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Trafomec, lavoratori in assemblea: “Stop ai licenziamenti o riprenderemo la lotta”

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Trafomec, lavoratori in assemblea: “Stop ai licenziamenti o riprenderemo la lotta”

Redazione
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PANICALE – Nella giornata di giovedì, i rappresentati di Fiom Cgil e Fim Cisl, unitamente alla rsu dello stabilimento Trafomec di Tavernelle, hanno svolto una assemblea con i lavoratori per discutere quanto emerso nei due incontri svolti in settimana in Regione. Nel primo incontro la delegazione sindacale aveva ribadito l’esigenza di individuare un percorso teso a scongiurare i licenziamenti, dare stabilità allo stabilimento e rimettere i diritti dei lavoratori al centro del confronto con la proprietà. Nell’incontro di mercoledì al Broletto – avvenuto anche alla presenza del vicepresidente di Trafomec, James Yu -, l’azienda, affermano i sindacati ha “evidentemente recepito le nostre istanze, frutto anche di azioni importanti da parte dei lavoratori, e convocato un tavolo che si aprirà nei prossimi giorni per affrontare tali tematiche”.

Lotta Nel corso dell’assemblea di giovedì, i dipendenti hanno ribadito la priorità del ritiro dei provvedimenti di licenziamento per i propri colleghi. “Saremo pronti a riprendere la nostra azione di lotta, attraverso tutti gli strumenti a nostra disposizione – affermano Fiom e Fim – se l’azienda non recederà dall’intenzione di confermare i provvedimenti. Abbiamo pagato un prezzo alto per consentire allo stabilimento di sopravvivere, ma ora tocca alla proprietà dargli linfa vitale attraverso investimenti, innovazione e un piano industriale in grado di rilanciare il sito produttivo. Avanziamo richieste giuste – continuano i sindacati – come la regolamentazione del pagamento dello stipendio in un’unica data e il recupero di tutte le inadempienze contrattuali, fino ad una chiara politica di sviluppo da condividere. Queste le nostre richieste, e senza risposte sufficientemente chiare, come già detto, rimetteremo al centro della discussione con i lavoratori, qualsiasi forma di azione tesa a difendere i nostri sacrosanti diritti”, concludono Fiom e Fim.

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