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Test rapidi, la Regione si difende: “Procedura corretta, adesso basta speculazioni”

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Test rapidi, la Regione si difende: “Procedura corretta, adesso basta speculazioni”

Pierpaolo Burattini
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La presidente Tesei
La presidente Tesei con il capo di Gabinetto Ricci

PERUGIA – Tutto in regola e sospetti rinviati ai mittenti dell’opposizione. La presidente Tesei, durante una videoconferenza lunedì pomeriggio, ha ribadito la correttezza delle procedure seguite per l’acquisto dei test rapidi (15 mila immunologici e altrettanti molecolari ndr) per il Coronavirus, Alla videoconferenza stampa hanno partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, i direttori regionali Claudio Dario e Stefano Nodessi, e il capo di Gabinetto Federico Ricci. La presidente ha parlato di decisioni prese “in maniera rapida vista l’emergenza sanitaria e sempre nel rispetto delle regole”. Va ricordato che nei giorni scorsi l’opposizione era andata all’attacco dopo agli accertamenti avviati dalla Corte dei conti. I test sono stati acquistati dalla Regione dall’azienda umbra Vim dell’imprenditore Vincenzo Monetti “perché – ha detto Tesei – erano a disponibilità immediata, al prezzo migliore e con marchio Ce”. La presidente ha quindi ricordato i “momenti difficili” di quei giorni e la “necessità di non rimanere indietro”. “Per questo – ha aggiunto – abbiamo lavorato 24 ore al giorno organizzando tutto quello che poteva garantire la tutela della salute dei cittadini, con la curva dell” epidemia e dei contagi che non ci faceva dormire la notte”.

Modello Dopo essersi soffermata sulla consegna degli atti alla Corte dei conti, Tesei ha ribadito “l’osservanza di tutte le regole” nella procedura. Secondo la presidente, inoltre, “appena l’Umbria è stata indicata come modello per la gestione dell” emergenza sanitaria sono uscite insinuazioni, con una foto che mi ritraeva in campagna elettorale con Monetti”. “Non lo conoscevo prima della mia elezione – ha sottolineato – e posso dire di non averlo conosciuto dopo. Nel mio ruolo di presidente che si confronta con tanti imprenditori umbri non ci sarebbe nemmeno niente di male, ma il problema nasce quando qualcuno adombra chissà quale retroscena”. Su questo punto la presidente della Regione ha parlato anche di possibili querele per tutelare la sua onorabilità.

Aree grigie “Qualcuno ha parlato di ‘aree grigie’ – ha sottolineato Dario – ma in realtà noi abbiamo fatto il possibile con le informazioni e nel contesto di quei giorni». E per far cogliere la difficoltà di quelle scelte, il direttore dell’area Sanità della Regione fa alcuni esempi per contestualizzare la situazione che si viveva in quei giorni:”Non si trovava nulla, addirittura abbiamo dovuto far scortare un carico di mascherine in arrivo da Fiumicino; e non dimentichiamoci che c’erano i morti in strada… “. E poii mostra anche i post di alcuni rappresentanti della minoranza che chiedevano a gran voce l’acquisto di test rapidi. Richieste che del resto arrivavano anche dal mondo medico. Dal canto suo l’assessore Coletto ha sottolineato come “usando questi test rapidi – insiste sul tema l’assessore alla sanità Luca Coletto – siamo riusciti ad evitare l’uso dei tamponi come test diagnostico. Avevamo una potenzialità di 250 tamponi al giorno, non potevamo permetterci di sbagliare. La potenzialità di discrimine, di perimetrazione dell’infezione, è stata importante e ci ha permesso, fra l’altro, di ‘spegnere’ due zone rosse molto rapidamente”.

Prezzo Sulla vicende è intervenuto anche Ricci: “Ho conosciuto Monetti perché stavo richiamando dei potenziali donatori; in quella occasione lui mi ha parlato dei suoi test rapidi e delle sue mascherine FFP2: due dei tre dispositivi che in quei giorni (l’altro erano i respiratori) che in quel periodo erano ricercati a livello regionale oltre che nazionale. Ovviamente noi eravamo interessati e io mi sono limitato a fare da tramite con la sanità regionale, che ho subito informato di questa possibilità. A quel punto, mi sono fatto inviare il materiale, comprensivo di un preventivo, che ho inoltrato agli uffici competenti. Mi sono semplicemente limitato a svolgere il mio ruolo. È stato poi il responsabile del servizio Bartoletti a curare il procedimento di acquisto dei soli test e non delle mascherine, il cui prezzo evidentemente non soddisfaceva”.

La Lega Sul fronte politico i consiglieri regionali del gruppo della Lega vanno subito all’attacco a testa bassa: “Sulla questione dei test rapidi
acquistati dalla Regione Umbria oggi sono state smascherate le bugie e le vergognose strumentalizzazioni del Movimento 5 Stelle, del PD e della
trasmissione Report”.

Il M5S Dal M5s arriva la bordata del consigliere De Luca: “Dopo aver scambiato l’autorizzazione integrata ambientale per il Tribunale penale internazionale dell’Aja, i leghisti umbri continuano la gara con se stessi a spararla sempre più grossa. Ci hanno raccontato per mesi di non avere il tempo per rispondere alle interrogazioni e alle richieste di accesso agli atti, ma hanno trovato il tempo per fare le ricerchine sui nostri social network, scoprendo che chiedevamo di utilizzare kit sierologici “con affidabilità del 100%” sui falsi negativi. Tempo sottratto al loro lavoro di Governo in cui dovrebbero cercare di far ripartire la sanità umbra ferma ancora ferma al palo con liste d’attesa inconcepibili”.

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