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Tesei prova a forzare le resistenze dei partiti per chiudere sulla Giunta: nuovo summit

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Tesei prova a forzare le resistenze dei partiti per chiudere sulla Giunta: nuovo summit

Pinocchio
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La presidente Tesei

PERUGIA – La regola aurea della politica vale per destra, sinistra e centro a ogni latitudine: più una vicenda legata all’assegnazione dei posti resta aperta più c’è la possibilità che la situazione invece di semplificarsi si ingarbugli ancora di più. E nelle ultime ore il pensiero della presidente Tesei deve essere stato proprio questo: telefonate, colloqui privati e raccomandazioni sono serviti quasi a nulla.

Rassicurazioni E anche le rassicurazioni del leader della Lega Matteo Salvini, ribadite prima a Roma e giovedì sera a Bologna in occasione della presentazione della candidata alla Regione Emila Romagna Lucia Borgognoni, non sembrano aver sortito l’effetto sperato. La situazione sembra essere quella di un puzzle in cui le tessere non sembrano incastrarsi. E così Tesei ha deciso, ascoltando in questo caso il carattere, di convocare per la giornata di sabato a Bastardo i coordinatori regionali della coalizione per una faccia a faccia che secondo le sue intenzioni deve essere risolutivo. Il nervosismo da una parte e dall’altra comincia a salire a livelli di guardia. E il tempo scorre.

Messaggio La presidente è consapevole, come ha ripetuto più volte in privato in questi giorni, che le trattative con i partiti oltre un certo limite vengono vissute dalla pubblica opinione umbra come una volgare spartizione di poltrone e che la prima a rimetterci in termini di immagine è proprio lei. Da qui la scelta di accelerare.

Stretta Ma la strada arrivati a questo punto è stretta. Luca Coletto, Michele Fioroni, Daniele Carissimi, Paola Agabiti e Roberto Morroni: questa è la squadra di Giunta che Tesei preferisce e per cui fin dall’inizio della trattativa si è spesa per cercare di non mollare. Ma su questo schema giorno dopo giorno è iniziato a salire un fuoco di sbarramento dai partiti della coalizione. Il suo partito, la Lega, vuole tre assessori per una logica di scontro interni (vedi il derby tra Marchetti-Caparvi-Saltamartini da una parte e Briziarelli-candiani-Mancini dall’altra) e per questioni territoriali. Una terza posizione che sarebbe appannaggio della perugina Paola Fioroni ma che non basterebbe a placare l’insistenza: da Terni il deputato e commissario del partito Barbara Saltamartini in asse con il sindaco Latini vogliono un posto in Giunta per l’assessore Enrico Melasecche e terrebbero volentieri fuori dalla porta Daniele Carissimi. Intrecci pericolosi. Ma se nella Lega il clima è rovente tanto che si raccontano di telefonate a dir poco concitate, anche negli altri partiti non c’è clima di festa.

Meloni In Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha mandato a dire e poi detto direttamente alla presidente Tesei che l’assessore al Comune di Perugia Michele Fioroni non rappresenta il suo partito: sta andando in scena un braccio di ferro sottile tra il predestinato alla presidenza del consiglio regionale Marco Squarta che in tandem con il sindaco di Perugia Andrea Romizi sostengono Fioroni e chi nel partito vuole altre soluzioni. Al momento la leader di Fratelli d’Italia sembra aver scelto la strada della stretta rappresentanza di partito facendo sapere a Tesei che può scegliere il suo assessore tra tre nominativi: Sciurpa, Fortini e Proietti. E anche qui la presidente rischia di rimanere all’angolo.

Giravolta E fuoco di sbarramento è stato alzato da Forza Italia: l’ingresso in Giunta del forzista Roberto Morroni così come preferisce Tesei azzererebbe la rappresentanza politica dei berlusconiani in consiglio regionale perché Morroni non ha nessuna intenzione di dimettersi così come diversi altri. A questo punto i vertici nazionali di Forza Italia, per bocca di Antonio Tajani, hanno avanzato l’ipotesi dell’ingresso in Giunta del sindaco di Amelia Laura Pernazza. Ma anche qui non poche sono le contro indicazioni a partire da quello dei costi della chiamata degli esterni in Giunta: su questo punto il Pd ha iniziato già a bombardare e Tesei è quanto mai sensibile.

Punto Se questo è il quadro, il punto di caduta è solo uno: la presidente forza suoi partiti e porta a casa la Giunta che vuole oppure cede ai partiti andando a una mediazione sui nomi. Come sin dall’inizio della trattativa abbiamo detto, la domanda a cui rispondere è questa: quanto forza politica ha la presidente Tesei? Tempi e modi in cui si chiuderà la vicenda legata alla composizione della Giunta lo diranno. Previsione? La presidente fa un passo indietro su Fioroni ma porta a casa tutti gli altri nomi. La migliore delle cose resta quella di tirare diritto su nomi e deleghe. Ma per farlo serve forza.

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