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Thyssenkrupp si riorganizza, Ast ad un passo dalla cessione: diverse offerte sul piatto

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Thyssenkrupp si riorganizza, Ast ad un passo dalla cessione: diverse offerte sul piatto

Redazione economia
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FRANCOFORTE/DUSSELDORF/BERLINO  – Thyssenkrupp sta esplorando diverse opzioni strategiche per la sua divisione della difesa, che vanno da un’integrazione con le attività di Fincantieri alla creazione di un campione nazionale con altri gruppi tedeschi del settore, secondo una fonte vicina alla situazione. Lo riferisce in una nota l’agenzia Reuters, secondo la quale icolloqui puntano a creare economie di scala per la controllata Thyssenkrupp Marine Systems (TKMS), che costruisce sottomarini e navi di superficie e opera in un settore altamente frammentato e condizionato dalle decisioni politiche.

A questo proposito Thyssenkrupp sta discutendo con Fincantieri la possibilità di creare una joint venture da 3,4 miliardi di ricavi, secondo la fonte.In questo scenario Fincantieri apporterebbe le sue attività della difesa, che secondo la fonte ha fruttato 1,6 miliardi di euro di fatturato nel 2019. No comment da Thyssenkrupp e per adesso anche da Fincantieri ma un portavoce ha spiegato che “per Fincantieri resta auspicabile il consolidamento dell’industria europea della difesa e il programma comune con i tedeschi per la costruzione di sommergibili costituisce un’occasione concreta per parlare di futuri scenari di consolidamento”. Thyssenkrupp è anche in colloqui preliminari per fondere TKMS con le più piccola rivali tedesche Luerssen e German Naval Yards (GNYK) per creare un campione nazionale che consenta di mantenere la tecnologia nel paese e salvaguardare i posti di lavoro, ha aggiunto la fonte. Un’opzione allo studio è che Luerssen acquisti una quota appena sopra il 50% di GNYK in una prima fase, con il coinvolgimento di Thyssenkrupp in una seconda fas. Secondo il quotidiano economico Handelsblatt, che cita sempre Reuters ci sarebbero trattative anche  con la svedese SSAB e il cinese Baoshan Iron & Steel (Baosteel), entrambe interessati alla maggior parte dell’unità siderurgica della società tedesca.

Perdite. Secondo la Reuters i colloqui rientrano ell’ambito di un piano di rinnovamento della strategia, e fanno seguito alla perdita di 372 milioni di euro che Thyssenkrupp Steel Europe ha registrato nella prima metà dell’anno fiscale. Il consiglio di sorveglianza di Thyssenkrupp, in un vertice in agenda oggi, dovrebbe anche discutere la vendita di Plant Technology, la divisione dedicata alla costruzione di impianti chimici, fertilizzanti e altri impianti industriali. Le offerte indicative sono state presentate il mese scorso ma erano basate su un business model antecedente alla diffusione della pandemia da coronavirus che ha effettivamente messo in pausa il processo, secondo quanto riferito da una seconda fonte. “Questo andrà avanti solo se l’impatto del coronavirus sarà chiaro e gli offerenti saranno in grado di ricalcolare i loro prezzi richiesti”, ha detto la fonte, aggiungendo che sarebbero coinvolte anche la danese FLSmidth, l’italiana Maire Tecnimont e la statunitense Fluor

