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Terzo Polo, pressing su Bandecchi che rinuncia. Salta anche Porzi, rispuntano i civici di Fora

Verso la tronata elettorale: clamoroso colpo di scena in casa Azione-Italia Viva. C'è in bilico anche una seconda candidatura

PERUGIA– Come previsto, l’annuncio di Stefano Bandecchi della candidatura come indipendente nelle liste di Azione-Italia Viva ha scatenato un putiferio, soprattutto nel centro-destra. Tanto tuonò che piovve, perchè poco fa, perchè nella serata il presidente della Ternana e patron di Unicusano ha rinunciato alla candidatura. Non è sfuggito infatti che con le caselle tutte ai posti che avevamo anticipato, si sarebbe andati incontro ad un vero e proprio scontro all’arma bianca per l’Uninominale di Terni fra  Raffaele Nevi, candidato del centrodestra, Francesco Derebotti, candidato Pd molto forte e stimatissimo anche dai non dem e appunto Bandecchi. Ma soprattutto, sarebbe andato i n scena un confronto fra l’imprenditore livornese e colui che lo ha portato a Terni, appunto Nevi, da Bandecchi stesso definito “un amico al quale non voglio pestare i piedi”. Tanto che all’inizio si pensava ad una sua candidatura come capolista nel proporzionale.

La maglietta della Folgore

Bandecchi poi come è noto, è molto vicino anche ad alcune figure di spicco degli azzurri, su tutte il senatore Francesco Battistoni, sottosegretario alle Politiche Agricole, del quale è collaboratore al dicastero. Di certo c’è che nelle ultime 48 ore, dopo l’annuncio della “discesa in campo”, è scattato dai piani alti di Arcore un pressing per convincere Bandecchi a ritirare la sua candidatura. Operazione andata a segno. Già da qualche ora circolava anche un “mal di pancia” (eufemismo) negli ambienti di Azione, che non vedevano di buon occhio la sua candidatura, al contrario di Italia Viva: “Mi ha telefonato Maria Elena Boschi dicendo che loro non hanno nulla in contrario, Calenda invece si perchè dice che sono fascista”, ha detto Bandecchi. Il riferimento è alla celebre maglietta con lo slogan della Folgore indossata qualche tempo fa in un video dall’imprenditore, che creò non poco rumore.

Anche nell’entourage dell’imprenditore livornese, a quel che risulta alla nostra redazione, c’era più di qualche perplessità non tanto sulla scelta politica quanto proprio sulla decisione di candidarsi. Bandecchi sembrava comunque deciso a giocarsi le sue carte. Invece ecco il ripensamento. Ora Bandecchi si dedicherà al suo partito Alternativa Popolare “per farmi trovare pronto fra cinque anni, o magari quando cadrà la legislatura”. O forse ancora prima. Perchè c’è chi dice che con questa mossa abbia voluto in realtà mandare un segnale alla Regione in vista del parere decisivo sul progetto stadio-clinica,- sospeso in attesa che il consulente, l’ex ministro Balduzzi, esprima l’opinione vincolante –  e magari già che c’è pure a  Palazzo Spada, cui non ha lesinato velate critiche, in vista della tornata amministrativa di Primavera.

Salta anche Porzi: gli scenari adesso

Che succederà ora? Con Bandecchi fuori gioco,  la casella dell’Uninominale torna in ballo. Italia Viva, che ha in carico la composizione degli uninominali deciderà. Quello che è certo è che è saltato tutto. Niente Marco Mazzalupi, nè Giacomo Leonelli, che però potrebbero correre entrambi al proporzionale (il secondo potrebbe essere capolista alla Camera).

Si parla in queste ore di una linea telefonica molto attiva fra Maria Elena Boschi e i vertici umbri dei due partiti per cercare di dipanare la matassa. Una chiamata l’avrebbe fatta anche al consigliere regionale Andrea Fora, capo dei Civici X, al quale sarebbero state proposte due candidature, una delle quali all’uninominale del Senato per lo stesso Fora.

Ruggini e rancori

Questo perchè è ormai salta anche la candidatura dell’ex presidente dell’Assemblea Legislativa regionale Donatella Porzi. Ruggini mai sopite e vecchi rancori fra ex dem, a quanto risulta, erano il motore dell’operazione-Porzi, che avrebbe portato diversi voti in dote (ma solo al Senato). Al proporzionale del Senato, il capolista sarà invece Leonardo Grimani, senatore uscente eletto la volta scorsa in quota Pd. Matteo Renzi spinge invece per la candidatura (ma al collegio di Perugia, al proporzionale) dell’orvietano Luca Tomassini, patron di Vetrya. Ufficiali anche le non candidature di Emanuela Mori e di Nadia Ginetti.

 

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