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Todi Festival, Villoresi attrice d’altri tempi e suggestive Erinni in scena al Nido dell’Aquila

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Todi Festival, Villoresi attrice d’altri tempi e suggestive Erinni in scena al Nido dell’Aquila

Francesca Cecchini
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TODI – Una giornata ricca di appuntamenti tra letteratura, musica (con il primo evento targato Giardini Segreti), cinema con Silvio Muccino, e teatro con l’itinerante Medea e due spettacoli tra il Nido dell’Aquila e il teatro Comunale hanno composto ieri (1 settembre) il cartellone della settima giornata della trentunesima edizione del Todi Festival. Eventi interessanti che hanno visto accorrere un folto pubblico di volta in volta e riempito il centro storico dove è già stato allestito il palco che accoglierà nei prossimi giorni Vittorio Sgarbi e Roberto Vecchioni. Lungo le vie anche una presenza gradita, quella di Silvano Spada che del direttore artistico Eugenio Guarducci fu precedessore, nonché ideatore della kermesse.

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Libreria Ubik – Almeno ventuno giorni il tempo stimato per cambiare le proprie abitudini. Fattore di rilievo per iniziare a riequilibrare vita personale e lavorativa e riprendere in mano (senza tenere nell’altra uno smartphone) quotidianità e valori. A parlarne, alla Libreria Ubik, è stato Alessio Carciofi durante la presentazione del libro Digital Detox. Incalzato dalle domande della giornalista Valentina Parasecolo, l’autore (formatore di marketing digitale) ha mostrato, tra l’altro, ad un pubblico molto attento quanto ognuno di noi sia arrivato ad un coinvolgimento estremo dei mezzi digitali, il cui uso smodato denota un vero e proprio disagio psicologico. Più si è dipendenti dal digitale, più si evidenzia un “vuoto emotivo”. Un vuoto che si cerca di colmare lasciando tracce (online) del nostro vissuto, spesso, come nel caso dei social, enfatizzato in positivo molto più che nella realtà. Più appariamo felici agli altri, probabilmente, e più riusciamo a crederci realizzati, ingannando, però, solamente noi stessi. Come guarire, quindi, da queste cattive abitudini? Andando a toccare quelli che sono tre fattori importanti quali lo stimolo, l’esecuzione, la gratificazione (lo stimolo si soddisfa realizzando la necessità per arrivare, infine, alla gratificazione). Stimolo e gratificazione non sono elementi variabili, perciò occorre cambiare la routine, ovvero il modo di attuare ciò che porta alla soddisfazione. E cambiare routine è possibile lavorando su “riti e rituali” e iniziando a non seguire le abitudini (appunto) almeno per 21 giorni.

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Nido dell’Aquila – Riccioli come serpenti insidiosi adagiati in testa, sono salite sul palco del Nido d’Aquila due moderne Erinni, Alice Conti e Veronica Lucchesi, l’una specchio dell’anima dell’altra (vittima e poi carnefice, burattino e burattinaio), portatrici di una violenza morale molto intensa. In scena in Erinni, o del rimorso del gruppo teatrale nomade Ortika, un’artista mancata ridotta ad assicuratrice frustrata in piena tempesta emotiva rimanda al pubblico la figura della fragilità di una donna che si confronta con se stessa e con la sua ambizione (o necessità) artistica e impronta una “guerra psicologica” da cui una delle sue personalità, alla fine, dovrà uscire vincitrice. Scambio veloci di battute, il gioco suggestivo, a tratti macabro, è guidato dalle Furie che avvolgono come un vortice colei il cui destino non riesce a compiersi. L’incertezza, palpabile nei quadri che si susseguono uno dopo l’altro, si alterna alla follia in un surreale scenario che rimanda tutto all’acqua purificatrice e al rito dell’infusione, da cui tutto ha nuovo inizio (o forse fine). Una drammaturgia contemporanea si mescola, dunque, sul palcoscenico, con il mito, passando per una suggestiva crociera in un luogo senza tempo e, sotto un giro di luci alla ribalta, snocciolando limiti e debolezze della (duplice) protagonista che si mette a nudo non solo davanti alla platea, ma, anche davanti a se stessa.

Il Teatro Comunale ha visto in scena il debutto di La musica dell’anima spettacolo su Eleonora Duse che ha visto l’interpretazione intensa di Pamela Villoresi, molto apprezzata dal pubblico. L’artista, accompagnata al pianoforte dal Maestro Marco Scolastra, ha guidato la platea in un viaggio nella vita di una delle più importanti attrici che hanno fatto la storia del teatro tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, e che ha rivoluzionato i canoni classici della recitazione dell’epoca. Sul palco non una mera descrizione del quotidiano, ma una serie di emozioni vissute dalla Duse sin da quando era bambina, arrivando alla fine della sua carriera e della sua complessa esistenza. Grande l’amore per la madre (angelo protettore), la figlia (con cui ha un rapporto conflittuale), i compagni (seppur sempre sola in fondo perché nessuno è mai riuscito a capire appieno il suo bisogno di coltivare la sua arte), i suoi sogni e la musica. Ancora, due figure femminili emblematiche costanti negli anni di lavoro (e non solo), come Matilde Serao e Sarah Bernhardt, guida e colonna portante la prima, in bilico tra amica e “rivale” l’altra. Arte e magia dall’inizio alla fine nell’attrice d’altri tempi Pamela Villoresi per la quale il lungo applauso è sembrato non smorzarsi mai. Un’atmosfera suggestiva leggermente scalfita dalla presenza di un leggio che sembrerebbe aver lasciato titubanti alcuni degli spettatori.

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