Ast. Questa situazione potrebbe accelerare la cessione di Thyssenkrupp, un processo iniziato l’anno scorso in cui il gruppo ha inserito in sostanza la maggior parte delle sue divisioni, tra cui componenti auto, navi da guerra e costruzione di impianti sul blocco. Il settore acciaio, era stato riconfermato come strategico dopo la cessione di Elevators seguita alla mancata joint venture con Tata Steel. In una nota, l’ufficio stampa di Ast conferma: ” La necessità di ridefinire la strategia del gruppo, come annunciato dal nuovo amministratore delegato Martina Merz, e le grandi sfide attuali imposte dal Crovid 19 che stanno minando i mercati globali, compreso quello dell’acciaio, hanno portato thyssenkrupp ad avviare un percorso di profonda rifocalizzazione del proprio “core business” ed una conseguente riorganizzazione interna, che comporterà la ricerca di soluzioni nuove e più solide al di fuori di tk o in partnership, per diverse società del gruppo ed impianti di produzione in diversi paesi, tra cui Acciai Speciali Terni. La nuova strategia prevede l’individuazione delle soluzioni migliori per ogni singola azienda, tra cui Ast, poiché thyssenkrupp ritiene che al di fuori del proprio perimetro potrebbero esserci opzioni migliori, in grado di rilanciare queste diverse attività. Tutte le opzioni saranno valutate con la massima attenzione, avendo come obiettivo quello di garantire lo sviluppo e la crescita. Per quanto riguarda Acciai Speciali Terni, siamo certi che i continui miglioramenti e la rinnovata competitività che hanno caratterizzato gli ultimi anni continueranno ad essere l’elemento distintivo del nostro impegno per gli anni a venire”

Burelli. In una conference call con i sindacati, l’ad Massimilia Burelli, conferma a sua volta: “Thyssenkrupp ha deciso di avviare una nuova focalizzazione del proprio business, con la conseguente riorganizzazione interna, avviando al tempo stesso la ricerca di nuove soluzioni al di fuori di tk o in partnership, per diverse società del gruppo, tra cui Acciai Speciali Terni. La complicata situazione del mercato mondiale dell’acciaio, si è ulteriormente acutizzata con l’emergenza sanitaria e possiamo riassumerla in pochi dati: calo della produzione in Europa e Nord America pari al 30%, mentre in Italia la riduzione supera il 40 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crisi economica per buona parte determinata da una pandemia senza precedenti, che i più qualificati economisti mondiali considerano peggiore di quella del 1929, passata alla storia come “la grande crisi”.Per quanto riguarda Ast, al momento abbiamo una sola certezza: verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’Azienda come la nostra, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere competitiva sul mercato e in grado di migliorarsi costantemente, anno dopo anno. Io, lavorando a contatto con voi, ho potuto apprezzare anche altro: lo spirito di squadra, la volontà di saper essere uniti e solidali, anche nei momenti difficili come quelli vissuti nelle ultime settimane. Non solo avete seguito tutte le regole comportamentali per tutelare la salute vostra e degli altri appartenenti alla comunità di Acciai Speciali Terni: lo avete fatto rivelando la capacità di essere un corpo unico che mira all’obiettivo con impegno e dedizione.

Il sindaco Sulla vicenda interviene il sindaco Leonardo Latini “Le decisioni di oggi di Thyssenkrupp, sulla base delle notizie comunicate dall’azienda di Viale Brin, sono molto preoccupanti perché mettono di nuovo in discussione le prospettive del sito industriale ternano, che di fatto viene posto sul mercato, senza alcuna effettiva garanzia sul suo futuro. Le decisioni prese in Germania vanno in effetti in altra direzione rispetto a un lungo percorso che ha fatto seguito all’accordo del 2014 e poi a quello sul piano industriale 2019-20 sottoscritto a Roma nel giugno 2019, sei mesi dopo la scadenza del precedente. Un accordo quello del 2019 che abbiamo più volte monitorato grazie alla disponibilità della direzione locale dell’azienda e con le parti sociali e che – lo ricordiamo – prevedeva circa 60 milioni di euro di investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali e soprattutto confermava la strategicità del sito di Terni nel business di Thyssenkrupp. L’Ast venne inoltre definita in quell’occasione dal Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial come un sito “che garantisce una produzione strategica per l’Italia”.Riteniamo necessario che la nuova fase aperta da Thyssenkrupp con le decisioni di oggi debba essere gestita con la massima attenzione e decisione ai più alti livelli nazionali ed europei, tenendo ben in evidenza la strategicità del sito di Terni, la sua lunghissima storia, le potenzialità del territorio e del nostro tessuto economico, le professionalità dei lavoratori diretti e dell’indotto. Da parte nostra siamo sempre stati e sempre saremo schierati con forza a tutela del sito produttivo e degli interessi della nostra città. Per questo abbiamo già avviato le interlocuzioni necessarie a livello istituzionale”.

