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TerniEnergia, numeri in affanno, tagli e la sfida del prossimo triennio

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TerniEnergia, numeri in affanno, tagli e la sfida del prossimo triennio

Andrea Giuli
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TERNI – Il “pianeta internazional-ternano” TerniEnergia vive, diciamo così, un momento particolare. Probabilmente, non il suo momento migliore.

Dati consolidati di bilancio 2017 Nei giorni scorsi, il cda societario – appena uscito da avvicendamenti movimentati – ha approvato il proprio bilancio consolidato allo scorso 30 giugno. I ricavi sono pari a 40,2 milioni di euro (50,5 milioni al 30 giugno 2016, ovvero -20,4%) e, si legge nella nota aziendale, “evidenziano il contributo in crescita dell’energy management, dei cantieri avviati in Tunisia e in Zambia e i ricavi attribuibili al progetto di riqualificazione ed efficientamento energetico di Copernico Torino”. L’Ebitda (il margine operativo lordo ante-tasse) si attesta a 6,8 milioni di euro, in diminuzione (-28,2%) rispetto al 30 giugno 2016 (9,5 milioni), pari al 17% contro 18,8% dell’anno prima.
Il Risultato Operativo Netto (Ebit) è pari a -6,2 milioni di euro (5,9 milioni al 30 giugno 2016), dopo ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni per 13 milioni di euro circa. “Le svalutazioni sono attribuibili in parte alla sospensione delle attività di Epc, derivante dalle scelte assunte dal precedente management e in parte all’allineamento al valore di impairment di un asset”.
Il risultato netto è pari a – 6,5 milioni, rispetto a 1,1 milioni al 30 giugno 2016. La Posizione Finanziaria Netta è di 87,5 milioni (in sensibile riduzione rispetto a 93,9 milioni al 31 dicembre 2016). Il rapporto Pfn/Patrimonio Netto si attesta a 1,62x, pressoché costante. Il Patrimonio Netto è pari a 54,1 milioni di euro (57,5 milioni al 31 dicembre 2016).

Cda, altre dimissioni Il cda di TerniEnergia ha anche comunicato che, nei giorni scorsi, “il consigliere indipendente Laura Rossi ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di amministratore per asserita mancata tempestività nella trasmissione di informazioni necessarie per lo svolgimento informato del proprio ruolo di consigliere indipendente. Il Consiglio ha preso atto delle dimissioni, non condividendo le motivazioni addotte dalla dottoressa Rossi, sottolineando, al contrario, come la struttura societaria abbia reagito prontamente ai recenti avvenimenti e abbia fornito un’informativa adeguata e costante, tenuto anche conto della necessità di un’azione tempestiva”.

Stefano Neri

Stefano Neri

Il piano 2018-2020, Galluzzi Il medesimo cda di TerniEnergia ha pure approvato le linee guida del nuovo Piano strategico triennale di Gruppo 2018-2020. Il vicepresidente Giulio Gallazzi ha dichiarato: “Il Piano approvato è ispirato a criteri di credibilità e prudenza, relativamente agli aspetti di natura industriale ed economico-finanziaria. Nonostante siano stati impostati e avviati cambiamenti strategici di notevole portata verso una Società a sempre più elevato contenuto tecnologico, il cda ha ritenuto di procedere con una oculata e razionale gestione della transizione. Le linee guida delineate evidenziano prospettive chiare e dall’elevato potenziale che hanno già portato alla individuazione di importanti opportunità di sviluppo in Italia e all’estero”.

