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All’asta secondo incidente in due giorni: intanto la vertenza arriva al Mise

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All’asta secondo incidente in due giorni: intanto la vertenza arriva al Mise

Redazione
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Un reparto di Ast
Un reparto di Ast

TERNI – Momento delicatissimo in Ast. Mentre si consuma una cessione che rischia di lasciarsi dietro pesanti strascichi, a cominciare dai 17 contratti interinali che non saranno rinnovati a fine mese, l’azienda fa registrare due incidenti in due giorni. L’ultimo, del quale la Fiom riferisce solo venerdì ma che in realtà è avvenuto mercoledì, soltanto per un caso non si è tramutato in tragedia. Dal sito di vocabolo Sabbione, infatti, si è sganciato un rotolo d’acciaio, un peso dell’ordine di tonnellate a doppia cifra che, cadendo a terra, avrebbe potuto uccidere. Nell’incidente, un lavoratore avrebbe riportato contusioni, probabilmente per schivare il pericolo.

Il primo era avvenuto giovedì, con un operaio del treno a caldo al centro di finitura rimasto ferito durante una manovra: sarebbe stato urtato da una cosiddetta ‘barca’, un contenitore di metallo, dove finiscono gli scarti delle lavorazioni, agganciato al carroponte. L’operaio ha riportato la frattura scomposta dell’omero sinistro e la frattura di una parte del bacino.

Fiom in subbuglio. Alessandro Rampiconi, della Fimo Cgil esplode: “Ma la Regione quando pensa di intervenire? – sottolinea- Il caso dell’acciaieria di Terni è stato inserito tra le 100 vertenze nazionali che hanno animato l’assemblea nazionale di Fim-Fiom-Uilm. Il 24 giugno abbiamo preso parte al presidio organizzato da tutte le Rsu di Ast, sotto il Comune, per chiedere alle istituzioni di stare dalla parte dei lavoratori e fermare il depotenziamento del sito. Con le stesse motivazioni siamo andati in piazza del Popolo a Roma giovedì. Allo stesso tempo abbiamo chiesto un tavolo dieci giorni fa alla Regione e Palazzo Donini deve ancora rispondere. Siamo chiamati ad un salto di qualità dello stato di agitazione, con una fabbrica in cassa integrazione per quasi tutto il periodo estivo. Siamo di fronte ad un’azienda poco trasparente e inaffidabile, che solo pochi mesi fa diceva che Ast sarebbe stata rilanciata con gli investimenti realizzati dopo la vendita del settore Elevator. Lo stesso management, che oggi è incaricato di perfezionare la vendita del sito, sta andando avanti a colpi di forzature, prima, durante e dopo il lookdown. Dalle bramme indonesiane, alla ripresa a tutti i costi, fino ad oggi, con l’inspiegabile mancata conferma del contratto a 17 lavoratori in scadenza alla fine di giugno e la contestuale assunzione di dirigenti, oltre ad un’organizzazione del lavoro che continua ad essere confusionaria, non valorizza le professionalità e rischia di abbassare gli standard di sicurezza. Verificheremo  se c’è un collegamento tra i due incidenti molto gravi che sono accaduti nell’ultima settimana e le modalità gestionali che l’azienda sta portando avanti in maniera unilaterale”.

Al Mise. Intanto, anche la vertenza Ast, insieme ad altre 99 è arrivata in giornata in piazza davanti alla sede del Mise, portata dai sindacati.A raccontare la storia tormentata degli ultimi quindici anni delle acciaierie ternane è stata Federica Abbati, delegata Fim Cisl, al secondo mandato da Rsu. Abbati ha ripercorso le tappe delle battaglie che ha fatto il territorio a sostegno delle acciaierie, dal magnetico fino all’annuncio di messa in vendita da parte della multinazionale ThyssenKrupp. Alla manifestazione erano presenti anche tutti i segretari generali di categoria, compreso Marco Bentivogli, alla sua ultima uscita come segretario Fim, in quanto dimissionario.

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