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Tre anni fa il sisma che devastò il Centro Italia. Superata l’emergenza, il nulla o quasi: ricostruzione ancora al palo

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Tre anni fa il sisma che devastò il Centro Italia. Superata l’emergenza, il nulla o quasi: ricostruzione ancora al palo

Redazione
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Norcia subito dopo il terremoto

NORCIA– Tre anni dopo, è come fosse oggi. Non solo perchè le ferite fanno ancora male e il ricordo di quei giorni  è ancora fortissimo. Ma perchè tutto, nella Valnerina umbra, ma anche ad Accumoli, Amatrice e in tanti comuni di Marche ed Abruzzo, è ancora fermo a quelle stramaledette 3.36 del 24 agosto 2016.

Un sisma di magnitudo 6 scuote il centro Italia e lo devasta: 700 scosse in poche ore. Sono 299 i morti, compresa una coppia orvietana in vacanza ad Amatrice. Circa due mesi dopo, il 26 e il 30 ottobre, la terra trema ancora: due nuove forti scosse di terremoto colpiscono ancora il Centro Italia, in particolare il confine tra Umbria e Marche, ma non provocano vittime. I danni, sono censiti per 42 milioni di euro.

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Rabbia. Oggi è un ricordo triste, prevale la rabbia perchè non è stato fatto niente, o quasi. Le casette sono arrivate, certo, ma con enorme ritardo e in più di qualche zona – soprattutto nelle Marche – sono addirittura marce. Di ricostruzione, nemmeno a parlarne. Perchè il decreto sblocca cantieri in realtà non sblocca quello che serve e come abbiamo testimoniato con le nostre video interviste, i soldi ci sono e sono tanti (in Umbria dalla Ue è arrivato oltre 1 miliardo di euro, la cifra più alta mai stanziata dalla Ue per qualunque altro paese ma ci sono tanti soldi per le donazioni arrivate da tutto il mondo) ma la burocrazia non permette di ripartire.

La basilica di Norcia è tornata agibile, qualcosa si è fatto sui monumenti, ma la gente fuori dalle case è ancora tanta. E addirittura, a Norcia, sino a pochi mesi fa, erano ancora lì le macerie. Plateali le proteste dei terremotati, riuniti nelle varie associazioni, con l’ultima recente manifestazione lungo il Grande Raccordo Anulare

TERREMOTATI, SIT IN DAVANTI MONTECITORIO

TERREMOTATI BLOCCANO IL GRANDE RACCORDO ANULARE

Il comitato civico ha denunciato piuù volte i rallentamenti: l’ultima visita a Norcia del presidente Conte, per l’avvio del tavolo tecnico, è finita fra i fischi che però non sono stati risparmiati nemmeno ai precedenti Governi. E’ di ieri il monito del presidente della Ceu Boccardo, che ha accomunato le sofferenze degli sfollati a quelle dei migranti,  ma pochi mesi fa anche il presidente di Ance Perugia aveva denunciato i ritardi.

Il cinema, ha cercato di fare la sua parte. ‘La Botta grossa’, premiato col Nastro d’argento, ha raccontato la resilienza di un popolo, quello di Campi di Norcia, ma ha anche lanciato l’allarme – poi rivelatosi vero – che spente le luci, nessuno si sarebbe più interessato ai terremotati. “Il Lento inverno”, di Andrea Sbarretti, ha raccontato Norcia dal vivo nell’ambito di una storia romanzata.

IL LENTO INVERNO, IL FILM AMBIENTATO DURANTE IL SISMA

LA VIDEOINTERVISTA COL REGISTA DE ‘LA BOTTA GROSSA’

Tre anni dal sisma, e tutto è ancora come al momento delle scosse, o quasi. Nessuno, fra i rappresentanti delle istituzioni sembra, ha realmente voglia di fare qualcosa per far ripartire queste terre e ridare un futuro a questa gente. A nulla valse l’appello della presidente del Senato Casellati, che visitò l’Umbria poco dopo il suo insediamento.

Forse – è un retropensiero cattivo, ma concedetecelo –  perchè in fondo fa comodo così: come per i migranti, risolvere il problema toglierebbe a taluni uno strumento di propaganda e produzione dell’odio sociale. Eppure, come dimostrano le esperienze che abbiamo documentato con le interviste che trovate in alto a metà articolo, basterebbe poco. Nel frattempo terre e popoli, stanno morendo lentamente.

Marini “Non potrò mai dimenticare quella difficile esperienza istituzionale che mi ha dato forza umana e mi ha impresso forti cambiamenti nel mio modo di pensare e vedere le cose”: Catiuscia Marini, ex presidente della Regione Umbria, ricorda così il terremoto che il 24 agosto del 2016 sconvolse il centro Italia. “Un abbraccio a tutti gli amici e le amiche della Valnerina” scrive su Facebook e avverte “il terremoto non consente propaganda e bugie”. Marini ricorda tutti coloro che furono impegnati nell’emergenza sisma. “Soprattutto ai familiari delle vittime – scrive – va il mio pensiero e la mia solidarietà… tutto appare lento, difficile, burocratico. Un solo consiglio a chi verrà a guidare la Regione: dire sempre la verità anche quella meno piacevole. Il terremoto non consente propaganda e bugie”.

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