I numeri attesi Secondo un comunicato aziendale “il Piano 2018-2020 delinea la nuova identita’ del gruppo quale ‘abilitatore tecnologico globale’ per l’utilizzo efficiente dell’energia e delle risorse”. Il Piano prevede “un focus sulla trasformazione digitale, l’ingresso nei settori del bilanciamento elettrico e del demand response, lo sviluppo delle smart microgrid, il rilancio delle attività di trading energetico, lo sviluppo del settore smart mobility, l’incremento esponenziale delle attivita’ di servizio, la riduzione dell’indebitamento, il rafforzamento patrimoniale e il perseguimento dell’efficienza nella gestione dei costi fissi”. I principali target del piano sono: ricavi attesi al 2020 per circa 226 milioni di euro, un Ebitda al 16% e un Ebit di circa 26 milioni di euro; un
“ulteriore semplificazione della struttura organizzativa del gruppo per incrementare la creazione di valore” e “una fase di transizione per il completamento delle commesse fotovoltaiche in Tunisia e Zambia”. img_5550

Linee strategiche La nota societaria dipinge un Piano strategico “finalizzato a riposizionare il Gruppo su business a maggior valore aggiunto nel campo delle soluzioni e dei servizi ad alto contenuto tecnologico, orientati all’uso efficiente delle risorse, sviluppando ed implementando tali soluzioni negli ambiti della generazione di energia elettrica, del risparmio e del trading energetico e della mobilità sostenibile. A questo si aggiungerà l’evoluzione dell’attività di gestione degli asset per la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e il recupero e la trasformazione di materia in risorse redditizie nell’ambito dell’industria ambientale. Vi è, pertanto, una chiara prevalenza delle attività legate a servizi e soluzioni ad alto contenuto tecnologico rispetto alle attività che hanno contraddistinto in passato il Gruppo. Le linee guida strategiche sono state elaborate prima della scadenza naturale del precedente piano industriale, in conseguenza dell’accelerazione impressa al processo di trasformazione del core-business aziendale. Tale circostanza ha comportato notevoli svalutazioni non ricorrenti, legate principalmente a progetti internazionali nel settore Epc fotovoltaico che hanno condizionato il risultato del bilancio semestrale. Il Piano è focalizzato sul riposizionamento strategico del Gruppo, che grazie all’integrazione delle digital companies Softeco Sismat e Selesoft, completerà l’evoluzione da leader del settore fotovoltaico a smart energy company. La crescita prevista è garantita da un aumento esponenziale delle attività di smart solutions and services (Consulting, Solutions, Management, On-site engineering and operations e Smart trading), compreso il rilancio del trading energetico, che assicureranno al 2020 oltre il 90% del totale dei ricavi e oltre il 75% dell’Ebitda del prossimo triennio, il cui obiettivo di crescita sarà supportato dalla qualità del portafoglio clienti e dal conseguente aumento del fatturato. Le previsioni sono state effettuate tenendo conto degli scenari macroeconomici di medio e lungo termine, dell’evoluzione del settore energetico e dello sviluppo atteso nel settore della digitalizzazione dei servizi elettrici e della mobilità sostenibile. Le attività si concentreranno, dunque, principalmente in settori emergenti e ad alte prospettive di crescita grazie alla trasformazione digitale e alla domanda di tecnologie dedicate”.

Tagli, risparmi, riorganizzazione Ultima ma non ultima, la seguente e significativa parte del torrenziale comunicato aziendale: “Gli obiettivi saranno perseguiti anche riducendo la rilevanza delle spese generali e degli investimenti ad alta incidenza sul fatturato, proseguendo le azioni di ottimizzazione già avviate e migliorando ulteriormente i processi relativi al capitale circolante, agli acquisti, alle risorse umane, alla gestione degli impianti. Il primo passo verso la semplificazione della struttura del Gruppo al fine di migliorarne l’efficienza operativa e ridurne la complessità è rappresentato dalla riduzione da quattro a due delle Strategic Business Units. Attraverso tali azioni, accompagnate dal varo di misure di gestione della transizione con il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, il ricorso a un piano di gestione del personale attraverso la Cassa integrazione straordinaria e il completamento delle commesse fotovoltaiche in Tunisia e Zambia, il Gruppo otterrà una maggiore flessibilità e una più razionale allocazione dei costi. In programma anche il rafforzamento della sede di Milano. Cardine del nuovo Piano sarà il mantenimento di una solida struttura finanziaria, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la posizione finanziaria netta e riducendo l’incidenza degli oneri finanziari, nonchè l’avvio di un processo di rafforzamento patrimoniale”.

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Andrea Giuli
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