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Tifosi di Perugia, Ternana e Gubbio: “Stop al calcio, non si gioca senza pubblico”

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Tifosi di Perugia, Ternana e Gubbio: “Stop al calcio, non si gioca senza pubblico”

Redazione
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I tifosi della Ternana
I tifosi della Ternana

Stop al calcio. I tifosi di Perugia, Ternana e Gubbio sono fra i sottoscrittori del documento denominato ‘Stop football – No football without fans” che chiedono di fermare il calcio italiano in tempo di pandemia e non giocare a porte chiuse

Un documento denominato ‘Stop football – No football without fans’ sottoscritto da decine di gruppi di tifosi di squadre italiane ed estere sul tema covid-19. A sottoscriverlo sono anche i tifosi di Perugia, Ternana e Gubbio, ancora in attesa di certezze – come tutti, dai presidenti agli addetti ai lavori – per il prosieguo della stagione e, in generale, delle novità che giocoforza verranno introdotte nel sistema calcio nazionale.

Il documento. Aderiscono, per l’Umbria, la curva nord del Perugia,  quella della Ternana,  Curva Est, ‘Quelli della est’, Vecchio Stampo, FereRoma ed Intaccati e della curva del Gubbio. “L’Europa è nella morsa del coronavirus. I governi hanno dichiarato il lockdown totale- -scrivono –  tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. Chi gestisce quest’ultimo, invece, a fin da subito espresso  un solo ed un unico obiettivo: ripartire. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo sport popolare, i tifosi. Ci è più che lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva. Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo». C’è la sottoscrizione della curva nord del Perugia, di quella della Ternana (a loro si aggiungono ‘Quelli della est’, Vecchio Stampo, FereRoma ed Intaccati) e della curva del Gubbio”.

Industria Secondo i tifosi,  “il calcio è considerato più come un’industria che come uno sport, dove le pay-tv tengono sotto scacco le società, alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che, se non verrà ridimensionato quanto prima, porterà ad un solo ed unico fine. La morte del calcio stesso. Teniamo a sottolineare che se gli ultras avessero una minima intenzione di lucrare su quella che è la propria passione, come abbiamo potuto leggere dai media in questi giorni, spingeremmo per una ripartenza dei campionati anziché lottare affinché questo non avvenga. Andando contro tutto il sistema calcio ed a chi lavora per esso, scrivendo assurdità di ogni tipo. Tutto queste deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere per riportare il calcio ai suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per far in modo che questo torni ad essere uno sport popolare”

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