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Treni lumaca sulla linea ex Fcu, sale la protesta delle mamme

Perugia Cronaca e Attualità

Treni lumaca sulla linea ex Fcu, sale la protesta delle mamme

Redazione
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Un treno della Ex Fcu

PERUGIA – Cinquanta all’ora, anzi 90 chilometri di velocità, contrordine, non più di 70 all’ora. La lentezza dei convogli lungo il tragitto della ex Ferrovia centrale umbra continua a provocare disagi e lamentele, soprattutto tra i pendolari, che siano lavoratori o studenti. Per questi ultimi il continuo disagio di dover giustificare il ritardo a scuola. Presidi e docenti sono comprensivi, non tutti, ma la situazione è al limite.

«Dopo il ripristino della velocità il treno arriva ancora in ritardo e i nostri ragazzi arrivano tardi a scuola – scrive una mamma a lanotiziaquotidiana.it – La linea è quella che parte alle 7:15 da Perugia e va ad Umbertide e in teoria dovrebbe passare a Villa Pitignano alle 7.43 e, invece, anche questa mattina è arrivato alle 8:02 e l’altro ieri addirittura erano le 8.09».

Registro elettronico di scuola

I genitori si sono rivolti agli uffici della ex Fcu e si sono sentiti rispondere che sette minuti di ritardo sono comprensibili, anche a causa dei passaggi a livello senza protezione. In ogni caso avrebbero dovuto segnalare la cosa per mail a Busitalia che gestisce il trasporto. «Il dirigente scolastico è molto comprensivo e accetta le giustificazione, ma ha annunciato che manderà una mail di protesta da parte delle scuola – afferma la mamma – Gli altri anni il ritardo era sempre entro i 10 minuti, ora no e i ragazzi fanno tardi».

Da oggi, intanto, è in vigore il nuovo limite di velocità a 70 chilometri orari da Sansepolcro a Terni. Limite dovuto «all’adeguamento della propria infrastruttura agli standard in vigore sulla rete nazionale – ricorda Busitalia – la limitazione comporta un aumento di alcuni tempi di percorrenza con possibili conseguenze sulla regolarità dei servizi svolti da Busitalia Umbria», promettendo l’adozione di «tutte le azioni volte a ridurre per quanto possibile i disagi per la clientela».

Assessore Chianella   “Nei prossimi giorni assumeremo le più idonee iniziative, in raccordo con le altre Regioni interessate, per porre fine a questa situazione che non esito a definire paradossale, soprattutto per un’infrastruttura come la FCU che dispone di standard di sicurezza più che accettabili, di gran lunga superiori alla maggioranza delle reti regionali non interconnesse”: lo ha annunciato l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, alla notizia dell’ulteriore abbassamento dei limiti di velocità sulla rete ferroviaria regionale imposti dall’Ansf (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), con una nota inviata a tutti i gestori.
Nell’esprimere “sorpresa e disappunto” Chianella ha evidenziato che “l’improvvisa decisione dell’Ansf riapre una questione che crea disagi agli utenti del servizio e ciò dopo il buon lavoro compiuto in queste settimane in stretto raccordo con l’agenzia stessa e il MIT. Un lavoro che aveva portato all’adozione di specifiche misure per migliorare la sicurezza dell’infrastruttura da parte di tutti i gestori italiani. Faccio molta fatica – ha sottolineato l’assessore – a capire la necessità di assoggettare la nostra regione a norme così rigide, concepite per rendere possibile l’interoperabilità delle reti ferroviarie e per creare uno spazio ferroviario europeo unico. Ricordo che il D.lgs 112/2015 aveva stabilito che “alle reti ferroviarie locali e regionali isolate adibite al trasporto passeggeri ed alle imprese ferroviarie che esercitano unicamente servizi di trasporto urbano, extraurbano o regionale” non si dovessero applicare norme così rigide concepite per l’alta velocità e che passano o arrivano in un nodo della rete ferroviaria nazionale, nel nostro caso il collegamento alla stazione di Terni e il transito per quella di Ponte San Giovanni”.
“Si tratta di una scelta incomprensibile e fortemente pregiudizievole per il trasporto ferroviario – ha concluso Chianella – che poteva e doveva essere evitata e di cui la Regione, Umbria Mobilità e Busitalia, non hanno alcuna responsabilitá”.

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