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Todi Festival chiusura in grande stile con Paolo Cognetti e Roberto Vecchioni

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Todi Festival chiusura in grande stile con Paolo Cognetti e Roberto Vecchioni

Francesca Cecchini
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foto dal social Facebook del Todi Festival

SIPARIO UMBRIA – Giornata lunga e senza soste a Todi ieri (3 settembre) per l’ultima giornata della trentunesima edizione del Todi Festival che ha visto il comune umbro gremirsi di persone già dalla tarda mattinata. Ad aprire il programma pomeridiano, dopo la mattiné dedicata al teatro ragazzi con L’isola che non c’è… adesso c’è di Francesca prete e Mario Mirabassi, è stato il Premio Strega 2017 Paolo Cognetti che, alla Sala del Consiglio di Palazzo del Capitano, ha presentato il suo libro Le 8 montagne, intervistato dalla giornalista Valentina Parasecolo.

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Non il solito libro “descrittivo” dell’amata “alta quota”, come in voga negli ultimi anni, ma un romanzo che ci rimanda la storia di Pietro e Bruno, dall’amicizia che sboccia durante la vacanza di quest’ultimo nel paesino di Grana, al rapporto ripreso molti anni dopo. Una storia iniziata, come narra l’autore, da un racconto di dieci pagine scritte nel 2014, divenuto pian piano il volume edito da Einaudi. Durante l’incontro Cognetti si è confrontato con un pubblico molto attento e curioso a cui ha espresso la ferma volontà di cimentarsi, in un momento tanto fortunato della sua carriera, nell’allestimento di un film (italo-francese) sulla vita di montagna. Progetto che vorrebbe realizzare il prossimo anno.

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A concludere la rassegna Todi OFF curata da Teatro di Sacco, diretta da Roberto Biselli, è stato Trattato di economia che ha visto in scena una coppia affiatata composta da Roberto Castello e Andrea Cosentino. I due artisti, utilizzando l’escamotage iniziale di un momento di confronto stile conferenza, e partendo dall’analisi di due oggetti di plastica (una paperella e un fallo), hanno offerto al pubblico uno spunto di riflessione (celato dietro un velo di ironica comicità) sulle dinamiche economiche, i suoi misteri e sul consumismo. Argomenti ostici ai più, quanto, a volte, lo stesso concetto di teatro che sembrava aleggiare sul palco ricordando vagamente, a tratti, l’absurd.

foto dal social Facebook del Todi Festival

foto dal social Facebook del Todi Festival

A chiudere il sipario sul festival è stato il gran concerto finale che ha visto protagonista del palco in piazza del Popolo Roberto Vecchioni. Il Professore in grande forma ha regalato al pubblico non solo una carrellata di nuovi e vecchi successi, ma una serie di aneddoti e ricordi, giungendo persino a toccare le corde dell’anima con l’intimità dell’amore per colei che per lui c’è sempre stata, in ogni momento della sua vita, la madre. Unico rammarico per l’artista, quello di non essere stato presente alla sua dipartita. Commosso, poi ironico, a tratti di una comicità originale, Vecchioni ha spaziato negli argomenti più disparati, dall’avvento di internet all’uso superficiale dei social, dall’olio di palma e le famose fibre (più verità e buon senso che credere a tutto ciò che ci raccontano, questo il suo consiglio) al mondo femminile e la ricerca dell’amore e del rispetto. Non è mancato il bis e, per la gioia dei presenti, sono partite le note di alcuni dei suoi brani più noti. Ultimo saluto, prima dello standing ovation che ha riecheggiato in tutto il centro storico, con Samarcanda.

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