La presidente della Regione Così la presidente della Regione Donatella Tesei: “Dal mio insediamento abbiamo avuto vari incontri sia con la dirigenza della TK Ast sia con i sindacati per approfondire il ruolo di AST nella multinazionale tedesca. Eravamo a conoscenza da un lato delle difficoltà internazionali che riguardano il settore dell’acciaio, difficoltà che sono esponenzialmente cresciute con il lockdown, dall’altro lato anche delle ottimizzazioni e delle buone performance economiche degli ultimi anni che hanno evidenziato le potenzialità del sito ternano.La Regione, in merito alla volontà che ci è stata comunicata di voler cedere o ricercare un partner per AST, è pronta a fare la propria parte per far sì che i livelli occupazionali vengano tutelati e che non vengano dispersi né le potenzialità future né  il valore che l’Ast ha sempre avuto per l’Umbria e l’Italia intera. Per tale motivo abbiamo intensificato le interlocuzioni con i vari attori e siamo pronti al dialogo ed a supportare un piano industriale in grado di valorizzare la produzione dell’acciaio umbro, anche con l’entrata di un investitore che possa dare nuovo slancio e investimenti ad un settore strategico per la nostra regione e come detto per tutto il Paese, motivo per cui ogni evoluzione andrà seguita e valutata di concerto con le istituzioni statali”.

Sindacati I segretari di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb di Terni, manifestano preoccupazione : “Avviare un processo di questa portata in una fase storica economica e condizionata dalla pandemia Covid-19 può mettere in serio pericolo l’intero sito industriale con tutte le sue produzioni e i suoi livelli occupazionali. Come organizzazioni sindacali – ricordano – è da tempo che chiediamo un attenzione più incisiva sulle vicissitudini del sito ternano in quanto mai convinti fino in fondo delle strategie della multinazionale che si diceva avrebbero puntato al rilancio dopo la vendita del settore Elevator. Oggi Thyssenkrupp ha calato la maschera”

Pace “La vertenza Ast sia subito iscritta nell’agenda del Governo e di  tutte le istituzioni, come già sta facendo l’Esecutivo umbro guidato da Donatella Tesei, che già ieri sera si è dichiarata pronta a fare la propria parte per far sì che i livelli occupazionali vengano tutelati e che non vengano dispersi né le potenzialità future né il valore che l’Ast ha sempre avuto per l’Umbria e l’Italia intera, perché la difesa delle produzioni delle acciaierie ternane è stata sempre, in ogni stagione, materia di unità e mobilitazione di tutte le forze politiche”, dichiara la capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia Eleonora Pace.

Nevi “Acciai Speciali Terni da ieri e’ di nuovo in vendita. Un’altra prova molto seria per la nostra citta’ ma dobbiamo essere ottimisti. Io lavorero’ come e’ stato fatto in passato per fare in modo che ci sia un futuro migliore per i dipendenti e per tutta la nostra Regione, ma vista l’importanza dello stabilimento ternano mi auguro che ci sia la massima attenzione da parte del Governo nazionale. Dobbiamo essere pronti a utilizzare tutti gli strumenti possibili e non ci possiamo permettere di fare errori perche’ parliamo di una produzione strategica per il nostro Paese. Per questi motivi oggi presentero’ una interrogazione parlamentare al Governo per capire come intenda affrontare questa delicatissima vicenda”, dichiara Raffaele Nevi, deputato umbro di Forza Italia.
Squarta  “ThyssenKrupp ha annunciato l’intenzione di voler mettere in vendita quattro delle cinque divisioni rimaste e questa
situazione rischia di sortire un gravissimo danno ai circa 2.500 dipendenti e più in generale all’intera economia dell’Umbria. In questa fase,
delicatissima per il futuro del sito di Terni che oggi viene messo fortemente in discussione, è importante che le Istituzioni lavorino compatte nel
tentativo di rintracciare soluzioni utili a garantire un futuro, per garantire continuità alla produzione e quindi all’occupazione”, dichiara il presidente del consiglio regionale, Marco Squarta.
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