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TerniEnergia, il cda sfiducia il proprio amministratore delegato: niente indennità per lui

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TerniEnergia, il cda sfiducia il proprio amministratore delegato: niente indennità per lui

Andrea Giuli
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TERNI – Periodo difficile per la società TerniEnergia, già alle prese con una delicata crisi che ha portato l’azienda a dichiarare 66 esuberi nel sito di Nera Montoro e in mezzo ad una trattativa sindacale tutt’altro che agevole.

Sfiducia Stavolta, trattasi di – diciamo così – magagne interne al management. “Il cda di TerniEnergia – si legge in una nota aziendale – ha infatti approvato a maggioranza la sfiducia nei confronti dell’amministratore delegato, ingegnere Piero Manzoni, prendendo atto delle dimissioni rassegnate dallo stesso amministratore e contestando in toto le motivazioni poste dall’ingegner Manzoni a fondamento delle proprie dimissioni. Il cda non ritiene che sussistano i presupposti per il riconoscimento di alcuna indennità in favore dello stesso. Il Consiglio ha inoltre riconfermato le deleghe già conferite ai consiglieri Fabrizio Venturi e Laura Bizzarri, nonché al presidente del cda, Stefano Neri, al fine di assicurare la stabilità e la continuità della governance della Società”.

Trattativa, Neri in campo In realtà, è probabile che il motivo reale dell’allontanamento di Manzoni sia non tanto o non solo il mancato riconoscimento dell’indennità (evidentemente richiesta), quanto piuttosto la paternità del,piano industriale ‘lacrime e sangue’ che comprende, appunto, il licenziamento dei 66 addetti di Nera Montoro, ovvero la gran parte dei lavoratori del sito. Lunedì prossimo, non a caso, è prevista la ripresa della difficile trattativa sindacale, con un nuovo confronto tra le parti. Sarà, da quanto è dato capire, lo stesso ‘patron’ di TerniEnergia, il presidente Stefano Neri, a riprendere in mano il,bandolo della matassa. E, allora, è possibile che anche l’approccio alla vicenda – licenziamenti in testa – potrà subire una modifica. Un ammorbidimento, forse.

Ugl Chimici “La crisi che interessa TerniEnergia – si legge in una nota della Ugl Chimici Terni – è una vicenda da noi fin da subito ritenuta preoccupante, soprattutto per le modalità con cui l’ingegner Manzoni tentava di svolgere il tavolo iniziale. Poche ore fa abbiamo appreso che – durante il consiglio di amministrazione di TerniEnergia – a maggioranza è stata approvata la sfiducia all’amministratore delegato dell’azienda; lo stesso ad che una settimana fa aveva presentato e avviato la procedura del licenziamento collettivo. Misura che aveva coinvolto fin da subito la quasi totalità degli occupati nel sito narnese. Un’azione provocatoria nei confronti dei lavoratori che sembrava voler innescare un focolaio che poi sarebbe stato difficilmente governabile. La Ugl, come già espresso in modo molto chiaro sia al tavolo che nel precedente comunicato, chiede al nuovo amministratore il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l’apertura di tutti gli ammortizzatori sociali ritenuti attualmente più idonei. Tali misure – se condivise – ci consentiranno di aprire un tavolo di confronto sulle vere problematiche aziendali e di esaminare il piano industriale già annunciato”.

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Andrea Giuli
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