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Thyssenkrupp-Tata, la politica e il sindacato nazionale chiedono un tavolo chiarificatore al governo

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Thyssenkrupp-Tata, la politica e il sindacato nazionale chiedono un tavolo chiarificatore al governo

Andrea Giuli
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L'ingresso della fabbrica

TERNI – Il giorno dopo l’annuncio formale della fusione di fatto tra ThyssenKrupp e l’indiana Tata, è un profluvio di reazioni e preoccupazioni da più parti. E tutti chiedono che sulla vicenda intervengano la Regione Umbria e il Governo nazionale, affinché convochino i vertici di Tk e si facciano effettivamente spiegare la sorte riservata al sito produttivo italiano della multinazionale tedesca, ovvero l’Ast di Terni.

Nevi Per il capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, “la fusione ThyssenKrupp-Tata è un fatto enorme, i cui riflessi colpiranno l’Italia e l’Umbria, tanto da produrre nuovi scenari e nuovi obiettivi per la siderurgia europea. Sono contento che, come sostengo da diverso tempo, ora tutti (a cominciare dai sindacati) chiedono alle istituzioni (Regione e Governo) di intervenire sulla Thyssen per capire quale sarà il futuro della acciaierie di Terni e porre così fine anche alle contraddittorie uscite di cui ThyssenKrupp si rende protagonista. Il silenzio dei nostri rappresentanti istituzionali (sindaco e presidente della Regione) è imbarazzante e denota come continui una certa distrazione verso quello che succede intorno alle acciaierie di Terni. Ciò produce un preoccupante silenzio anche da parte del Mise a cui forse sfugge che gli impianti di Terni sono parte fondamentale della siderurgia italiana e non possono continuare a vivere nella più totale incertezza rispetto ad un assetto societario mai stabile e con difficoltà crescenti. E’ ora di sedersi intorno ad un tavolo per cercare di evitare ulteriori periodi di incertezza. A tal proposito annuncio che, se entro questa settimana la Marini non si muoverà ufficialmente, presenterò una mozione urgente durante la prossima seduta del consiglio regionale”.

Fismic Si muove anche il segretario nazionale del sindacato autonomo Fismic, Roberto Di Mauro: “Il sindacato Fismic nazionale esprime la sua preoccupazione sul futuro assetto del settore siderurgico nazionale. Riveste particolare preoccupazione il fatto che gli stabilimenti di produzione e commercializzazione della ThyssenKrupp, nel nostro Paese, siano sottoposti ad una specie di “spezzatino”. Questo accresce le incertezze riguardo il destino dello stabilimento Ast Terni. Abbiamo chiesto alla presidenza del Consiglio e al Mise di essere convocati per conoscere gli intendimenti del Governo italiano, che non può assistere passivamente allo smembramento e alla perdita di un settore strategico. Inoltre, il sindacato intende sapere quali atti intenda compiere il Governo nazionale per essere messi a conoscenza di quali siano i progetti della ThyssenKrupp nel nostro Paese. Infine, la Fismic chiede alla multinazionale tedesca di dare disponibilità immediata a un confronto con
le organizzazioni sindacali. Nel confronto si auspica la conferma della strategicità dello stabilimento Ast Terni, con tutte le sue produzioni e il mantenimento di tutti i livelli occupazionali, nel nuovo scenario che apre
evidenti preoccupazioni di isolamento e che fanno ricadere prospettive inquietanti per lo stabilimento ternano”.

Lega Sul fronte politico, l’opposizione sul tema si mostra piuttosto pimpante. Dopo FI, dice la sua la Lega: “In attesa di conoscere i particolari del progetto – commenta il consigliere regionale del Carroccio, Fiorini -, ancora non è stato chiarito se sia un bene o un male che le acciaierie ternane restino fuori da questo accordo. Tuttavia, quando ci sono in gioco interessi economici di portata mondiale, spesso, quello che potrebbe accadere nello stabilimento di una ‘piccola’ città, non viene  preso in considerazione. Stiamo parlando di un accordo che potrebbe far nascere il secondo colosso mondiale. Possiamo davvero pensare che non ci saranno ripercussioni per lo stabilimento
di Terni? È bene che si faccia subito chiarezza anche in virtù del comportamento della multinazionale che, ancora una volta, nella
determinazione di questo processo di fusione con Tata Steel ha escluso a
priori il coinvolgimento della città, delle istituzioni locali e dei sindacati. È arrivato il momento che l’Europa si pronunci e a tal proposito ci sembra doveroso procedere quanto prima alla definizione di un tavolo operativo. Le acciaierie non possono permettersi un ulteriore depotenziamento in termini produttivi e occupazionali”.

Fiom nazionale In una nota stringata anche la Fiom Cgil nazionale si legge che “è necessario che il Governo, come più volte sollecitato, convochi Thyssen, le istituzioni locali e i sindacati per fare il punto su Terni, visto che l’operazione annunciata non chiarisce quali possano essere le conseguenze dirette e indirette per i siti italiani”.

 

 

 

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Andrea Giuli
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