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Tradizione e innovazione. Nino Marino incontra la stampa a Perugia

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Tradizione e innovazione. Nino Marino incontra la stampa a Perugia

Francesca Cecchini
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foto di Francesca Cecchini

SIPARIO UMBRIA – “Innanzitutto benvenuti a tutti. Vi ringrazio per essere venuti qui”. Stamani (27 novembre) un (visibilmente) commosso Nino Marino ha accolto i giornalisti invitati a partecipare ad un incontro, all’indomani della nomina di nuovo direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, dopo aver ricoperto negli ultimi anni il ruolo di vicedirettore accanto a Franco Ruggieri. Una scelta, questa di ospitarci sul palcoscenico del principale “teatro della città” perché “è da qui che parte tutto, sia l’incontro con il pubblico, sia il momento delle prove -momento fondante di ogni spettacolo – Premetto che sarò emozionato perché a quarantaquattro anni trovarmi alla testa di un teatro così importante a livello regionale, nazionale ma anche internazionale mi riempe di orgoglio”. Le prime parole che il direttore spende sono per le istituzioni che gli hanno dato tanta fiducia e per il presidente TSU Brunello Cucinelli che rappresenta “una risorsa non solo per la nostra regione, ma per tutta l’Italia, una persona che ha messo il domani al centro del suo agire e che ha una fortissima consapevolezza del ruolo etico della cultura. Quindi, credo sia un grande privilegio per il nostro teatro avere un presidente che guarda così lontano”. Altro ringraziamento, quello che più lo preoccupava fare oggi, considerata l’emozione che avrebbe comportato, “va a Franco Ruggieri che questo teatro l’ha creato, curato, difeso e amato, portandolo all’altissimo profilo di cui è riconosciuto e apprezzato anche fuori dall’Italia. Mi ha chiamato a lavorare quindici anni fa e, dietro alla sua apparente ruvidità, mi ha trasmesso la passione, il senso del teatro, sicuramente anche il senso del dovere, della responsabilità e della correttezza. Credo queste siano le basi per la costruzione di un teatro di grande qualità, di vitalità, di spessore ma, soprattutto, sano. Il suo esempio e il suo insegnamento contuineranno ad essermi da guida, da stimolo e di confronto. Un confronto che con lui sarà imprenscindibile per i progetti futuri”. 

Amelia, Bevagna, Città di Castello, Corciano, Foligno, Gualdo tadino, Gubbio, Magione, Marsciano, Narni, Panicale, Perugia, Solomeo, Spoleto, Terni, Todi, Tuoro sul Trasimeno sono i diciassette comuni in cui lo Stabile opera e in cui Marino continuerà a “preservare ciò che questo teatro ha costruito, conservarlo, ma, allo stesso tempo, cercherò di guardare avanti e di interpretare i tempi, portando avanti un teatro che sia in grado di rinnovarsi”. A questi diciassette comuni da quest’anno si aggiungerà anche Norcia perché “insieme al presidente Brunello Cucinelli, alla Regione e al Comune di Norcia abbiamo deciso che era importante fare una stagione in un territorio che ha subito una grande ferita”. Un modo per essere tangibilmente vicini ai cittadini del comune umbro.

Un’attenzione particolare va al rapporto con il pubblico che, secondo Marino, è “il futuro del teatro di domani. Bisogna capire cosa desidera e dare nuovi stimoli”. In un’epoca in cui a casa abbiamo tutte le comodità “penso sempre al pubblico che in Umbria durante tutte le stagioni, con il vento, con la neve, esce di casa, si mette in macchina e viene a teatro. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti degli spettatori”. L’auspicio è che ogni volta che verranno a teatro, sentano che ne sia valsa la pena e che ogni spettacolo che sarà scelto divenga momento di incontro, scambio, riflessione, ma anche di condivisione e, a volte, di distrazione.

Emozione: etimologia di una parola che racchiude tutto ciò che prova al momento Nino Marino.

 

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