.

I titolari sono i fratelli salernitani Sangiovanni, Francesco, Domenico e Maria Rosaria, con un capitale sociale di 520.000 euro. Col gruppo operano numerose società partecipate.

Sindacati in attesa

Sulla vicenda è stato convocato un tavolo con le sigle sindacali (presidenti Fabrizio Framarini e Simone Sassone di Femca Cisl, Doriana Gramaccioni di Uiltec Umbria, Stefano Ribelli e Alessandro Roscini di Filctem Cgil, Diego Mattioli di Ugl Chimici e Riccardo Morelli e Simone Cascioli, presidente di Confindustria Terni e direttore generale di Confindustria Umbria) alla presenza del sindaco Leonardo Latini e dell’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni. Focus sul percorso intrapreso – spiegano da palazzo Donini – con la presidenza del consiglio dei ministri «per strutturare un partenariato pubblico-privato, che permetta all’amministrazione regionale di partecipare alla gestione delle infrastrutture del sito, facilitando anche la sua diretta partecipazione agli interventi di efficientamento dello stesso». Come già noto l’orientamento va in direzione della specializzazione su chimica verde e bioeconomia circolare.

 La nota della Regione

Palazzo Donini sottolinea che “Sarà mantenuto il tavolo permanente di confronto per seguire il processo di rilancio: «È stato inoltre ricordato che nel percorso di sviluppo del sito, particolarmente importante è la creazione di uno spoke di ricerca sui biomateriali, realizzato dall’università di Perugia in stretta collaborazione con la Regione Umbria, che rappresenta il primo tassello verso la creazione di un centro di eccellenza in grado di attrarre nuova imprenditorialità e divenire un punto di riferimento a livello nazionale e che è già oggetto di finanziamento del Pnrr nel quadro relativo agli investimenti per gli ecosistemi d’innovazione. Le parti convenute esprimono un unanime apprezzamento per il progetto di rilancio del polo chimico di Terni”.

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