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Tokyo 2020, c’è un fisioterapista umbro dietro l’oro Azzurro dell’inseguimento a squadre

Fred Morini è di Selci, frazione di San Giustino. Ex ciclista, ha sconfitto una paraparesi ed un tumore

TOKYO- Federico “Fred” Morini mostra orgoglioso la medaglia d’oro dei jet azzurri dell’inseguimento a squadre di ciclismo su pista: Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna. Dietro la straordinaria rimonta sulla Danimarca ed il secondo record del mondo c’è lui, il giovane umbro che da qualche anno è fisioterapista, massaggiatore ed osteopata della Nazionale di ciclismo.

Si prende cura dei muscoli dei ciclisti. Dopo il bronzo nella gara in linea di Elisa Longo Borghini, ora l’oro su pista. A caldo, dopo la vittoria, ha parlato al tg di Tevere Tv, l’emittente umbro-toscana con sede a Sansepolcro, dove il giovane originario di Selci attualmente risiede: “La volevamo vincere questa medaglia – dice-  eravamo abbastanza entusiasti ma non lo volevamo dare a vedere. Una grande soddisfazione per noi sotto gli occhi del presidente del Coni che ci è venuto a vedere gli ultimi 4 minuti. Sono molto felice, come osteopata e massaggiatore e come rappresentante di un piccolo paese che ha fatto un po’ si strada e coronato un sogno. Questo è il messaggio che voglio dare a tutti i ragazzi”.

Ex ciclista. Il ct Cassani – che ora però e prossimo alla fine del mandato – lo ha voluto nello staff. Per lui è stata una rinascita dopo un passato da ciclista professionista. Dopo la vittoria in una tappa del Giro dell’Austria 2001 con la maglia della Gerolsteiner, il terribile infortunio in allenamento: una caduta sulla strada della Montesca gli provoca uno shock midollare e la paraparesi degli arti inferiori. La carriera – aveva appena firmato il rinnovo contrattuale – si interrompe così, ma lui non molla. Diventa giornalista, scrive un libro sulla sua storia, fa il commentatore di Eurosport, lavora nel marketing e nella comunicazione della Bianchi.

Cade ancora dalla sedia mentre lavora, riesce a tornare in sella  da Milano a Stoccolma, per una pedalata benefica, si laurea in psicologia, diventa massofisioterapista e osteopata, apre due centri  in provincia di Perugia poi viene colto da un tumore allo stomaco: 8 cicli di chemioterapia senza interventi. Poi la chiamata di Cassani e l’oro olimpico.

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